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Ceferin cambia idea: si candida per il quarto mandato alla presidenza UEFA

Aleksander Ceferin
Aleksander Ceferin GIUSEPPE MAFFIA / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

L'attuale massimo dirigente ha accolto il consenso delle 55 federazioni: "C'è ancora molto lavoro importante da fare e per questo ho accettato la richiesta".

Sulla linea della continuità e della sfida aperta alla FIFA di Gianni Infantino. Aleksander Ceferin cambia idea e si ricandida alla presidenza della UEFA per un nuovo mandato, il quarto per l'avvocato e dirigente sloveno.

L'annuncio è arrivato durante un incontro a Berlino in risposta ai presidenti e ai segretari generali delle 55 federazioni europee presenti che gli avevano chiesto all'unanimità di rivedere la decisione di non candidarsi.

L'elezione, a questo punto una formalità, è prevista in occasione del 51esimo congresso della UEFA che si terrà ad Astana il 22 aprile prossimo. Un ulteriore incontro delle 55 associazioni nazionali UEFA si terrà prima del 17 novembre 2026.

"Desidero ringraziare le federazioni nazionali per la fiducia accordatami - ha detto Ceferin - Negli ultimi anni abbiamo affrontato sfide straordinarie e le abbiamo superate come una squadra unita. C'è ancora molto lavoro importante da fare e per questo ho accettato la richiesta. La mia ambizione rimane la stessa: mantenere unito il calcio europeo, rafforzare il nostro sport e lasciare la UEFA pronta per la prossima generazione".

Corrente opposta a Infantino

La candidatura di Ceferin è un nuovo segnale di rottura nei confronti di Gianni Infantino in vista delle elezioni del presidente della FIFA in programma nella primavera del 2027. Proprio Ceferin è stato il principale accusatore del dirigente italo-svizzero, in particolare per la vicenda legata all'ingresso di capitali privati nella gestione della Coppa del Mondo. Ma il tema è la gestione dei fondi e la centralità del calcio europeo. La linea, dura e di contestazione, è stata confermata nel corso della riunione di Berlino.

Le federazioni nazionali, con l'unica eccezione dell'Azerbaijan, hanno ribadito di aver perso fiducia nell'attuale leadership della FIFA, sostenendo che una riforma istituzionale, da sola, non sarà sufficiente a portare i cambiamenti necessari e che c'è bisogno di una nuova leadership.

Nel resoconto della riunione, in merito alla questione FIFA, si sottolinea che "nessun individuo può prevaricare il ruolo di un altro" e che "le responsabilità e il processo decisionale devono essere chiari e trasparenti".

Le decisioni della FIFA devono "riflettere l'equilibrio globale del calcio" e coinvolgere "gli interlocutori prima che vengano presi impegni".

"Un presidente - si legge - guida, non gestisce. Presiede il Consiglio, rappresenta la FIFA a livello globale e fornisce leadership senza esercitare funzioni gestionali". "Nessuna risorsa FIFA - è la stilettata finale - può essere utilizzata per interessi personali o elettorali". 

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