Dopo aver conquistato lo storico doblete con lo scudetto e la decima Coppa Italia della sua storia, l'Inter di Chivu affronta un Verona già retrocesso per cercare di chiudere in bellezza la stagione.
Prima del fischio d'inizio, il Meazza si trasforma in un teatro in festa: sulle note di Vasco Rossi si alza un'enorme coreografia in campo e sulle tribune per celebrare la straordinaria cavalcata nerazzurra, regalando la cornice perfetta per l'ultimo ballo stagionale davanti ai propri tifosi.

I primi quindici minuti sono un monologo nerazzurro: l'Inter spinge forte sull'acceleratore per sbloccare subito il match, mentre gli ospiti si arroccano in difesa faticando a ripartire e a alleggerire la pressione. La prima vera fiammata arriva all'8' minuto, quando Darmian scodella un pallone molto interessante al centro dell'area per Bonny, costringendo Valentini a un salvataggio provvidenziale in calcio d'angolo.
I campioni d'Italia insistono e appena tre minuti più tardi, all'11', è ancora uno scatenato Bonny a inventare: l'attaccante si rende protagonista di un'ottima incursione in area di rigore, frena e sterza per servire Sucic al limite. Il centrocampista croato, però, tentenna un attimo di troppo e non trova il tempo giusto per coordinarsi e battere a rete.
Nonostante l'avvio aggressivo dei padroni di casa, è però il Verona a creare l'occasione più nitida della prima metà di frazione, con un vero e proprio miracolo di Sommer a salvare il risultato: sul cross di Valentini, l'incornata di Bowie carambola involontariamente su Lovric e si impenna beffardamente verso la porta, ma l'estremo difensore nerazzurro si supera con un riflesso prodigioso, togliendo la sfera dallo specchio con la mano di richiamo.
Proprio sul finale di tempo, i nerazzurri tornano a spaventare la retroguardia scaligera andando a un passo dal vantaggio con una clamorosa doppia chance. A inventare l'azione è Diouf, che parte in contropiede, palla al piede, salta di netto due difensori in velocità e serve un'ottima apertura per Mkhitaryan; l'armeno si ritrova a tu per tu con Montipò, ma il portiere del Verona è bravissimo a sbarrare la strada, respingendo la conclusione.

Non è finita, perché sulla ribattuta si avventa Lautaro Martínez: il Toro controlla e scarica un diagonale affilato che però si spegne fuori di un soffio.
È l'ultimo brivido prima del duplice fischio del direttore di gara, con le due squadre che vanno negli spogliatoi sul punteggio di 0-0.
Pareggio nell'ultima a San Siro
Il secondo tempo si apre con una novità tra le fila del Verona: fuori Bernede, dentro Harroui.
Al rientro in campo bastano appena due minuti all'Inter per sbloccare il match, al termine di una clamorosa doppia azione da gol.
Prima è Diouf a inventare una gran palla per Bonny che, colto quasi di sorpresa a tu per tu con Montipò, non riesce a trovare il tempo per la battuta a rete; sulla chiusura difensiva disperata il Verona rischia l'autogol, costringendo Montipò al miracolo di piede, prima che Edmundsson salvi provvidenzialmente in corner.
La gioia del difensore scaligero dura però pochissimi istanti: sugli sviluppi del calcio d'angolo successivo, Bonny svetta imperioso di testa e la sua incornata viene deviata involontariamente proprio dallo sfortunato Edmundsson, che questa volta infila la propria porta per il vantaggio nerazzurro.

Poco dopo l'Inter sfiora il raddoppio con Lautaro Martinez, ma Montipò si allunga e con la punta del piede devia il diagonale del Toro in calcio d'angolo. Al 57', poi, l'estremo difensore dell'Hellas compie un vero e proprio miracolo: Mkhitaryan scarica una bordata dal limite che impatta sul braccio di Edmundsson (senza rigore), la sfera resta lì e Lautaro ci prova a botta sicura da pochissimi passi. Montipò si oppone d'istinto mettendoci letteralmente il corpo e, sulla palla che si impenna beffardamente a due passi dalla linea, è ancora Edmundsson ad anticipare tutti di testa allontanando il pericolo.
Con i padroni di casa sul risultato di 1-0, la panchina nerazzurra concede la passerella finale al terzo portiere Raffaele Di Gennaro, che fa così il suo esordio stagionale tra gli applausi di San Siro. Sul rettangolo di gioco c'è spazio anche per la freschezza dei giovani: il classe 2007 Mosconi si mette subito in mostra e, dopo uno splendido spunto personale, sfiora il raddoppio.
Poco dopo, però, arriva il pareggio del Verona con Bowie, che vince il contrasto fisico con Carlos Augusto e segna il gol dell'1-1.
Un pareggio che tuttavia non rovina i piani di festa del Meazza: i tifosi salutano la squadra di Chivu tra gli applausi, tributando il giusto omaggio ai campioni d'Italia nell'ultimo ballo casalingo di una stagione indimenticabile, marchiata a fuoco dallo storico doblete.

