Napoli, Conte dopo la Champions frena sul futuro: "Con il presidente bisogna fare chiarezza"

Antonio Conte, allenatore del Napoli
Antonio Conte, allenatore del NapoliGABRIELE MALTINTI / GETTY IMAGES EUROPE / GETTY IMAGES VIA AFP

Antonio Conte festeggia il traguardo Champions con il Napoli ma lascia aperto il punto di domanda sul suo futuro in panchina. Il tecnico traccia il bilancio di una stagione complessa, tra l'inserimento di 11 nuovi acquisti e la promessa di lasciare una base solida.

Il Napoli festeggia il ritorno in Champions League dopo la vittoria contro il Pisa per 0-3, ma a tenere banco sono anche le riflessioni di Antonio Conte sul percorso fatto e sui prossimi passi. Il tecnico leccese rivendica il grande lavoro svolto in un'annata tutt'altro che semplice: "Nella mia prima conferenza a Dimaro dissi chiaramente che ci dovevamo preparare a una stagione complessa. Quando introduci ben undici giocatori nuovi, e non per il gusto di spendere soldi ma per la necessità di implementare la rosa, è inevitabile incontrare qualche difficoltà".

Ha poi continuato: "Sono arrivate undici teste diverse che dovevano entrare in totale simbiosi con il gruppo storico. Qualcuno ha faticato di più a inserirsi e questo ci ha costretto ad affrontare tutte le competizioni con una rotazione di uomini inferiore a quella che avevamo preventivato".

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Il bilancio del ciclo e il confronto con ADL

Le domande dei cronisti si spostano poi inevitabilmente sul domani e sui progetti a lungo termine, un tema su cui l'allenatore azzurro chiede trasparenza assoluta prima di sciogliere le riserve: "Manca ancora una partita alla fine del campionato, mi lega un rapporto di profonda amicizia con il presidente De Laurentiis. Sono arrivato qui in un momento di enorme difficoltà, dopo un decimo posto, quando la situazione veniva dipinta da tutti come molto nera. Il presidente sa benissimo come la penso già da un mese, conosce le cose positive e quelle che mi sono piaciute meno di questa gestione. È giusto fare chiarezza con lui".

Conte ci tiene comunque a sottolineare il valore della sua missione all'ombra del Vesuvio, a prescindere dalle decisioni estive: "Sarò sempre grato a questa piazza, mi è stata data la possibilità di vivere un ambiente unico e di festeggiare con questa gente. Mi hanno sempre ripetuto che quando vinci a Napoli è come farlo dieci volte in un altro club. La mia promessa iniziale era quella di lasciare un gruppo solido a fine ciclo, capace di dare fastidio a Juventus, Inter e Milan che partono sempre un metro avanti. Se il Napoli riuscirà a spodestarle un anno sì e uno no, allora avremo fatto davvero una grande cosa".

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