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Buffon: "Avrei scelto Conte per la nazionale, su Pirlo un caso goffo e mal riuscito"

Buffon con Gattuso
Buffon con GattusoIPA / Sipa Press / Profimedia

L'ex capitano azzurro spiega il no alla FIGC, promuove Ranieri e considera Mancini ancora un tecnico di valore. Poi critica la gestione del caso del suo ex compagno di squadra e chiede un progetto concreto per valorizzare i giovani e rilanciare il calcio italiano

Gianluigi Buffon è tornato a parlare del momento difficile del calcio italiano, rompendo il silenzio dopo la conclusione della sua esperienza in nazionale. L'ex capitano della Nazionale ha parlato alla Gazzetta dello Sport, dove ha ammesso di aver rifiutato la proposta avanzata da Paolo Maldini e Leonardo, scegliendo di prendersi una pausa dopo oltre tre decenni trascorsi senza interruzioni nel mondo del calcio. Pur restando fuori dall'organigramma federale, Buffon ribadisce che la Nazionale "è la squadra di tutti" e sente il dovere di esprimere il proprio punto di vista.

Sulla possibilità di un ritorno di Roberto Mancini in azzurro, Buffon riconosce il valore dell'allenatore: "Alla fine, Mancini è una scelta tecnicamente giusta perché ha dimostrato un gioco funzionale a un progetto". Tuttavia, ricorda anche il peso dell'addio del tecnico nell'estate del 2023, sottolineando il proprio attaccamento alla maglia: "Sta parlando con uno che è sceso in Serie B con la Juve e s’è tagliato cinquecentomila euro di stipendio. Solo per il senso di appartenenza".

L'ex portiere rivela inoltre di aver sostenuto la scelta di Gennaro Gattuso dopo l'uscita di Luciano Spalletti, convinto che fosse l'uomo giusto per ridare entusiasmo a un gruppo in difficoltà. Parole di grande stima anche per Claudio Ranieri, definito una figura capace di garantire equilibrio e competenza in un ruolo delicato all'interno della Federazione.

Buffon si sofferma poi sulla vicenda che ha coinvolto Andrea Pirlo, criticando apertamente il dibattito nato attorno ai suoi rapporti con la Russia: "Il discorso sul sito russo è stato un tentativo politico, goffo e mal riuscito per farlo etichettare come 'impresentabile'…". Nonostante quanto accaduto, ribadisce il proprio legame con la maglia azzurra e con il Paese: "rimango fervidamente convinto del fatto che bisogna amare l’Italia con l’austera passione dell’esule in patria".

Il futuro azzurro

Ripensando al futuro della Nazionale, Buffon svela quale sarebbe stata la sua scelta se avesse avuto la responsabilità tecnica del progetto: "Proporrei: obiettivo principale qualificarsi al Mondiale tra quattro anni. Su questa base, avrei scelto Conte, poi Baldini e via via gli altri". Per l'ex numero uno, prima di individuare il commissario tecnico è indispensabile definire una strategia chiara e un progetto condiviso.

Le prossime partite dell'Italia
Le prossime partite dell'ItaliaFlashscore

L'ex capitano azzurro individua inoltre i principali limiti del sistema calcistico italiano, denunciando la scarsa fiducia concessa ai giovani. Secondo Buffon, la Serie A ha perso il ruolo di campionato di riferimento in Europa ma continua a subire le stesse pressioni del passato, frenando la crescita dei talenti italiani. 

Poi, la chiusura sulla paradossale situazione vissuta oggi all'interno della Fifa: "Ho conosciuto il primo Infantino, quello che si candidava, e mi aveva impressionato. Il Mondiale è stato bello ma certe cose non le ho digerite. Avvicinare gli investimenti privati al Mondiale, però, mi fa paura. Se si superano certi limiti servono decisioni forti, solo così si rende il mondo migliore. Come non è stato fatto quando il povero arbitro somalo è stato rimandato a casa senza che nessuno dicesse una parola".

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