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Genoa, De Rossi non arretra: "Non mollo un centimetro, per salvarci dobbiamo sporcarci le mani"

Aggiornato
Daniele De Rossi
Daniele De RossiLUCA AMEDEO BIZZARRI / GETTY IMAGES EUROPE / GETTY IMAGES VIA AFP

Daniele De Rossi analizza l’avvio difficile del Genoa, difende i suoi giocatori e indica la strada per la salvezza. Dal problema offensivo a El Shaarawy, Robinho Junior e Colombo, fino alla sfida con la Fiorentina.

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Un punto in cinque partite non cambia le convinzioni di Daniele De Rossi. L’allenatore del Genoa riconosce le difficoltà di un avvio di stagione complicato, ma non intende cercare alibi né scaricare le responsabilità sui giocatori:  "Qualche giorno fa una persona che mi vuole bene mi ha mandato una foto di me che esulto scivolando in ginocchio sotto la gradinata, aggiungendo che la gente vuole rivedermi così. Ma che devo fa’? Che vado ad esultare dopo una sconfitta?".

"Quando l’anno scorso sono andato a salutare i miei ex tifosi sotto la Sud avevo grinta in volto? No. Ero abbacchiato. Potrei fare un bel cinema in panchina: urlare, sbraitare, insultare i calciatori, attaccarli in conferenza come fanno tanti miei colleghi. Battere i pugni e dire che 'i giocatori devono prendersi le responsabilità e fare gli uomini, tirare fuori gli attributi'. Ma questa roba qui da me non la vedrete", spiega l'allenatore.

La classifica del Genoa
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De Rossi: "Il problema è che arriviamo e non tiriamo"

Il tecnico rossoblù individua soprattutto nella fase offensiva il limite principale mostrato finora dalla squadra: "Io non ho mai mollato un centimetro, anzi sto al campo più di quanto facessi l’anno scorso. I numeri vanno letti, e dicono che qualcosa non va in zona offensiva: la squadra arriva al limite dell’area 5-6-7 volte magari anche in un tempo solo, ma poi non calcia. È il nostro più grande problema. Da un’azione potenziale non tiriamo, non facciamo assist, non concretizziamo il gioco".

Sul piano difensivo, invece, De Rossi vede segnali differenti: "A livello difensivo non stiamo concedendo troppo, per occasioni concesse saremmo al 12° posto in classifica".

Il momento negativo non lo spingerà però a cambiare atteggiamento. "So che a volte paga di più fare le sceneggiate, saltare, dare cazzotti alle panchine, lanciare una bottiglietta quando un giocatore sbaglia per rimarcare l’errore. Non è quello che voglio. Finché avrò le spalle abbastanza larghe per difendere i miei giocatori continuerò a fare questo lavoro. Quando mi vedrete fare il pagliaccio per scaricare le colpe vorrà dire che sarò agli sgoccioli".

"Zero dubbi, dobbiamo mangiare il pollo con le mani"

De Rossi non nasconde la necessità di trovare soluzioni diverse, ma esclude che siano subentrati dubbi sul lavoro impostato: "Io ho zero dubbi. Idee chiarissime. Adesso siamo in una situazione in cui guardare indietro non ha senso. Con il mio staff abbiamo deciso di pensare che siamo subentrati adesso. Facciamo finta che fino ad oggi abbia allenato un altro. Cerchiamo di 'mangiare il pollo con le mani'. Devo capire io come fare".

Tra i giocatori chiamati a dare qualcosa in più c’è anche Stephan El Shaarawy, arrivato per aumentare la qualità sugli esterni. "Stephan è un giocatore di fascia. Tutta la carriera l’ha fatta lì. L’abbiamo preso per colmare quel gap sugli esterni: ci vuole gente che inventi qualcosa, crei, salti l’uomo. Dobbiamo capire anche che c’è un tema di condizione: è arrivato per ultimo e ci può stare che sia un po’ più in difficoltà fisicamente".

Colombo, Traoré e Robinho Junior

Nell’amichevole contro il Rapid Bucarest ha preoccupato soprattutto l’infortunio di Colombo: "Guardando il video sembrava qualcosa di spaventoso, che si fosse rotto tutto con la gamba rimasta piantata a terra. Però è il vero motivo per cui sono un po’ scuro in volto, oltre che per la sconfitta perché comunque non mi piace perdere".

La gara è servita però anche per verificare le condizioni di altri elementi della rosa: "È stata però un’occasione per valutare attentamente le condizioni di alcuni giocatori: mi ero ripromesso di vedere Traoré, che non pensavo potesse giocare 90’ e correre così, El Shaarawy ed Ehizibue in campo fino allo sfinimento per vedere a che punto crollassero e spingerli anche un po’ oltre. Hamed non è mai andato in affanno se non per qualche rincorsa in meno, ma mi ha impressionato la sua condizione fisica: non è così carente come temevamo".

Stephan El Shaarawy
Stephan El ShaarawySIMONE ARVEDA / GETTY IMAGES EUROPE / GETTY IMAGES VIA AFP

Buone indicazioni anche da Robinho Junior: "Mi ha fatto un’ottima impressione. Non lo conoscevo, si tratta di un’operazione rivolta più per il futuro, ma è molto interessante. Fa cose utili, intelligenti, è da costruire fisicamente ma sa stare dentro al campo. Ogni tanto si guarda troppo al fisico e ci dimentichiamo del resto".

La salvezza e la ripresa contro la Fiorentina

La strada per uscire dalla zona difficile, secondo De Rossi, passa dall’apporto di tutta la rosa: "Sì, ci ritireremo fuori da questa situazione come lo scorso anno: alcune partite vinte grazie ai ragazzi, altre grazie ai più esperti. L’importante è che tutti abbiano voglia di immedesimarsi. Il mio obiettivo è quello di creare nuovi bei momenti. Con il Genoa".

La sosta può diventare un’occasione per lavorare, anche se il momento resta delicato: "È molto più lunga, può essere un problema o un’opportunità in più. Quando vai male vorresti che durasse due giorni, quando vai bene due mesi per goderti il momento".

I prossimi match
I prossimi matchDiretta

"Qui la serenità non è mai mancata ed io apprezzo che la mia società abbia la pazienza che mi ha dimostrato nonostante le sconfitte. Certo, non siamo felici. Ma non vediamo l’ora di ripartire", racconta.

E quando il discorso si sposta sulla corsa scudetto e sulla Roma, De Rossi preferisce tornare immediatamente sul presente del Genoa: "È una squadra molto forte, ma il mio unico pensiero va alla Fiorentina alla ripresa del campionato: sarà un impegno delicato".

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