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Frosinone, Alvini guarda alla salvezza: "Questa squadra ha tutto il potenziale"

Massimiliano Alvini
Massimiliano AlviniDOMENICO CIPPITELLI / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

Massimiliano Alvini racconta il suo Frosinone al Festival dello Sport di Trento: dalla salvezza come obiettivo al potenziale della squadra, passando per i giovani, la promozione e la lunga gavetta in panchina.

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La salvezza resta il traguardo principale, ma Massimiliano Alvini vede nel suo Frosinone margini importanti. Intervenuto al Festival dello Sport di Trento, l'allenatore giallazzurro ha parlato delle qualità della squadra e di alcuni giocatori che stanno accompagnando il percorso dei ciociari in Serie A.

"L'obiettivo rimane la salvezza. Ma il potenziale, questo Frosinone, lo ha tutto", ha spiegato Alvini, soffermandosi poi su Bracaglia e Palmisani: "Bracaglia è un ciociaro, incarna lo spirito della squadra, come Palmisani, che viene da un percorso di sacrifici ora ripagati con la Serie A e quel 9 in pagella per la gara col Como. Allenare giocatori con quell'attitudine è una fortuna".

La posizione in classifica del Frosinone
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Da Raimondo a Calò, i giocatori su cui punta Alvini

Tra i nomi citati dal tecnico c'è anche Raimondo, del quale Alvini ha sottolineato la crescita: "Ha caratteristiche notevoli ed è in miglioramento. Gli auguro una convocazione in Nazionale, davvero".

Parole di apprezzamento anche per Calò: "È un giocatore intelligente e dal piede gentile. L'ho rincorso per anni e ora lo posso schierare in campo".

I numeri di Raimondo
I numeri di RaimondoDiretta

Il presente in Serie A è il punto d'arrivo di una risalita iniziata durante la scorsa stagione. Arrivato in corsa sulla panchina del Frosinone, Alvini ha guidato la squadra alla promozione nell'ultima giornata, conquistata grazie al 5-0 contro il Mantova. I ciociari sono così tornati nella massima serie dopo due anni trascorsi in Serie B.

La gavetta e l'identità del suo Frosinone

Al Festival il tecnico ha ripercorso anche le tappe della propria carriera, ricordando una "gavetta dura, un percorso lungo" cominciato nel calcio amatoriale e costruito attraverso lavoro e rinunce.

Tra gli episodi ricordati, anche quello del primo maggio 2001: "Approfittando della festività, assistevo agli allenamenti dell'Empoli, con Silvio Baldini, uno degli allenatori migliori per impostazione e idee".

Un percorso che ha contribuito anche alla sua idea di calcio. Per Alvini la strada passa soprattutto dall'"identità di squadra", necessaria per "costruirti uno stile tuo".

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