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Trepy uscirà dalla terapia intensiva, Giulini: "Tempestività e competenza, ringrazio il personale sanitario"

Yael Trepy
Yael Trepy ENRICO LOCCI / GETTY IMAGES EUROPE / GETTY IMAGES VIA AFP

Il presidente del Cagliari: "La mamma mi ha riferito che Yael non si ricorda nulla di quanto accaduto. Sappiamo che si è addormentato al sole per due o tre ore col telefono sul petto, era nella parte bassa della piscina ed è scivolato in quella dove non si toccava"

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Yael Trepy non ricorda nulla di quanto successo, del suo annegamento in piscina che ha messo a rischio la sua stessa vita, ma non ha riportato danni neurologici. Uscirà così dalla terapia intensiva, come rivelato in conferenza stampa da Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, che ha ringraziato tutto il personale sanitario.

"C’è stato un grande esempio di tempestività e competenza, i soccorsi sono arrivati meno di cinque minuti dopo l’accaduto, bastava poco di più per avere una situazione molto più grave, forse fatale. Chi ha soccorso Yael Trepy non sapeva che fosse un calciatore, in circa dieci minuti era già intubato e sotto le cure dei medici". 

 ”In questo momento - ha continuato Giulini - Yael è con Mister Pisacane, con Roberto Muzzi e il Direttore Pietro Accardi. Era importante che Yael vedesse prima di tutto Pisacane e Muzzi perché in questi anni lo hanno cresciuto sotto tutti i punti di vista. 

"Yael non ricorda nulla, si è addormentato al sole col telefono sul petto"

“La mamma mi ha riferito che Yael non si ricorda nulla di quanto accaduto – ha detto Giulini -, rischiare di perderlo per un incidente così sciocco in piscina è stato qualcosa di pauroso. Sappiamo che si è addormentato al sole per due o tre ore col telefono sul petto, i due compagni che erano con lui lo hanno anche preso in giro per il segno del sole sul petto, lui era nella parte più bassa della piscina ed è scivolato in quella dove non toccava”.

“So da Edoardo Oggianu (il procuratore del giocatore), che non sa nuotare, immaginiamo che sia intervenuto anche il panico complice anche l’insolazione. Lo hanno trovato a pancia in giù. Tutto ciò è stato appurato anche dal nostro Ad Carlo Catte che era a conoscenza del fatto che la villa era stata affittata dai ragazzi, e che le cose erano andate in quel modo e che non c’erano sostanze alcoliche o stupefacenti nel corpo di Yael. Una ragazza ha dato subito l’allarme, un compagno e un ex compagno si sono buttati per salvarlo. Lui rigurgitava acqua ed era privo di conoscenza, i soccorsi tempestivi sono stati fondamentali per togliere tantissima acqua dai polmoni e per ossigenarlo intubandolo”.

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