L'ultimo turno della stagione ha visto Kimi Antonelli conquistare la sua nona vittoria stagionale con una prestazione dominante al Gran Premio degli Stati Uniti, ad Austin. Sul podio con lui sono saliti Charles Leclerc e Max Verstappen.
Di conseguenza, mentre Lewis Hamilton (quarto) e George Russell (ottavo) hanno chiuso appena abbastanza in alto da tenere aperta la lotta per il titolo, è ormai solo questione di tempo prima che Antonelli diventi il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1. L'italiano potrebbe mettere il sigillo definitivo già questa settimana in Messico.
Queste sono le principali conclusioni tratte da Finley Crebolder dal fine settimana in Texas.
Antonelli non ha più nulla da dimostrare
Quando un pilota vince il titolo con la miglior macchina in griglia, è inevitabile chiedersi quanto del suo trionfo sia merito della guida e quanto invece della vettura. Chiamato a rispondere a queste domande ad Austin, Antonelli ha dimostrato più chiaramente che mai di essere al vertice assoluto della Formula 1, non solo in classifica, ma anche per talento.
Mercedes, Ferrari e Red Bull erano tutte piuttosto vicine nelle prestazioni al Circuit of the Americas. Antonelli avrebbe quindi dovuto essere più veloce di Lewis Hamilton, Max Verstappen e Charles Leclerc: due leggende di questo sport e un pilota che molti considerano il migliore a non aver mai vinto un titolo. Nel corso del fine settimana, però, non si è limitato a batterli: li ha completamente surclassati.
È stato l'unico pilota a completare un giro perfetto in qualifica e si è dimostrato altrettanto impeccabile in gara. Verstappen e Leclerc sembravano pronti a piombargli addosso nelle fasi finali, dopo aver scelto una strategia a due soste mentre lui aveva deciso di fermarsi una sola volta. Grazie a un'eccellente gestione degli pneumatici e a un ritmo costante, Antonelli è riuscito a tenerli facilmente alle spalle.
Forse più che mai, abbiamo potuto confrontarlo direttamente con alcuni dei migliori piloti della F1. Ha superato l'esame a pieni voti. Sotto quasi ogni aspetto, è sembrato al loro livello.
Considerata la sua età, si tratta di un risultato davvero notevole. Lo è ancora di più se si pensa all'enorme pressione con cui deve fare i conti per conquistare il suo primo titolo mondiale, per di più alla sua seconda stagione in griglia. Lando Norris ha sofferto enormemente una pressione simile, pur essendo in F1 da quasi un decennio.
Norris, Nico Rosberg e Jenson Button sono tutti campioni del mondo del XXI secolo. Non credo che avrebbero vinto il titolo se non avessero avuto a disposizione una macchina dominante per una stagione. Quando Antonelli conquisterà il suo questo fine settimana, non rientrerà di certo in questa categoria.
Mercedes non è certo una squadra allo sbaraglio
Un riconoscimento va anche alla Mercedes.
Dopo essere stata sviluppata meno della rinata Red Bull e aver faticato con l'affidabilità e gli aggiornamenti, si è diffusa sempre più l'idea che fosse al vertice in questa stagione solo perché aveva compreso le nuove regole più rapidamente di chiunque altro. Secondo questa teoria, nelle prossime stagioni sarebbe stata superata da strutture più forti come Red Bull e McLaren. La squadra di Toto Wolff ha però dimostrato in Texas di essere ancora una scuderia di vertice.
Quando Red Bull e Ferrari hanno optato per una strategia a due soste per Verstappen e Leclerc, Mercedes avrebbe potuto giocare sul sicuro e fare lo stesso con Antonelli, assicurandosi che il pilota non perdesse terreno dai rivali a causa della strategia. Ha invece avuto il coraggio di affidargli una strategia a una sola sosta, ritenuta la migliore soltanto dalla squadra. E si è rivelata la scelta giusta.
Il Gran Premio degli Stati Uniti è stato un grande successo anche per gli aggiornamenti della Mercedes. Introdotti a Sepang senza produrre l'effetto desiderato, né lì né a Singapore, gli sviluppi sembravano un passo falso per la squadra. Ad Austin, però, la scuderia li ha compresi molto meglio e di conseguenza ha recuperato terreno sui rivali.
L'accoppiata Verstappen-Red Bull, una delle combinazioni pilota-squadra più formidabili nella storia della F1, sembra pronta a tornare al vertice e a lottare per il titolo nel 2027. Dovremmo però essere tutti cauti prima di dare per spacciate le Frecce d'Argento, che negli Stati Uniti hanno dimostrato di essere ancora perfettamente in grado di avere la meglio sui rivali sul piano strategico e di migliorare la propria vettura.
Si accendono le battaglie alle spalle dei leader

Antonelli e Mercedes sono ormai praticamente certi di conquistare i Campionati del mondo piloti e costruttori del 2027. Alle loro spalle, però, si stanno accendendo grandi battaglie mentre entriamo nelle fasi finali della stagione.
Un'altra gara negativa per l'altra Mercedes, quella di George Russell — compromessa da una penalità — e i buoni risultati delle Ferrari e di Verstappen hanno reso estremamente serrata la lotta per il secondo posto nella classifica piloti: i quattro contendenti sono separati da appena nove punti.
La sfida tra le Ferrari appare particolarmente importante, visto che Hamilton e Leclerc puntano a imporsi come leader della squadra in vista di possibili lotte per il titolo negli anni a venire. Nella sua prima stagione, si aveva la netta sensazione che il britannico fosse arrivato nella squadra di Leclerc. Hamilton vorrà quindi restare davanti al monegasco, per dimostrare che non è così e convincere, prima di tutto sé stesso, di essere ancora capace di battere i migliori.
La battaglia forse più importante, però, riguarda la classifica costruttori, dove Red Bull e McLaren sono ora appaiate al terzo posto.
Molto più che nel campionato piloti, per le squadre la differenza tra due posizioni ha un'importanza enorme. Il terzo posto garantisce milioni di dollari in più rispetto al quarto sotto forma di premi, denaro che può essere investito nella costruzione e nello sviluppo delle vetture e nell'ingaggio di talenti — piloti o membri dello staff — nelle stagioni future.
La lotta per assicurarsi questo introito aggiuntivo si preannuncia serrata, ora che Red Bull ha migliorato la propria vettura e Isack Hadjar sta offrendo prestazioni eccellenti sulla seconda monoposto. Anzi, direi che al momento sta guidando meglio della seconda McLaren, Oscar Piastri, che da tempo deve ritrovare il suo miglior livello.
Quattro piloti di vertice, due squadre di vertice e tantissimo in palio. Non vediamo l'ora.
