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L'Argentina celebra il commiato di Messi, ma in Europa e in Africa c'è chi ne paga il prezzo

L'Argentina si prepara a salutare Messi
L'Argentina si prepara a salutare MessiMARCELO ENDELLI / GETTY IMAGES SOUTH AMERICA / GETTY IMAGES VIA AFP

Un intero paese si emozionerà per l'ultimo tango del 39enne di Rosario. Il suo commiato, tuttavia, ha generato una serie di polemiche soprattuto per quanto riguarda i calciatori impegnati nei grandi campionati europei

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Il legame tra Lionel Messi e lo stadio Antonio Vespucio Liberti, meglio conosciuto come Monumental, risale a una mattinata dell'anno 1998, quando l'undicenne di Rosario venne impiegato in una partitella di prova delle divisioni giovanili del River Plate. Insieme a lui, in attacco, c'era un certo Gonzalo Higuain, con il quale avrebbe poi condiviso svariati anni in nazionale. I due, allenati dall'allora tecnico della "novena" dei Millonarios Eduardo Abrahamian, diedero spettacolo, ma alla fine il club di Buenos Aires non intese pagare il trattamento ormonale al futuro recordman di gol dell'Argentina. E il resto della storia è ben noto.

Tuttavia, la struttura sita nel quartiere bonaerense di Nuñez, rappresenta un vero e proprio fortino per il numero 10 dell'Albiceleste, che giocherà oggi il suo 29esimo incontro in questo stadio. Il più sentito, probabilmente, visto che sarà l'amichevole che gli è stata organizzata per dire addio alla nazionale del suo paese. , che tra le sue mura vanta un rullino di marcia impeccabile con la maglia della squadra della quale sarà per l'ultima volta capitano.

Le recenti valutazioni di Messi
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Un evento unico

Dal suo esordio nell'impianto del River Plate - avvenuto il 9 ottobre 2005 durante le qualificazioni ai Mondiali contro il Perù (vittora per 2-0) - la Pulga ha collezionato 28 presenze ufficiali condite da 19 reti. Per lui sono arrivate 22 vittorie e sei pareggi, con alcuni episodi mitici come il trionfo per 2-1 sotto il diluvio quando, sempre contro gli andini, un gol nel finale di Martin Palermo aprì le porte del Mondiale di Sudafrica 2010 alla Selección allora allenata da Diego Armando Maradona.

Quella di stasera contro il Benin, tuttavia, sarà un'occasione unica per la quale gli 80.000 biglietti sono stati polverizzati in appena due ore, nonostante i prezzi fuori mercato per un'economia sempre fragile come quella di un paese continuamente eroso dall'inflazione. Un evento unico quello dell'addio alla Selección del massimo goleador di sempre di un'Argentina che vivrà un momento algido e al contempo emozionante. 

Tra avversari onorati di poter essere gli sparring partner di un omaggio che finirà col travolgere ogni momento di puro gioco, e i compagni di squadra, l'umore della serata. Il portiere rivale, Marcel Dandjinou, ha già fatto capire che, nonostante il suo profondo rispetto verso "una leggenda", non gli regalerà niente. E che "se ci sarà un rigore da parare, farò il mio meglio per pararlo". 

Polemiche intercontinentali

Il lato oscuro della scintillante medaglia che verrà illuminata nella notte di Buenos Aires è rappresentato dalle varie polemiche. La nazionale del Burkina Faso, che ha perso 7-0 nell'ultima amichevole, aveva infatti rifiutato il viaggio verso Buenos Aires, costringendo la federazione a sostituirla all’ultimo momento con l’Under 23. Anche il Benin ha denunciato problemi organizzativi, dalle difficoltà durante il volo alle condizioni degli hotel, privi di strutture adeguate e con alcuni servizi fuori uso. Le vicende hanno alimentato le polemiche sulla gestione dell’AFA e sui guadagni legati all’ultima apparizione della Pulga.

Se, in Africa, si protesta per un presunto maltrattamento, in Europa i malumori maggiori sono legati alla gestione del rientro dei calciatori. Con i campionati e le coppe europee nel vivo delle proprie fasi cruciali, la prospettiva di veder partire i propri uomini chiave per un evento celebrativo ad altissimo tasso emotivo ha fatto storcere la bocca a più di un allenatore.

 In Italia, la Roma si è impuntata e ha trattenuto Nahuel Molina e Paulo Dybala, che quindi non ci saranno. Lautaro Martínez ed Emiliano Martínez, invece,  hanno ribadito pubblicamente quanto fosse doveroso per tutto il gruppo esserci per rendere omaggio alla Pulga. Nessuno, esclusi gli argentini presenti, sarà dunque davvero felice per questa ricorrenza.

L'ossequio è in effetti qualcosa di dovuto a uno dei migliori giocatori della storia. Ma dopo quasi tre settimane piene di assenza, molti tesserati torneranno tardissimo ai club che pagano loro lo stipendio. E che hanno visto come tanti di loro facevano il loro rientro infortunati o in condizioni fisiche approssimative.

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