"Non abbiamo mai permesso a juventini, milanisti e interisti di festeggiare nella nostra città. Allo stesso modo, a maggior ragione, non sono graditi né tollerati festeggiamenti di alcun tipo da parte dei napoletani. Udine è solo bianconera RISPETTO!!!". È il testo di un comunicato diffuso nel pomeriggio dalla Curva Nord dell'Udinese.
Il messaggio è stato subito analizzato dalla Questura di Udine, che ne dà due diverse interpretazioni. La prima è legata ai caroselli di auto che potrebbero scatenarsi in giro per la città nel tardo pomeriggio di domani nel caso il Napoli si assicurasse il terzo scudetto; la seconda è collegata alla sfida di giovedì 4 alle 20.45 alla Dacia Arena quando i tifosi napoletani saranno presenti in gran parte dello stadio avendo dato vita a una vera corsa per accaparrarsi un biglietto.
Tra le due tifoserie c'è tensione fin dal 2010 quando fuori dallo stadio Friuli ci furono scontri con numerosi feriti. Da allora, immancabilmente, la Curva Nord a ogni partita intona cori contro i napoletani. L'allerta tra le forze dell'ordine è massima.
Udine non è l'unica città che ha indirettamente minacciato i tifosi del Napoli: nelle ultime ore, soprattutto online, sono circolati messaggi simili riconducibili alle tifoserie di Atalanta, Varese e Juventus.

Il primo, titolato "Bergamo non festeggia”, si conclude addirittura con un'offesa nemmeno tanto velata: "Da cento anni è sempre quella… Ci fai schifo Pulcinella!". Un avvertimento simile è pervenuto dagli Ultras Varese, che hanno letteralmente scritto "Varese tifa Varese: festeggiamenti di altre squadre nella nostra città non sono graditi. In particolar modo quelli del Napoli".
E infine si è registrato anche il 'consiglio' proveniente dal gruppo di tifosi della Juventus, Primo Novembre 1897: "A Torino ci sono solo due squadre che possono colorare le piazze. Già quando lo fanno i nostri i cugini per festeggiare le loro promozioni dalla B alla Serie A facciamo fatica a contenerci e a non scendere, ma è anche la loro città. Questa non è la vostra città, quindi evitate perché non ve lo permettiamo".
