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Kakà torna a San Siro e crede nel Milan prima del derby: "Il campionato è lungo"

Ricardo Kakà, ex attaccante del Milan
Ricardo Kakà, ex attaccante del MilanPIERO CRUCIATTI / AFP

L'ex Pallone d'Oro torna a San Siro per entrare nella Hall of Fame rossonera e analizza la squadra di Amorim. Dagli elogi a Modric e Pulisic al giudizio su Chivu, passando per i ricordi della stracittadina e il rapporto con Gattuso.

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Il derby di Milano avrà un ospite speciale. Kakà tornerà a San Siro per essere premiato prima della sfida contro l'Inter ed entrare ufficialmente nella Hall of Fame del Milan, ricevendo un trofeo realizzato da Tiffany & Co., marchio di cui è ambasciatore in Brasile.

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l'ex Pallone d'Oro ha parlato del presente rossonero, della corsa scudetto e dei giocatori sui quali punterebbe per la stracittadina. Ma ha anche ripercorso alcuni momenti della sua carriera, soffermandosi sul rapporto con Gennaro Gattuso e sul futuro della Nazionale brasiliana.

Kakà punta su Ramos e Modric: "Il Milan è in costruzione"

Il brasiliano vede una squadra molto diversa rispetto a quella delle ultime stagioni, soprattutto per la distribuzione delle responsabilità offensive. Kakà ha sottolineato il cambiamento rispetto al periodo in cui il principale riferimento era Rafael Leao: "È in costruzione. Per sette anni è stato il Milan di Leao, un grande sul quale si puntava tanto, adesso è diverso, la squadra è un collettivo con volti nuovi e due maestri: Modric resta il cervello, poi c'è Rabiot. E Ramos è un bomber".

L'ex numero 22 rossonero ritiene comunque necessario concedere tempo al nuovo gruppo, senza rinunciare alle ambizioni: "Ci vorrà un po' di tempo per assemblare, importante è puntare sempre in alto, anche in Europa League".

Gli ultimi risultati del Milan
Gli ultimi risultati del MilanDiretta

Quanto ai possibili protagonisti del derby, Kakà ha indicato soprattutto i giocatori capaci di fare la differenza nella gestione del pallone e negli ultimi metri: "Modric e Rabiot che sono maestri, riescono a gestire e a dettare il ritmo. Pulisic mi incanta per la sua intelligenza nel gioco. Gonçalo è un bomber. Nell'Inter che dire, è una squadra consistente, solida e i pericoli sono tanti".

Il brasiliano è tornato anche sulla deludente stagione precedente, conclusa senza la qualificazione alla Champions League: "Credo che tutti i tifosi si aspettassero la qualificazione in Champions League. È stato un calo fisico, mentale? Forse un po' tutto. Quando la fiducia comincia a mancare, tutto cambia. Adesso però bisogna puntare a tornare nell'Europa più bella. La Champions è speciale".

Kakà non esclude il Milan dalla corsa scudetto: "L'Inter è la squadra da battere"

Il vantaggio in classifica dei nerazzurri non basta a convincere Kakà che il campionato abbia già preso una direzione precisa. L'ex fantasista riconosce i meriti della squadra di Cristian Chivu, ma considera ancora aperta la lotta per il titolo: "È il club che sta facendo ancora bene dopo la scorsa stagione. Squadra da battere, ma noi milanisti possiamo farlo già in questo derby".

Parole positive anche per l'allenatore dell'Inter, capace secondo Kakà di trovare le soluzioni giuste dopo un avvio complicato: "Chivu come allenatore è stata una bella sorpresa, all'inizio l'Inter non giocava bene, poi ha corretto il tiro".

La classifica: Milan e Inter
La classifica: Milan e InterDiretta

Il brasiliano non considera però i nerazzurri irraggiungibili e invita il Milan a trovare maggiore continuità: "Ma non direi che per lo scudetto si tratti di una corsa in solitaria come pensate in Italia: vedo la partita aperta e la strada per lo scudetto ancora di più. Il campionato è lungo. Però il Milan deve puntare ad essere consistente, deve trovare continuità: finora aveva fatto meglio in campionato che in Europa, ci saranno dei momenti di calo delle altre e bisognerà approfittarne".

Nonostante la forte rivalità tra i due club, Kakà conserva un buon ricordo anche degli avversari affrontati durante la sua carriera. L'Inter, spiega, lo ha aiutato a crescere proprio per il livello delle sfide: "Un rapporto di grande rispetto. L'Inter mi ha fatto crescere tantissimo perché io ho sempre guardato la competizione come una cosa che mi fa crescere".

Alla rivalità sportiva si accompagnavano anche amicizie importanti, soprattutto con i connazionali: "Però con i brasiliani dei miei tempi, Maicon, Julio e gli altri, c'era amicizia. E anche con gli argentini: tanti altri erano e restano amici, come Materazzi".

Dal primo gol con Gattuso alla Hall of Fame: i ricordi di Kakà

La stracittadina ha un significato particolare per Kakà, che proprio contro l'Inter realizzò il suo primo gol con la maglia del Milan. Un ricordo legato a un altro protagonista della storia rossonera: "Gol di testa su cross di Rino Gattuso. È stato anche il mio primo gol con la maglia del Milan. Fantastico".

L'ex centrocampista ha poi ricordato quanto fosse sentita la rivalità in città, citando anche le sfide europee: "La città vive questa partita in modo speciale, fra i ricordi logicamente metterei il derby di Champions League nei quarti di finale".

A proposito di Gattuso, Kakà si è detto particolarmente felice del percorso dell'ex compagno, oggi sulla panchina della Lazio: "Quello del tecnico è un lavoro difficile. Adesso Rino da allenatore sta facendo veramente bene, ha un carattere molto speciale, è uno che vuole vincere sempre e mi fa piacere che riesca ad esprimersi al meglio. Un grandissimo amico, io tifo sempre per i miei amici e sono contentissimo".

Un futuro da allenatore, invece, non sembra rientrare nei suoi programmi immediati, anche se non chiude completamente la porta: "Diciamo di no, per il momento. Le tensioni e il lavoro dell'allenatore non fanno per me. Ma possiamo riparlarne fra un paio d'anni".

Intanto, il suo rapporto con Milano resta fortissimo. Kakà ha raccontato di amare soprattutto le passeggiate in centro e a Brera, dove gli piace fermarsi per un caffè e parlare con le persone. E proprio il legame con la città rende ancora più significativo il riconoscimento che riceverà prima del derby.

Da Ancelotti al Pallone d'Oro: Kakà guarda anche al futuro del calcio

Nel corso dell'intervista, Kakà ha commentato anche le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo dai rispettivi incarichi con la Nazionale italiana. L'ex rossonero avrebbe preferito vedere i due dirigenti proseguire il proprio lavoro: "Sono meravigliato per il poco tempo passato prima delle loro dimissioni. Da lontano è difficile giudicare, credo però che sarebbe stato un bene per il calcio italiano avere persone così competenti alla guida, spero che l'Italia riprenda presto il suo posto".

Quanto al Brasile, il giudizio sul lavoro di Carlo Ancelotti è improntato alla fiducia, nonostante le difficoltà incontrate al Mondiale: "Al Mondiale non benissimo, però ci vuole un po' di tempo, la nazionale è diversa da un club dove stai lì ogni giorno a valutare i giocatori. Carlo ha potuto lavorare con il gruppo soltanto un anno". Il brasiliano guarda soprattutto al prossimo ciclo, convinto che il tecnico italiano possa beneficiare di una preparazione più lunga: "Quindi ho tanta fiducia".

Kakà, Inzaghi e Maldini
Kakà, Inzaghi e MaldiniKAZUHIRO NOGI / AFP

Da vincitore del Pallone d'Oro 2007, Kakà ha espresso anche il proprio giudizio sull'assegnazione del premio a Harry Kane, preferito a Kylian Mbappé e Lamine Yamal: "Scelta giusta. Harry Kane ha fatto molto bene, è stato protagonista con il Bayern Monaco e ha vinto tantissimo. Mbappé con il Real Madrid non ha vinto molto, Lamine con il Barça ha raccolto successi ma non è stato determinante come ci si aspettava. Verrà il loro momento, ma la scelta per il rendimento in stagione mi pare condivisibile".

Infine, parole di apprezzamento per Cesc Fàbregas, che continua a ottenere risultati importanti alla guida del Como: "Sì, ho incontrato Cesc al Mondiale, abbiamo parlato un po' e gli ho fatto i complimenti perché è molto bello il lavoro che sta facendo con il Como. Non dimentichiamo che il calcio italiano è difficile, i giocatori sono importantissimi, però sta gestendo tutto nel migliore dei modi".

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