Dany Mota è arrivato in Italia ancora adolescente, ma è a Monza che ha davvero trovato casa. Tra promozioni, gol decisivi e momenti indimenticabili, l’attaccante portoghese è diventato una delle figure più importanti della storia recente del club lombardo. Oggi, a 28 anni, si prepara per una nuova sfida: riportare la squadra brianzola nell’élite del calcio italiano.
Arrivato nel gennaio 2020, quando la squadra militava ancora in Serie C, l’attaccante portoghese è stato protagonista di una delle fasi più storiche del club. In soli due anni ha contribuito a due promozioni consecutive, portando il Monza, per la prima volta in oltre 100 anni di storia, in Serie A. Dopo tre stagioni consecutive nel massimo campionato italiano, è arrivata la retrocessione, ma l’attaccante lusitano non ha abbandonato il progetto.
Pochi giocatori rappresentano la crescita del Monza quanto Dany Mota. Con 204 partite giocate e 39 gol segnati, è sia il calciatore con più presenze che il miglior marcatore della storia recente del club. In Italia si è fatto conoscere anche per i gol di grande fattura tecnica, venendo spesso definito come "l’uomo dei gol belli".
Fuori dal campo, non è mai passato inosservato. Irrequieto, appassionato di moda e noto per i suoi look audaci, Dany Mota ha costruito un’immagine distintiva in un calcio sempre più attento alla personalità dei giocatori.
Dalle origini portoghesi al sogno italiano
La storia inizia lontano dall’Italia. I genitori, originari di Mondim de Basto, sono emigrati in Lussemburgo in cerca di migliori condizioni di vita, come tanti altri portoghesi. È nel Granducato che Dany è nato e ha iniziato a mettersi in mostra fin da piccolo, attirando l’attenzione del calcio italiano già in giovane età.
Il trasferimento alla Virtus Entella ha segnato l’inizio dell’avventura tricolore. In seguito si è distinto nell’Under 20 del Sassuolo prima di tornare all’Entella per affermarsi in prima squadra. A soli 20 anni ha chiuso la stagione come miglior marcatore della squadra, con 13 gol, contribuendo alla promozione in Serie B, la prima della sua carriera.
Le sue prestazioni gli sono valse un salto importante alla Juventus. Pur non avendo mai debuttato in prima squadra, ha giocato con l’Under 23 dei bianconeri e ha avuto l’opportunità di allenarsi al fianco del suo grande idolo, Cristiano Ronaldo, un’esperienza che ricorda ancora come uno dei momenti più significativi della sua carriera.
Consapevole di dover giocare con continuità ad alto livello, ha accettato il prestito nel gennaio 2020 verso il club che gli avrebbe cambiato la vita: il Monza.

Il volto di una storica ascesa
Dany Mota è arrivato in Lombardia quando il club cercava ancora di ritrovare importanza nel calcio italiano. Sotto la guida di Silvio Berlusconi, il Monza ha avviato un progetto ambizioso e il portoghese è diventato subito un elemento chiave.
Ancora in Serie C, ha contribuito alla promozione in Serie B e ha convinto la dirigenza a puntare su di lui a titolo definitivo. Nella stagione successiva, il sogno della promozione è stato rimandato dopo la sconfitta nel play-off, ma il 2021/22 è stato l’anno della consacrazione definitiva.
Sotto la guida di Giovanni Stroppa, l’attaccante portoghese è stato uno dei giocatori più utilizzati della squadra e ha chiuso la stagione come secondo miglior marcatore, con 12 gol, giocando un ruolo decisivo nella storica promozione in Serie A.

L’esordio nel massimo campionato italiano ha portato anche un momento simbolico: nell’agosto 2022 è diventato il primo giocatore nella storia del Monza a segnare in Serie A, andando a segno contro il Torino, nonostante la sconfitta per 2-1.
Oggi la situazione è diversa. Il Monza cerca di tornare subito nell’élite e si affida ancora a uno specialista delle promozioni. Nel corso della sua carriera, Mota ha già ottenuto tre promozioni e crede di poter raggiungere la quarta.
Il Portogallo sempre presente
Nonostante sia nato in Lussemburgo, il legame con il Portogallo è sempre stato forte. Mota trascorre gran parte delle vacanze nel paese, segue con attenzione il calcio lusitano e non ha mai nascosto l’orgoglio delle sue radici.
Questo legame si è rafforzato ulteriormente nel 2019, quando Rui Jorge lo ha convocato per la nazionale Under 21. Due anni dopo, agli Europei di categoria, Dany Mota si è messo in luce segnando tre gol in cinque partite in una campagna che si è fermata solo in finale, nella sconfitta amara contro la Germania.
In quel torneo ha firmato anche uno dei momenti più memorabili della competizione: una spettacolare rovesciata contro l’Italia nei quarti di finale, eletta poi come miglior gol dell’Europeo.
"Mi è piaciuto lavorare con Dany Mota. È sempre stato un giocatore con una grande voglia di migliorare e uno spirito di squadra incredibile. Instancabile in ogni compito che gli veniva affidato in campo", ha sottolineato Rui Jorge.
L’ex commissario tecnico dell’Under 21 è convinto che "finché sarà in buone condizioni fisiche, avrà sempre spazio in progetti di livello superiore alla seconda divisione", aggiungendo che "ha qualità per giocare ad altissimi livelli".
Più tardi, nel 2024, ha ricevuto anche la prima convocazione nella nazionale maggiore, chiamato per sostituire Trincão, ma non è sceso in campo. Resta comunque il riconoscimento per il percorso coerente in Italia.
Il futuro è aperto
Dany Mota entra ora in una nuova fase della carriera. Ha un altro anno di contratto con il Monza e non esclude la possibilità di restare, anche per il forte legame emotivo creato con il club.
Allo stesso tempo, guarda con interesse anche alla possibilità di provare un nuovo campionato e un contesto diverso. A 28 anni si sente nel miglior momento della carriera e crede di avere ancora margini di crescita.

Dopo essere salito dalla Serie C alla Serie A senza mai abbandonare il progetto, il prossimo capitolo potrebbe ancora una volta passare per una promozione. E, guardando il percorso fatto finora, pochi sembrano più pronti per questa sfida di Dany Mota.
