Fiorentina, rebus futuro per Vanoli: "Voglio una squadra di livello, magari ci sediamo e dico no"

Paolo Vanoli, allenatore della Fiorentina
Paolo Vanoli, allenatore della FiorentinaIPA, Independent Photo Agency / Alamy / Profimedia

Paolo Vanoli saluta il Franchi tra gli applausi ma il suo futuro sulla panchina della Fiorentina resta un enorme punto di domanda. Il tecnico rivela i dettagli dell'incontro con la dirigenza e fissa le sue condizioni.

Il sipario sulla stagione della Fiorentina cala con l'1-1 interno contro l'Atalanta, ma l'attenzione di tutto l'ambiente viola è già proiettata su un futuro che appare quanto mai incerto.

Le voci di un addio di Paolo Vanoli si rincorrono da giorni e le parole del tecnico in sala stampa, pur confermando l'affetto reciproco con la piazza, sanno tanto di condizioni dettate a una società che ora deve scoprire le proprie carte: "Intanto ringrazio i tifosi. Gli applausi che mi hanno tributato sono stati il premio al lavoro importante. Il lavoro e i valori alla fine vengono sempre ripagati" ha esordito l'allenatore, visibilmente emozionato ma estremamente lucido nel lanciare segnali precisi alla dirigenza.

Le ultime 10 partite della Fiorentina
Le ultime 10 partite della FiorentinaDiretta

Le condizioni di Vanoli e il retroscena sul futuro

Il tecnico ha voluto fare chiarezza sulla sua situazione contrattuale, svelando di aver già tracciato la rotta con i vertici del club due settimane fa, mettendo però in chiaro che l'opzione di rinnovo in mano alla società non basta se mancano le ambizioni comuni: "Sul mio futuro ho detto che la società mi è sempre stata vicino: mi sono visto con il club due settimane fa, i dirigenti hanno un’opzione sul mio contratto. Io però non devo rimanere per riconoscenza: il direttore sicuramente ha saputo valutarmi, se dovessi rimanere. Se devo essere io l’allenatore in prospettiva futura, vorrei una Fiorentina di alto livello: io sono ambizioso come i tifosi".

A chi gli domanda il perché di questa lunga attesa per conoscere il nome della guida tecnica della prossima stagione, Vanoli rimbalza le responsabilità alla dirigenza, confermando di aver chiesto garanzie non solo sui giocatori, ma sull'intera organizzazione del club: "Non sono domande che dovete fare a me. Io lavoro e vado avanti per la mia strada. Ero veramente concentrato a fare il mio lavoro e non ho mai pensato al futuro. La società mi ha detto a fine campionato che avremmo parlato e due settimane fa gli ho detto come vorrei a livello di struttura societaria la futura Fiorentina. Non abbiamo parlato di squadra. Io gli ho presentato quello che secondo me serve per migliorare tutto. Ripeto: io voglio rimanere perché conto che ci sia una Fiorentina di livello. Ma rispetto ogni scelta. Magari quando ci sediamo ci potrà essere un no da parte mia".

Le parole su Comuzzo

Prima di congedarsi, l'allenatore ha voluto spendere due parole di protezione per il giovane Comuzzo, reduce dal pesante autogol del pareggio, e tracciare un bilancio emotivo della sua esperienza a Firenze: "Ogni annata ha i suoi tempi, ma è nei momenti di difficoltà che si cresce. Lui è un giocatore importante, forse è arrivato ad avere un valore importante troppo presto"

Ha poi concluso: "È sempre stato un ragazzo concentrato con voglia di migliorare e sono convinto che in futuro potrà far bene. Io ho la fortuna di aver lavorato bene e di aver centrato l’obiettivo che tutti volevano. La gratificazione più bella è quando al Viola Park tutti ti dicono grazie. Tutti sapevano quanto importante era questa annata".

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