Un’indagine della Procura di Milano ha fatto emergere un presunto sistema di eventi esclusivi che avrebbe coinvolto almeno settanta calciatori professionisti, molti dei quali appartenenti a club di primo piano come Inter, Milan, Juventus, Verona, Torino, Monza e Sassuolo. Molti nomi dei calciatori circolano in queste ore perché compaiono nelle carte processuali, ma nessuno è indagato, poiché non vi sono elementi di reato. Gli inquirenti, infatti, stanno ancora verificando quanti di loro abbiano effettivamente usufruito dei presunti servizi illeciti.
Nel decreto di perquisizione, coordinato dalla Procura, compare anche un elenco di oltre sessanta cognomi utilizzati come “parole chiave” per analizzare telefoni e dispositivi sequestrati. Si tratta di elementi investigativi utili a ricostruire i contatti e i flussi dell’organizzazione, ma che non implicano responsabilità penali per i calciatori citati. L’obiettivo è chiarire la reale portata del fenomeno, distinguendo tra chi ha semplicemente partecipato alle serate e chi, eventualmente, ha usufruito di un "servizio extra".
Sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione
Al centro dell’inchiesta c’è un’agenzia con sede a Cinisello Balsamo, ritenuta una struttura di copertura per l’organizzazione di queste serate. I titolari e due collaboratori sono finiti agli arresti domiciliari con accuse di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Il format prevedeva cene in ristoranti di alto livello e il proseguimento tra locali e hotel di lusso. "Li portiamo al Just" oppure "noi siamo al Me", si legge negli atti, riferimenti a luoghi simbolo della movida milanese.
Dalle intercettazioni emergono dettagli su un sistema che coinvolgeva anche imprenditori, vip e altri sportivi. Le ragazze, più di cento tra italiane e straniere, venivano impiegate come hostess o escort, con compensi gestiti dagli organizzatori che trattenevano circa la metà degli incassi: "Ho preso il 10% sul tavolo di quel calciatore che ha speso tremila", avrebbe raccontato una di loro. In alcune occasioni, secondo gli atti, durante le serate sarebbe stato utilizzato anche il cosiddetto gas esilarante. "Siamo al Duca, al Me Milan, ci servono palloncini", si legge in una conversazione.
Gli investigatori stanno ora approfondendo attraverso testimonianze e analisi tecniche l’effettiva dimensione del giro e le eventuali responsabilità degli organizzatori, cercando di fare chiarezza su un sistema che intreccia lusso, sport e un presunto giro di prostituzione.
