Ahmad Donyamali, Ministro dello Sport e della Gioventù della Repubblica Islamica, alla vigilia dei Mondiali di calcio Fifa 2026, ha messo in guardia contro quelli che ha definito "possibili incidenti sugli spalti dello stadio", affermando che tale questione potrebbe influenzare lo svolgimento del torneo. Il team manager avrà "il dovere", nel caso, di interrompere la partita.
La posizione
Secondo Iranwire, che cita il sito web sportivo iraniano 'Varzh 3', il ministro ha sottolineato che l'Iran sarà "estremamente sensibile" all'esposizione di bandiere non ufficiali o allo scandire slogan di protesta durante le competizioni.
"Se negli stadi in cui giochiamo dovessimo vedere una bandiera o un simbolo diverso da quello della Repubblica Islamica dell'Iran - la frase di Donyamali ripresa da France Presse - o se venissero intonati slogan che violano le norme, il dirigente della squadra avrà certamente il dovere di interrompere la partita". "È responsabilità degli organizzatori porre rimedio alla situazione", ha aggiunto. Il regolamento Fifa, ricorda ancora Afp, vieta i simboli politici durante le partite dei Mondiali.
Le richieste
In precedenza, Mehdi Taj, presidente della Federazione calcistica iraniana, aveva scritto lettere al presidente della Fifa chiedendo che venissero prese misure per impedire che simili incidenti si ripetessero.
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Mondiali FIFA 2026

I Mondiali del 2026 si disputeranno dall'11 giugno al 19 luglio negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Il torneo vedrà la partecipazione di 48 nazionali e sarà ospitato in 16 stadi moderni distribuiti nei tre Paesi organizzatori.
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