"Dal sorteggio troviamo una squadra molto più forte del preventivato, di qualità e ripartenze. Un avversario che merita rispetto. Sarà una battaglia".
Maurizio Sarri mette in guardia l'Atalanta alla vigilia del playoff di andata di Conference League con l'Hapoel Tel Aviv che inaugura la stagione delle coppe europee: "Mi aspetto un grande livello di determinazione e di voglia. Va sentita come una partita di 180 minuti".

"I loro due centrocampisti alternano tecnica e fisicità, mentre i tre dietro l'attaccante sono di buon livello e di discreta gamba - prosegue il tecnico dei bergamaschi -. Li ho visti bene anche nelle ripartenze lunghe: storicamente i preliminari per le squadre italiane sono difficili, perché più delle altre si portano dietro il peso della preparazione".
"Siamo una squadra in costruzione con la difficoltà di dover costruire nell'estate del Mondiale. I giocatori, però, sono di una disponibilità estrema - puntualizza Sarri -. Certo, Sulemana, De Ketelaere e Ahanor ci avrebbero fatto comodo. Charles ha fatto un controllo, l'evoluzione è positiva e sabato dovrebbe essere di nuovo in gruppo ad allenarsi. Ahanor, invece, deve ancora fare gli esami".
"Sul mercato mi fido di Giuntoli"
"Il mercato si gioca tra le esigenze tecniche e quelle societarie. Abbiamo quattro partite in 12 giorni, non è che mi metto a chiedere sempre notizie a Giuntoli". Così Maurizio Sarri durante la conferenza risponde alle domande sul mercato del club. "Mi fido del direttore sportivo e della società sulle eventuali opportunità", aggiunge il tecnico.
Sull'ultimo acquisto, l'allenatore dei bergamaschi è cauto. "Kristensen è arrivato per la partenza di Djimsiti, che ha fatto una scelta di cui siamo dispiaciuti: è stato accontentato per tutto quello che ha dato - dice -. Sembra potenzialmente forte, viene da un lungo periodo in una difesa a tre e quindi con orientamento sull'avversario anziché sulla palla: gli ci vorrà un periodo di adattamento, ma è un ragazzo con qualità".
In difesa e a centrocampo, comunque, Sarri si dice soddisfatto: "Kossounou e Scalvini nelle ultime due partite hanno fatto piuttosto bene, ma siamo ancora in fase interlocutoria - conclude -. Samardzic non è una grande novità, nell'Udinese pur con un modulo diverso ha ricoperto la stessa posizione in campo. E al ragazzo piace molto, come lui piace a me. Ederson è un ragazzo solare che cerca di dare tutto. Ma è l'intero gruppo squadra che mi dà soddisfazioni".
Ederson: "Non ci sentiamo favoriti con l'Hapoel"
"Non pensiamo di essere favoriti domani sera, l'Hapoel Tel Aviv ha già giocato quattro partite ed è più avanti di noi nella preparazione". Ederson dos Santos, giovedì sera, nel playoff di andata di Conference League, indosserà la fascia di capitano dell'Atalanta: "Da quando sono a Bergamo, da quattro anni, ci sono sempre stati quattro o cinque leader di riferimento. Ci sono Mario Pasalic e Marten de Roon. Essere capitano m'inorgoglisce, sono felice di essere rimasto a casa".
Il brasiliano in estate era in predicato di passare al Manchester United, affare saltato a quanto pare per la seconda tranche di visite mediche: "Sono tornato dai Mondiali e quel che sia successo dopo proprio non lo so dire. Ringrazio la società e Luca Percassi, mi ha chiamato tante volte durante l'estate facendomi sentire la vicinanza del club. Dopo avere ricevuto tante richieste di altre squadre ho visto che la migliore scelta era quella di restare a casa".
"Siamo l'Atalanta e vogliamo vincere, sempre - dice ancora riguardo alla competizione europea -. Quello che vogliamo è passare il turno, rispettando l'avversario. Io devo migliorare nella fase offensiva, tutta la squadra deve imparare ad applicare il nuovo sistema di gioco. Vogliamo fare bene, ma siamo forti".
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