Prima della partita, i Rojiblancos sapevano di non avere più nulla da giocarsi in questa stagione, dopo aver perso di recente la finale di Copa del Rey contro la Real Sociedad.
I Gunners hanno ricevuto un inaspettato regalo dalla Premier League 24 ore prima di affrontare gli spagnoli, grazie al pareggio del Manchester City contro l'Everton. Questo significa che, vincendo tutte le restanti partite di campionato, i Gunners diventerebbero campioni per la prima volta dopo 22 anni.
Alla vigilia, raggiungere la finale della massima competizione europea sarebbe stata un'iniezione di fiducia non da poco e, considerando che la squadra di Mikel Arteta aveva già travolto l'Atletico nella fase a girone unico di questa stagione, segnando quattro gol in quattordici minuti della ripresa senza subire reti, tutto sembrava apparecchiato a dovere nel Nord di Londra.

Naturalmente, Diego Pablo Simeone e la sua squadra sono arrivati a Londra con l'intenzione di rovinare la festa agli avversari: quella dello scorso ottobre era stata l'ultima partita di Champions in cui l'Atletico non aveva segnato. C'era quindi la certezza che i padroni di casa non avrebbero avuto vita facile.
Le cinque novità di Arteta rispetto alla formazione che aveva affrontato l'Atletico pochi giorni prima hanno sorpreso i tifosi: Riccardo Calafiori, Myles Lewis-Skelly, Bukayo Saka, Eberechi Eze e Leandro Trossard hanno preso il posto di Martín Zubimendi, Gabriel Martinelli, Martin Odegaard, Piero Hincapié e Noni Madueke.
Palla ai Gunners
I Gunners hanno preso in mano la partita fin dal primo minuto, muovendo bene il pallone e mantenendo l'80% del possesso palla, costringendo gli spagnoli a inseguire senza riuscire a recuperare palla.
Nonostante il dominio nel possesso, una rapida ripartenza degli ospiti ha quasi portato al vantaggio, con la prima vera occasione creata da Julián Álvarez, il cui tiro è terminato di poco a lato.

La difesa organizzata dell'Atlético ha chiarito subito le intenzioni degli ospiti, quindi il tiro dalla distanza di Calafiori non ha sorpreso nessuno.
Poco dopo Álvarez è andato ancora più vicino al gol, ma solo un intervento in extremis di Declan Rice - il primo di un giocatore dell'Arsenal nella partita - ha mantenuto il risultato sullo 0-0.
Dopo 15 minuti, il copione era già chiaro: i padroni di casa continuavano a manovrare, mentre gli ospiti si affidavano alle ripartenze.
Koke in grande spolvero per l'Atletico
L'Arsenal faceva girare il pallone con precisione, con William Saliba, Viktor Gyokeres ed Eze che, dopo un quarto di gara, avevano il 100% di passaggi riusciti.
Tuttavia, a centrocampo i Gunners venivano spesso sovrastati fisicamente, con il capitano dell'Atletico, Koke, che ha vinto tre dei suoi primi quattro duelli individuali.
L'energia sua e di Marcos Llorente è stata una delle chiavi del primo tempo per i Colchoneros, anche se la prestazione di Calafiori non è stata da meno: ha vinto tutti i suoi duelli aerei e a terra, ha recuperato due volte il possesso e completato 10 passaggi su 12.
Saka segna il gol vittoria
Lontana dall'essere una semifinale spettacolare, la partita si era trasformata in una vera e propria partita a scacchi già prima dell'intervallo, con nessuna delle due squadre capace di centrare la porta nei primi 40 minuti.
Antoine Griezmann, noto per la sua qualità offensiva, in quel frangente aveva già tentato quattro contrasti, più di chiunque altro in campo, a dimostrazione della mentalità richiesta da Simeone.
Ogni volta che l'Arsenal riusciva a superare la linea difensiva dell'Atletico, c'era sempre un giocatore pronto a chiudere ogni pericolo.
Proprio allo scadere del primo tempo, però, dopo la parata di Jan Oblak sul tiro di Leandro Trossard, Saka ha segnato il primo e ultimo gol della partita, con il primo tiro nello specchio, regalando così il vantaggio all'Arsenal.
Per Saka si tratta del 14° contributo gol nelle ultime 14 partite di Champions League: un premio meritato sia per lui che per l'Arsenal, e un episodio che avrebbe sicuramente cambiato il volto della ripresa, costringendo l'Atletico ad attaccare per rientrare in partita.
Gabriel salva Saliba
L'Atletico ha risposto subito, creando una mezza occasione nei primi 40 secondi della ripresa: poco dopo una discesa di Marc Pubill ha messo in apprensione la difesa inglese.
Un retropassaggio di testa sbagliato di Saliba ha lasciato David Raya fuori posizione ma, con la porta spalancata, Gabriel è riuscito a intervenire in extremis su Giuliano Simeone, salvando un gol fatto.
Le continue offensive dell'Atletico hanno gelato l'Emirates Stadium, con gli ospiti che muovevano il pallone più velocemente e cercavano di schiacciare i Gunners nella loro metà campo.
Una ripartenza di Rice da una parte all'altra del campo ha dato un po' di respiro ai padroni di casa, preludio a una tripla sostituzione per entrambe le squadre poco prima dell'ora di gioco.
La partita si è fatta più aperta e spettacolare, anche se Arteta non sarà stato soddisfatto del fatto che, fino a quel momento, la sua linea difensiva avesse messo a segno un solo tackle riuscito.

Gyokeres ha sfiorato il raddoppio su un cross perfetto di Piero Hincapié, ma il suo errore sotto porta ha tenuto in vita l'Atletico.
Trossard, autore della sua miglior prestazione da tempo, ha recuperato il possesso in nove occasioni, più di chiunque altro, e ha vinto quattro duelli su sette: uno dei motivi per cui i Rojiblancos non sono riusciti a impensierire i Gunners.
Al contrario, il subentrato Noni Madueke non è mai riuscito a sfondare sulla fascia sinistra dell'Atletico.
L'ex Chelsea ha almeno completato tutti i suoi passaggi, ma non ha mai rappresentato una minaccia offensiva e si è attirato i fischi dell'Emirates per essersi tirato indietro in un contrasto nel finale.
Festa all'Emirates
La situazione si è fatta sempre più difficile per gli ospiti che, a cinque minuti dalla fine, avevano collezionato solo due tiri nello specchio. L'azione in cui Alexander Sorloth si è incartato davanti a Raya ha riassunto la serata dell'Atletico.
Quando l'arbitro Daniel Siebert ha fischiato la fine, scatenando la festa sugli spalti, non solo si è trattato della terza partita consecutiva senza vittorie per l'Atletico nella competizione, ma anche della nona partita a rete inviolata in 14 gare di Champions League per l'Arsenal.
La finale sarà quindi una sfida tra una forza offensiva inarrestabile e un muro insormontabile.

