NBA, Knicks travolgenti: vincono la Eastern Conference e volano alle Finals dopo 27 anni di attesa

I Knicks festeggiano il titolo delle finali della Eastern Conference 2026
I Knicks festeggiano il titolo delle finali della Eastern Conference 2026 Tim Phillis / CTK / AP

I Knicks dominano la Eastern Conference con un netto 4-0 contro i Cavs e conquistano le Finals NBA per la prima volta dal 1999. Guidata da Jalen Brunson, Karl-Anthony Towns e da una difesa soffocante, New York sogna ora uno storico ritorno al titolo.

I New York Knicks hanno dominato la finale della Eastern Conference, travolgendo i Cleveland Cavaliers con un netto 4-0 nella serie al meglio delle sette partite. Per la franchigia newyorkese, campione NBA soltanto nel 1970 e nel 1973, si spalancano così le porte delle Finals, che prenderanno il via il 3 giugno.

I Knicks attendono ora di conoscere la loro avversaria tra Oklahoma City Thunder e San Antonio Spurs, con la finale della Western Conference attualmente in equilibrio sul 2-2 in vista di Gara 5.

Determinante ancora una volta Karl-Anthony Towns, autore di 19 punti e 14 rimbalzi, mentre OG Anunoby ha contribuito con 17 punti. Fondamentale anche l’impatto dalla panchina di Landry Shamet, impeccabile dall’arco con un perfetto 4 su 4 da tre punti e 16 punti complessivi nel largo successo dei Knicks.

"Sapevamo che la nostra squadra era in grado di fare questo," ha dichiarato Towns. "Dovevamo solo lavorare duro e continuare a credere l’uno nell’altro. È quello che abbiamo fatto, ed è per questo che siamo qui."

Jalen Brunson, nominato MVP della serie con una media di 25,5 punti, 7,8 assist e 3,3 rimbalzi, ha aggiunto 15 punti per New York, che ora ha un bilancio di 12-2 nei playoff.

Brunson ha inoltre vissuto una serata dal forte valore simbolico: aveva appena due anni quando i Knicks disputarono l’ultima Finale NBA, con suo padre presente in quella squadra nel ruolo di guardia. "Significa molto, ma non sarei qui senza i miei compagni di squadra, la fiducia che hanno avuto in me. Mi permettono di essere me stesso. Soprattutto, tutti crediamo l’uno nell’altro, dal primo all’ultimo. È un onore giocare con loro."

Anche Josh Hart ha voluto sottolineare l’importanza della leadership di Brunson nello spogliatoio.

"Non ci lascia mai esaltare troppo o abbatterci," ha detto Hart. "Vuole che restiamo concentrati sulle nostre abitudini e giochiamo per vincere. Tutti vogliono il successo degli altri. Tutti sono disposti a sacrificarsi per il bene della squadra. Quando succede questo, nasce una grande squadra."

Dominio incontrastato

I Knicks hanno chiuso il primo quarto con un parziale di 8-0 e hanno iniziato il secondo con un break di 20-0, portandosi sul 50-26.

"Ce la godremo per un giorno o due, ma abbiamo un obiettivo più grande qui, e dobbiamo subito concentrarci," ha detto Shamet. "Ci mancano ancora quattro vittorie da conquistare, e sappiamo che sarà ancora più difficile. Essere in questa posizione con questa squadra è davvero speciale."

Shamet è stato uno dei protagonisti del momento decisivo della sfida, mettendo a segno due triple pesantissime, mentre Jalen Brunson e Miles McBride hanno colpito dall’arco completando il parziale che ha permesso ai Knicks di prendere definitivamente il controllo della partita.

Un’altra tripla di Shamet ha poi spinto New York fino al massimo vantaggio sul 61-32 nel secondo quarto, prima della reazione dei Cleveland Cavaliers, capaci di ridurre il distacco fino al 68-49 all’intervallo.

Nel secondo tempo i Knicks hanno continuato a dominare grazie all’intensità difensiva e ai continui punti in contropiede, allungando in modo decisivo nel terzo periodo e spegnendo ogni tentativo di rimonta degli ospiti.

Per Cleveland il migliore è stato Donovan Mitchell, autore di 31 punti, ma la sua prestazione non è bastata a evitare l’eliminazione.

"Sono deluso per il gruppo," ha dichiarato il coach dei Cavs Kenny Atkinson. "Volevamo raggiungere i nostri obiettivi. È stato deludente."

Il coach dei Knicks Mike Brown ha definito i suoi giocatori un "gruppo straordinario."

"Ognuno dei ragazzi della squadra si è sacrificato. Ognuno dei ragazzi della squadra ha uno spirito competitivo," ha detto Brown. "Ognuno dei ragazzi della squadra è connesso. Ognuno dei ragazzi della squadra crede l’uno nell’altro e nel processo, e tutti si assumono le proprie responsabilità, io compreso."