Roger Federer osserva il tennis di oggi da una posizione privilegiata. A Londra per la Laver Cup, il torneo che ha contribuito a creare insieme al suo storico manager Tony Godsick, lo svizzero ha parlato dei protagonisti del circuito, partendo da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz fino ad arrivare ad Alexander Zverev e ai giovani che stanno provando a ritagliarsi spazio alle loro spalle.
Su Sinner il giudizio era arrivato già alla vigilia della manifestazione: "Con le vittorie di quest'anno ha dimostrato di essere il più forte in questo momento. Ora è infortunato, ma fino ad allora ha giocato benissimo". Un'investitura chiara da parte di chi il circuito lo ha dominato per quasi vent'anni.
Federer: "Alcaraz è un genio, a volte ha persino troppe possibilità"
Alla O2 Arena c'è invece Carlos Alcaraz, uno dei punti di riferimento della Squadra Europa. Federer non nasconde il piacere di vederlo giocare: "Guardarlo è semplicemente un piacere. Quel ragazzo è un genio in campo, è incredibile per la quantità di colpi che riesce a creare".
Proprio questa ricchezza, secondo lo svizzero, può diventare qualche volta anche un problema: "A volte ha persino troppe possibilità e può finire per perdersi un po' dentro tutte quelle opzioni. Spero che a lui e a tutti gli altri questi giorni a Londra diano la spinta per il resto della stagione".
La Laver Cup, per Federer, serve anche a questo. Giocatori abituati a essere avversari per quasi tutto l'anno si ritrovano per qualche giorno dalla stessa parte: "Nel tennis non abbiamo molti eventi a squadre. Qui Alcaraz può stare con Zverev, Jodar e Mensik e trascorrere una settimana con Yannick Noah. Dall'altra parte c'è Agassi. Sono due figure capaci di ispirare".
Zverev e il consiglio finalmente seguito
Tra i giocatori che Federer continua a seguire con particolare attenzione c'è anche Alexander Zverev, arrivato alla Laver Cup dopo aver finalmente conquistato due titoli Slam.
Lo svizzero ricorda di averlo osservato da vicino a Wimbledon: "Quest'anno ero nel Royal Box e l'ho visto giocare contro Lehecka. Ho pensato che stesse giocando davvero molto bene. Da tempo gli dicevo che avrebbe dovuto colpire la palla più forte da fondo e finalmente lo sta facendo".
Federer è felice anche di ritrovarlo in una competizione che il tedesco ha sostenuto fin dalle prime edizioni: "È bellissimo averlo di nuovo qui, è stato uno dei più grandi sostenitori della Laver Cup fin dall'inizio".
Jodar e Tien, i giovani che hanno colpito Federer
Non ci sono soltanto i grandi nomi. Federer ha approfittato dei giorni londinesi per osservare da vicino anche giocatori meno conosciuti al grande pubblico come Rafael Jodar e Learner Tien.
"Non li avevo mai visti giocare dal vivo e mi hanno impressionato molto", ha spiegato. "Magari passano un po' sotto traccia per chi guarda soltanto Alcaraz, Sinner e Djokovic, e lo capisco. Ma sono molto forti e hanno il potenziale per lasciare il segno".
Anche per loro la Laver Cup può rappresentare qualcosa di diverso dal solito torneo: "Qui possono sperimentare un'atmosfera simile a quella di uno Slam, con i capitani, la pressione e i compagni che li osservano. Spero gli sia utile".
Il ricordo dell'addio con Nadal
Londra resta inevitabilmente anche il luogo dell'ultima partita della carriera di Federer. Quattro anni fa salutò il tennis proprio alla Laver Cup, giocando il doppio insieme a Rafael Nadal.
Nessuna malinconia, assicura oggi lo svizzero: "Se chiudo gli occhi penso al doppio con Rafa, Ellie Goulding che cantava, io che a un certo punto tenevo Nadal per mano, anche se soltanto per un secondo. Sono momenti che non dimenticherò mai".
Quel finale, per Federer, resta quasi migliore di quanto avrebbe potuto immaginare: "Sono felice perché mi ha permesso di chiudere la carriera molto meglio di quanto avessi pensato".
Nel frattempo è arrivato anche l'ingresso nella Hall of Fame. Federer scherza ricordando Andre Agassi: "Quando ho vinto il 19° Slam ha pensato: 'Ah, ce l'ha fatta...'. Effettivamente avevo il sospetto che avrei potuto essere ammesso". Poi torna serio: "Mi ha dato la possibilità di mostrare la mia gratitudine a tutti quelli che mi hanno sostenuto, dalla famiglia ai miei genitori fino ai miei idoli".
E sulla Laver Cup, almeno per quanto riguarda il tifo, Federer non prova nemmeno a nascondersi: "Io giocavo per Team Europe, non ho scelta. Non mi vergogno di dire che sono totalmente dalla loro parte". Rod Laver, invece, sostiene Team World: almeno lì, ammette Roger sorridendo, "le posizioni sono molto chiare".
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