Si chiude così la prima parte della stagione 2026 di Formula 1, con il Gran Premio d'Ungheria che è stato l’ultimo appuntamento prima della pausa estiva.
Almeno per me, è stata una gara che ha messo in luce gli aspetti positivi della nuova era della F1 iniziata nel 2026, con quattro squadre racchiuse in pochissimo nella lotta per la pole position e la vittoria. Sebbene i nuovi regolamenti abbiano a volte rovinato lo spettacolo, una battaglia così serrata tra più team in testa era impensabile per gran parte dell’era ibrida.
Il risultato di questa lotta a Budapest significa che gli ultimi cinque Gran Premi sono stati vinti da cinque piloti diversi, il che fa ben sperare per la seconda metà della stagione. Detto ciò, la situazione sarebbe stata ancora più interessante se il weekend nella capitale ungherese fosse finito come davvero avrebbe dovuto.
Questi sono i miei spunti dalla gara.
La McLaren sarebbe folle a rinunciare a Norris, anche per Verstappen
Norris aveva dichiarato a inizio 2026 di sentirsi al massimo della forma in questa stagione, ma di non riuscire a dimostrarlo davvero a causa dei problemi con la sua vettura. In Ungheria, invece, ci è riuscito eccome.
È stato il più veloce in pista per tutto il weekend, ha dominato ogni sessione di qualifica e ha mostrato un passo gara superiore a tutti i rivali. Certo, è stato aiutato dal fatto che Oscar Piastri si sia scontrato con il doppiato Carlos Sainz e poi si sia ritirato per un problema al cambio, ma vista la sua velocità, credo sia giusto dire che il campione del mondo in carica avrebbe vinto comunque, anche senza quegli episodi che hanno coinvolto il compagno di squadra.
Quella che il britannico ha definito una delle sue migliori prestazioni arriva in un momento in cui c’è molta incertezza sulla line-up piloti della McLaren, con Max Verstappen in trattativa con il team, ma il weekend in Ungheria ha reso più chiaro che mai che sarebbe folle rinunciare a Norris, anche per uno dei più grandi piloti di sempre.
Guardando solo alle sue prestazioni, più che ai risultati, è difficile non essere d’accordo con lui quando dice di aver raggiunto un altro livello ora che si è liberato della pressione di dover vincere il primo titolo. È sempre stato veloce, ma ora è anche costante, eliminando quegli errori che in passato lo avevano fatto sembrare un pilota che poteva cedere nei momenti difficili.
Se a questo rendimento aggiungiamo il fatto che porta milioni di tifosi alla McLaren praticamente da solo ed è un prodotto della loro Academy, è davvero difficile sostenere che non sia il pilota ideale per loro.
Che tra un anno o due una delle McLaren sia guidata da Max Verstappen o Oscar Piastri è tutto da vedere, ma potete essere certi che Norris sarà nell’altra.
Hamilton e la Ferrari stanno commettendo troppi errori evitabili
Lewis Hamilton e la Ferrari hanno sprecato una grande occasione all’Hungaroring per avvicinarsi a Kimi Antonelli e alla Mercedes nella lotta per entrambi i titoli, e non è la prima volta negli ultimi turni che possono prendersela solo con se stessi.
La Ferrari ha perso la posizione in pista su Antonelli quando ha deciso di farlo rientrare ai box sotto regime di virtual safety car, e su un circuito dove sorpassare è tutt’altro che semplice, la posizione in pista è fondamentale. Se avessero lasciato fuori il sette volte campione del mondo, le sue gomme avrebbero retto abbastanza bene negli ultimi 40 giri, considerando che Gabriel Bortoleto ha fatto l’ultimo stint per 49 giri, e avrebbe avuto buone possibilità di difendersi dal rivale per il titolo, che lo avrebbe raggiunto solo nelle fasi finali.
Hamilton poi ha perso un’altra posizione per eccesso di velocità in pit lane, rimediando la quarta penalità negli ultimi tre turni; in precedenza era stato penalizzato per una falsa partenza a Silverstone, un contatto con George Russell in Belgio e per aver ostacolato Oscar Piastri in qualifica in Ungheria. Considerando che lo stesso Russell ha definito il loro contatto un normale incidente di gara e che ieri Hamilton ha superato il limite di velocità di appena 0,06 mph, si può dire che sia stato anche un po’ sfortunato, ma deve smettere di offrire agli steward occasioni per penalizzarlo.
Trovandosi in lotta per il titolo e sapendo che potrebbe essere la sua ultima occasione per vincerne un altro, forse sta spingendo troppo, guidando sempre al limite per cercare di partire al meglio, difendere la posizione e passare in pit lane il più velocemente possibile. Considerando l’ottimo passo che ha ritrovato in questa stagione, direi che non è necessario e che gli converrebbe essere un po’ più prudente, soprattutto visto che corre per una squadra che spesso commette errori a sua volta.
In definitiva, i suoi errori e quelli della Ferrari gli sono probabilmente costati circa 15 punti nell’ultimo mese, e sono punti che non ci si può permettere di perdere quando si lotta contro un pilota e una squadra che sbagliano pochissimo.
Senza dubbio è stata una prima metà di stagione molto positiva per Hamilton, probabilmente la migliore dal 2021, ma c’è ancora margine di miglioramento.
Sainz potrebbe iniziare a rimpiangere la scelta Williams invece di Audi
Sarò il primo ad ammettere che molte delle previsioni che ho fatto negli ultimi anni si sono rivelate completamente sbagliate, ma una si sta avverando: che Carlos Sainz avrebbe rimpianto la scelta della Williams invece dell’Audi.
Quando lo fece nel 2024, non riuscivo proprio a capire perché avesse deciso di andare in una squadra cliente che da anni navigava a metà classifica, invece di diventare il pilota di punta di uno dei più grandi costruttori al mondo e di uno dei progetti F1 più interessanti da tempo. Due anni dopo, continuo a non capirlo.
È finito sulle prime pagine per i motivi sbagliati in Ungheria, colpendo Piastri dopo aver ignorato più volte le bandiere blu mentre lottava per la 14ª posizione, ma è proprio il fatto di lottare per la 14ª posizione che dovrebbe preoccuparlo di più. La Williams è stata la seconda vettura più lenta in pista per tutto il weekend, e anche con un certo margine.
L’Audi, invece, è andata a punti per il terzo turno consecutivo e ha superato la squadra di Sainz in classifica. Mentre la Williams è in fondo al gruppo di metà classifica, la squadra tedesca è davanti a tutti gli altri, più veloce di tutti i rivali tranne i Racing Bulls.
Considerando che stanno costruendo il proprio motore, la stagione d’esordio dell’Audi sta diventando silenziosamente davvero impressionante. Bisogna tornare indietro di molti anni per trovare una squadra che abbia fatto così bene al debutto producendo anche la propria power unit, e visto il potenziale economico dell’azienda, sembra che da qui si possa solo migliorare.
Lo stesso non si può dire per la Williams, che ha un budget molto più ridotto, dipende dai “regali” della Mercedes e non potrà mai integrare i motori con le proprie vetture come fa l’Audi.
La buona notizia per Sainz è che il suo contratto scade a fine stagione, lasciandolo libero di valutare opzioni migliori, ma trovare qualcosa di più interessante della possibilità di guidare l’Audi resta tutt’altro che scontato.
