Si chiama Zion, nome americano, indossa la maglia del Parma in Serie A e difende i colori dei Samurai Blu. A 23 anni, Zion Suzuki è diventato molto più di un semplice portiere: rappresenta l’incarnazione di un Giappone plurale, quello che la società nipponica fatica ancora ad accettare pienamente.
Zion Suzuki è nato il 21 agosto 2002 a Newark, nel New Jersey. Suo padre è un americano di origini ghanesi, sua madre è giapponese. Poco dopo la sua nascita, la famiglia decide di trasferirsi in Giappone, dove il ragazzo cresce nella prefettura di Saitama, immerso nella cultura del Paese del Sol Levante. È qui, nella periferia di Tokyo, che impara a giocare a calcio e si unisce alle giovanili degli Urawa Red Diamonds, la squadra della sua città.
Essere hafu, termine giapponese utilizzato per indicare le persone di sangue misto, nell’arcipelago significa spesso vivere costantemente sospesi tra due identità, senza che nessuna delle due ti accolga mai del tutto. La società giapponese, etnicamente molto omogenea, guarda ai meticci a volte con benevolenza, spesso con curiosità e talvolta con ostilità. Un pregiudizio che Suzuki ha purtroppo sperimentato sulla propria pelle nel modo peggiore.
La grande promessa degli Urawa
Dopo aver compiuto l'intera trafila nelle giovanili degli Urawa Red Diamonds, firma il suo primo contratto da professionista a soli 16 anni e 5 mesi, diventando il più giovane giocatore nella storia del club a raggiungere questo traguardo. La sua crescita è rapidissima, le convocazioni nelle nazionali giovanili si susseguono dall'Under 15 fino all'Under 23, e il nome di Suzuki inizia a circolare come quello della grande promessa del calcio giapponese tra i pali.
Ma agli Urawa, il tempo in campo tarda ad arrivare. La pressione di una tifoseria tra le più esigenti del Giappone, la scelta dello staff di preferirgli un portiere più esperto, ancora oggi titolare nel club, finiscono per convincere il giovane estremo difensore che per emergere deve andare altrove. Louis Yamaguchi, portiere franco-giapponese del Kawasaki Frontale, analizza: "Ha preso la decisione di andare via al momento giusto, perché aveva pochissimo spazio agli Urawa, pur essendo considerato una delle grandi promesse giapponesi nel ruolo. Ma era molto giovane, senza esperienza."
La scelta belga, la saggezza prima dell’ambizione
Nell’agosto 2023, il Saint-Trond lo acquista in prestito. Il club belga lo descrive subito come "un portiere atletico con un grande potenziale di crescita". "Aveva offerte dal Manchester United e da altri grandi club quando ha lasciato il Giappone, ma ha fatto la scelta migliore passando per squadre forse meno blasonate pur di poter giocare e conquistarsi il suo spazio", ricorda Yamaguchi.
"La scelta di passare dall’Europa per crescere è comunque molto apprezzata in Giappone", prosegue il portiere di 28 anni, cresciuto tra l'FC Tokyo e l'FC Lorient. "Anche se alcuni sostengono che se tutti i migliori talenti lasciano il campionato locale, il movimento non riuscirà mai a imporsi a livello globale. Il fatto che poi questi giocatori possano aiutare la nazionale in grandi eventi come questo Mondiale, permette invece di dare enorme visibilità al calcio giapponese".
Nella Jupiler Pro League si impone come titolare indiscusso, collezionando 32 partite e 6 clean sheet in una sola stagione. Le sue prestazioni convincono il Saint-Trond a cederlo al Parma nell’estate 2024 per una cifra vicina ai dieci milioni di euro, una plusvalenza record per il club belga. Al suo arrivo in Italia, Suzuki diventa il secondo calciatore giapponese a rappresentare il club crociato, raccogliendo l'eredità di Hidetoshi Nakata.
Parma, la conferma italiana
Oltre alle spiccate doti fisiche, il portiere 23enne si distingue per la capacità di lettura del gioco e per una mentalità sviluppata in Europa, soprattutto al Parma. Yamaguchi conferma: "È un portiere completo: bravo con i piedi, sicuro sulla linea di porta e sa prendere le decisioni giuste".
Suzuki stesso, in un’intervista rilasciata alla FIFA prima dei Mondiali, ha raccontato di aver vissuto un inizio non facile con la maglia gialloblù: "All’inizio commettevo diversi errori e non ero sempre all’altezza del mio ruolo di ultimo baluardo". Ritiene però di essere cresciuto molto da allora: "Sento che la mia capacità di gestire ogni situazione si è affinata".
Al momento del via dei Mondiali 2026, Suzuki conta ben 57 presenze consecutive da titolare in Serie A. Nel complesso della sua esperienza parmense vanta 13 partite a porta inviolata su 59 incontri disputati tra tutte le competizioni.
La frattura, poi il ritorno
Il percorso verso il Mondiale ha rischiato tuttavia di interrompersi bruscamente. Nel novembre 2025, durante una partita contro il Milan terminata sul punteggio di 2-2, Suzuki si frattura la mano sinistra, rendendo incerta la sua partecipazione alla Coppa del Mondo 2026. Tornato tra i pali quattro mesi dopo, l'estremo difensore ammette di aver faticato a ritrovare il ritmo: "La parte più difficile è stata il rientro in campo. Mi ci è voluto del tempo per ritrovare le giuste sensazioni".
La tournée europea del Giappone a marzo gli permette però di voltare definitivamente pagina. Le vittorie contro la Scozia (1-0) e l’Inghilterra (1-0) rappresentano una totale conferma del suo valore. "Queste vittorie in trasferta contro grandi nazionali europee sono molto gratificanti", ricorda. Contro i Three Lions, Suzuki ha neutralizzato tutti e tre i tiri nello specchio subiti, firmando il suo definitivo ritorno in forma.
Il numero 1 logico dei Samurai Blu
Il 15 maggio 2026, Hajime Moriyasu lo inserisce nella lista dei 26 per la Coppa del Mondo 2026. I Samurai Blu sono nel Gruppo F insieme a Olanda, Svezia e Tunisia. Per Yamaguchi, il suo status di numero 1 è indiscutibile: "Il suo ruolo da titolare è logico visto che gioca da titolare in un club europeo, in Serie A. Si distingue rispetto agli altri portieri convocati in nazionale, che invece giocano nella lega giapponese. La sua crescita in nazionale è stata naturale perché gli altri portieri si sono infortunati, sono rimasti senza squadra o non giocavano nei rispettivi club."
La sua visibilità ha però anche un lato negativo. Durante la Coppa d’Asia in Qatar nel gennaio 2024, dopo la sconfitta a sorpresa del Giappone contro l’Iraq (2-1), Suzuki viene preso di mira sui social. Colpevole sul primo gol subito, il portiere riceve insulti e commenti razzisti. Se accetta le critiche sulle sue prestazioni, desidera che la gente "smessa di commentare il colore della sua pelle e di fare osservazioni razziste".
Il suo commissario tecnico si è detto "scioccato e indignato" per questa ondata di odio: "Zion è un giocatore importante per il Giappone e mi oppongo fermamente a chi ha violato i suoi diritti umani e lo ha aggredito in modo razzista." Anche la federazione giapponese condanna quello che definisce "comportamento vergognoso" e ribadisce la politica di tolleranza zero. Davanti ai microfoni, Suzuki minimizza: "Non lascerò che questo mi abbatta."
Il hafu che rappresenta il Giappone
Per Yamaguchi, il percorso di Suzuki va ben oltre il campo sportivo: "Avere un hafu, per di più come portiere, quindi in un ruolo completamente diverso, con una maglia diversa, inevitabilmente attira l’attenzione. Penso che sia una cosa positiva. Anche io, essendo hafu, sono felice di vedere un hafu che rappresenta il paese. E poi è anche un portiere come me!"
Zion Suzuki avrebbe potuto giocare per il Ghana, per gli Stati Uniti o per il Giappone. Ha scelto il paese che ha forgiato la sua vita, senza lasciarsi definire dai confini dell’identità che altri vorrebbero imporgli. Ai Mondiali di quest’estate, sarà tra i pali dei Samurai Blu e rappresenterà un Giappone in piena evoluzione.
--------------------------------------------------
TUTTI I MONDIALI CON UN RACCONTO UNICO. OVUNQUE TU SIA.
Attiva DAZN da 19,99€ e guarda tutte le partite dei Mondiali 2026, live e on demand.
--------------------------------------------------
SEGUI TUTTE LE NOTIZIE DELLA GIORNATA IN DIRETTA
Per rimanere aggiornato su tutto ciò che accade nel mondo del calcio, segui il nostro live. Notizie, curiosità, approfondimenti e reazioni dai social: tutto in un unico spazio, aggiornato in tempo reale.
Mondiali FIFA 2026

I Mondiali del 2026 si disputeranno dall'11 giugno al 19 luglio negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Il torneo vedrà la partecipazione di 48 nazionali e sarà ospitato in 16 stadi moderni distribuiti nei tre Paesi organizzatori.
Calendario e orari delle partite | Classifiche dei gironi | Le rose delle nazionali | Come seguire i Mondiali in TV e streaming | Pronostici e quote | Le possibili sorprese del torneo
