Dopo il tormentato pareggio all'esordio contro l'Arabia Saudita, l'Uruguay di Bielsa si presenta a questa sfida con un solo risultato a disposizione: vincere, per agganciare la Spagna e blindare il secondo posto del Girone. Di fronte, però, c'è la favola di un'esordiente assoluta ai Mondiali, capace di bloccare la Roja sullo 0-0 guidata da un portiere diventato idolo nazionale in poco più di novanta minuti: Vozinha, il muro che ha tenuto la porta capoverdiana inviolata contro i campioni d'Europa.
L'avvio di gara sembra dare ragione ai favoriti. Al 14' minuto l'Uruguay ha la prima, enorme chance per indirizzare il match: la Celeste si distende in un contropiede da manuale che libera Valverde a tu per tu con Vozinha, ma il centrocampista del Real Madrid spreca clamorosamente calciando a lato. Un errore pesante, che la squadra di Bielsa sconta con gli interessi sette minuti più tardi.
Al 21', infatti, l'impensabile diventa realtà: su una punizione da quaranta metri, Pina fa partire un tracciante insidioso che rimbalza a pochissimi metri da Muslera, beffando il portiere uruguaiano. È la rete che sblocca il match e riscrive la storia: Capo Verde passa a sorpresa in vantaggio, firmando la sua primissima, storica marcatura ai Mondiali.

Sotto nel punteggio e con i fantasmi dell'eliminazione che incombono, l'Uruguay riesce miracolosamente a ribaltare la partita proprio a ridosso dell'intervallo. Al 44', su un cross profondo di Valverde, un difensore capoverdiano tenta l'anticipo disperato di testa, ma spedisce la sfera direttamente contro il proprio palo; sul rimpallo, forse sporcato anche da un tocco di Vozinha, si avventa Araujo che ribadisce in rete per l'1-1.

L'inerzia della gara cambia totalmente e appena sei minuti più tardi la formazione di Bielsa trova il raddoppio: assist di Araujo per l'inserimento di Canobbio, che batte il portiere avversario e firma il sorpasso che vale il 2-1 per la Celeste all'intervallo.
C'è solo il Capo Verde
Al rientro dagli spogliatoi c'è un solo cambio a referto: per il Capo Verde, Deroy Duarte sostituisce l'infortunato Arcanjo, costretto alla resa dopo i problemi fisici accusati nella prima frazione.
L'avvio di ripresa vede l'Uruguay badare soprattutto alla gestione del possesso e del vantaggio. Una strategia che funziona senza particolari affanni fino al 61', quando un clamoroso blackout difensivo della Celeste rimette tutto in discussione. Olivera sbaglia un appoggio all'indietro innescando l'uscita maldestra di Muslera fuori dai pali; ne approfitta Varela, che scippa il pallone al difensore uruguaiano e deposita comodamente in rete a porta vuota il gol del 2-2.

Il pareggio subìto gela gli uomini di Bielsa e dà nuova linfa agli africani. Fino all'80' è infatti sempre Capo Verde a tenere in mano il pallino del gioco e a proporsi in avanti con maggiore convinzione, dimostrandosi la squadra decisamente più intraprendente in campo.
Di contro, l'Uruguay fatica a reagire e non riesce quasi mai a rendersi pericoloso dalle parti di Vozinha, se si esclude una fiammata isolata spenta sul nascere: una rete annullata per una chiara posizione di fuorigioco di Araujo poco prima di un nuovo forcing capoverdiano, che tenta fino al 90' di trovare la rete del 3-2.
E l'occasione clamorosa per il definitivo colpaccio africano arriva proprio al novantacinquesimo minuto: su un filtrante millimetrico che taglia in due la difesa sudamericana, da Costa si ritrova a tu per tu con Muslera, ma un provvidenziale e disperato intervento in ripiegamento di Bentancur salva la Celeste dal baratro a pochi istanti dal fischio finale.

Finisce così, dopo sei minuti di recupero. Un pareggio che per l'Uruguay sa di sconfitta, specchio fedele di una squadra in netta difficoltà che non riesce a svoltare in questo Mondiale. Di contro, è un punto meritatissimo per Capo Verde, che non solo conferma quanto di buono fatto vedere all'esordio, ma per quanto espresso in campo e per l'incredibile chance nel finale avrebbe persino potuto raccogliere qualcosa in più dei tre punti.
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