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Zverev attacca i Masters 1000: “Troppe settimane in Nord America, così i migliori saltano il Canada”

Alexander Zverev parla ai media
Alexander Zverev parla ai mediaReuters / Eric Bolte-Imagn Images

Dopo i forfait di Sinner, Djokovic e Alcaraz, il tedesco riaccende il dibattito sul calendario ATP: “Fateci restare qui due settimane, non sette”.

Jannik Sinner ha rinunciato al Canadian Open per dare priorità alla propria salute dopo la difesa del titolo a Wimbledon, mentre Novak Djokovic, 24 volte campione Slam, ha scelto di saltare anche il torneo di preparazione agli US Open per gestire al meglio il proprio carico di lavoro.

Anche Carlos Alcaraz è stato costretto a rinunciare a Montreal a causa di un infortunio al polso che lo tiene lontano dai campi da aprile. Per il secondo anno consecutivo, dunque, il torneo canadese ha dovuto fare a meno dei tre principali protagonisti del circuito.

Una situazione che ha riacceso il dibattito sulla durata dei Masters 1000. Alexander Zverev, eliminato al primo turno a Montreal, ha puntato il dito proprio contro il nuovo formato dei tornei, che dal 2025 prevede 12 giorni di competizione per sette dei nove Masters 1000, con le sole eccezioni di Monte-Carlo e Parigi.

"Penso che sia questo l’effetto dei tornei su due settimane", ha dichiarato il tedesco. "Purtroppo, soprattutto se dopo c’è uno Slam. Se giochi tutto e sei un top player, passi sette settimane qui in Nord America."

Zverev ha sottolineato quanto sia impegnativo trascorrere così tanto tempo lontano dall'Europa: "È davvero tanto tempo e credo sia per questo che molti dei migliori scelgono di non giocare in Canada ormai da diversi anni. Questa, purtroppo, è la triste realtà."

Per il tedesco, la soluzione sarebbe ridurre la durata dei Masters: "La soluzione è semplice. Fateci restare qui due settimane, non sette. Per i Masters, sono due settimane per entrambi. Credo sia una soluzione facile per far giocare i migliori", ha aggiunto prima del Cincinnati Open.

L'allungamento dei tornei ha già suscitato diverse critiche da parte dei giocatori. L'ATP, dal canto suo, ha ribadito che ogni tennista è libero di costruire il proprio calendario e ha spiegato di essere al lavoro per introdurre incentivi che favoriscano un numero adeguato di partite nell'arco della stagione.

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