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Dalla Serie C alla Champions League in cinque anni. Da una squadra che non ha mai creduto fino in fondo nelle sue qualità alla nazionale francese in quattro. Lucas Da Cunha ha impiegato un po' meno tempo del Como per raggiungere il proprio traguardo, ma le storie del centrocampista francese e del club lariano si somigliano al punto da sembrare quasi inseparabili.
"Lucas incarna tutto ciò che vogliamo costruire al Como", aveva dichiarato con soddisfazione il suo allenatore, Cesc Fabregas, in occasione del rinnovo del contratto di Da Cunha fino al 2031. Un legame speciale, quello tra il tecnico spagnolo e il giocatore, protagonisti della crescita di una società che oggi occupa il quarto posto in Serie A e che dal 2019 è di proprietà dei fratelli Hartono, miliardari indonesiani.

"Siamo stati compagni di squadra, eravamo per così dire amici, poi è cambiato tutto quando è diventato allenatore", aveva ricordato recentemente Da Cunha, sottolineando quanto Fabregas abbia inciso sulla sua carriera: "Ma ho capito subito che sarebbe stato positivo per me e che sarebbe diventato un grande allenatore, cosa che credo abbia dimostrato da allora (...) Mi dà tantissimi consigli e gli sarò eternamente grato".
L'ex centrocampista spagnolo, che in carriera ha vestito le maglie di Arsenal (2003-2011), Barcellona (2011-2014), Chelsea (2014-2019) e Monaco (2019-2022), ha avuto infatti un ruolo determinante nella trasformazione calcistica di Da Cunha.
"Per lui", ha spiegato il francese, "è importante essere una persona corretta, rispettosa e con dei valori: ai suoi occhi conta molto. Ci dà una struttura tattica, ma vuole anche che sappiamo cosa fare in autonomia".
Da compagno di squadra a capitano: la svolta con Fabregas
La loro storia comune è cominciata nel gennaio 2023, quando Da Cunha è arrivato al Como, allora impegnato in Serie B, dopo tre stagioni complicate al Nizza. Il club francese, che lo aveva acquistato nel 2020, non gli aveva mai concesso una vera opportunità, preferendo mandarlo in prestito prima al Losanna (2020-2021) e successivamente al Clermont (2022).
Cresciuto calcisticamente nel Rennes, Da Cunha era arrivato in Italia come esterno offensivo. Pochi mesi dopo, Fabregas, appena ritiratosi dal calcio giocato e diventato allenatore, ha deciso di arretrare il suo raggio d'azione, trasformandolo in un centrocampista capace di recuperare palloni e impostare il gioco.

Una scelta che ha cambiato la sua carriera. Nel nuovo ruolo, il francese è diventato uno dei punti di riferimento della squadra, contribuendo con sette gol e otto assist alla promozione del Como in Serie A, arrivata dopo 21 anni di assenza.
Da quel momento, la crescita del giocatore è andata di pari passo con quella del club. Prima la tranquilla salvezza nella stagione 2024/25, chiusa al decimo posto, poi la storica qualificazione alla Champions League nel maggio 2026, grazie al quarto posto in campionato.
Un percorso culminato, nelle ultime settimane, con il prestigioso successo per 4-1 contro il Manchester United, arrivato poco dopo l'ottimo esordio di Da Cunha nella nazionale francese guidata da Zinédine Zidane.
Dalla Champions alla Francia di Zidane
Molti tifosi francesi hanno imparato a conoscere Da Cunha proprio durante le recenti sfide internazionali contro il Belgio, battuto 1-0 e 4-1, e l'Italia, fermata sull'1-1.
A colpire sono state soprattutto la sua lettura del gioco, l'intensità nel pressing e la capacità di partecipare alla costruzione della manovra. Qualità apprezzate anche dal commissario tecnico Zidane, che dopo le sue prestazioni aveva sottolineato: "Uscire con la palla molto velocemente e in modo pulito: questa è l'idea, e Lucas lo ha fatto molto bene".
Da Cunha, che lo scorso fine settimana ha trovato il primo gol stagionale decidendo la sfida contro il Venezia (1-0), potrebbe presto tornare in Francia, questa volta a Clairefontaine, dopo la trasferta di Champions League contro il Lens.
Il suo nome dovrebbe infatti comparire nella seconda lista dei convocati di Zidane, attesa per il 6 novembre, in vista degli impegni contro Italia e Turchia.
Per Fabregas, che lo ha accompagnato nella sua crescita fino alla nazionale maggiore, la soddisfazione va ben oltre i risultati sul campo. Dopo la prima convocazione del centrocampista, lo spagnolo aveva riassunto così il significato del suo percorso: "Il suo percorso è, per un allenatore, una vittoria più grande di qualsiasi trofeo".
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