"Qui non siamo nel baseball. La Coppa del Mondo rimane il più grande torneo sportivo del pianeta, nonostante la Fifa sfrutti ogni opportunità commerciale. Ma tutto ha un limite. L'inarrestabile commercializzazione del calcio è diventata corrosiva. Sta minacciando gli elementi che hanno reso il calcio lo sport più popolare al mondo. Il successo commerciale deve rafforzare il calcio, non divorarlo. Giù le mani dal nostro sport". Lo scrive su X il commissario Ue allo Sport Glen Micallef commentando il nuovo piano della Fifa di costituire una società controllata, la Ffe, per consolidare le sue attività commerciali.
"Tutti abbiamo una responsabilità. Giocatori, tifosi, club, leghe, federazioni nazionali, confederazioni e media hanno tutti voce in capitolo e dovrebbero farla sentire. Una preoccupazione particolare sorge quando i poteri normativi della Fifa si allineano agli interessi finanziari di entità private; quando, cioè, il valore degli investimenti dipende dalle decisioni prese dalla Fifa. Ciò solleva interrogativi profondi in merito alla governance, all'indipendenza e ai conflitti di interesse", sottolinea ancora Micallef commentando nel suo thread su X le indiscrezioni sul piano commerciale messo in campo da Gianni Infantino.
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"Si tratta inoltre di proposte che sollevano importanti questioni sotto il profilo del diritto della concorrenza. Come costantemente riconosciuto dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, le norme sportive sono soggette al diritto dell'Ue laddove producano effetti economici. Nell'ambito delle proprie competenze ai sensi dei Trattati, la Commissione europea esaminerà attentamente tali proposte", rimarca ancora il commissario maltese, concludendo: "Sostengo inoltre la Uefa e le richieste delle parti interessate di esercitare un maggiore controllo. Ogni federazione nazionale deve avviare un confronto significativo - coinvolgendo leghe, club, calciatori e tifosi - prima di prendere posizione."
Il Regno Unito non ci sta
"Il calcio non appartiene agli investitori, la Coppa del Mondo non è un prodotto" da mettere sul mercato. E' secca e durissima la reazione immediata del nuovo primo ministro britannico, il laburista Andy Burnham, contro il progetto Fifa d'una qualche forma di privatizzazione (magari in mani americane) del maggiore torneo del football mondiale. La Coppa del Mondo - conclude Burnham sul suo profilo X - "è la più grande competizione sportiva globale, nessuno può metterla in vendita". La reazione del premier di Londra ricorda quella del suo predecessore conservatore Boris Johnson contro il progetto di SuperLega europea, qualche anno fa.
La dura presa di posizione del premier britannico, inoltre, si unisce alle inquietudini già sollevate, in scia alla Uefa, dalla federazione calcio inglese, la Fa, presieduta nominalmente dal principe William, erede al trono di re Carlo III, che in una nota si è detta "del tutto all'oscuro" dell'iniziativa della Fifa: pur rinviando ogni giudizio definitivo al momento in cui il piano sarò illustrato "nei dettagli", in modo "completo e trasparente".
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