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10) Il trionfo nel Mondiale Under 20 FIFA - 1979
A soli 18 anni, Maradona guidò da capitano una formazione argentina straordinariamente dominante al suo primo titolo mondiale giovanile.
La squadra argentina poteva contare su diversi giocatori di talento, come Juan Barbas, Osvaldo Rinaldi e Gabriel Calderon, ma fu la coppia Maradona-Diaz a rubare la scena. Maradona e l'attaccante Ramon Diaz realizzarono insieme 14 dei 20 gol totali dell'Argentina nel torneo: Diaz vinse la classifica cannonieri con otto reti, mentre Maradona ne segnò sei.
Maradona riuscì ad andare a segno in ogni turno della fase a eliminazione diretta e mandò gli avversari in crisi con il suo baricentro basso, il controllo ravvicinato del pallone e la capacità di costruire il gioco.
9) Espulso contro il Brasile - Mondiali 1982
Per tutto il torneo del 1982, Maradona fu preso di mira, tartassato e sottoposto a una forte pressione fisica dagli avversari, soprattutto dall'Italia di Claudio Gentile. Gli arbitri gli offrirono pochissima protezione e contro il Brasile il fuoriclasse argentino arrivò al limite.
All'85° minuto, con l'Argentina sotto 3-1 e ormai prossima all'eliminazione, Maradona perse completamente la testa dopo un intervento di Joao Batista da Silva. Cercò di colpire l'avversario con un calcio alto e sconsiderato diretto verso la parte centrale del corpo, all'altezza dell'inguine. L'arbitro messicano Mario Rubio Vázquez gli mostrò immediatamente il cartellino rosso.
8) Le lacrime di Roma - finale dei Mondiali 1990
Quattro anni dopo aver vinto il Mondiale, Maradona e l'Argentina erano di nuovo in finale. La squadra di Carlos Bilardo, però, propose un calcio molto diverso e decisamente più pragmatico rispetto a quello della trionfale campagna del 1986.
Alla fine, il rigore trasformato da Andreas Brehme poco prima del termine spezzò il cuore dell'Argentina. La squadra tedesca di Franz Beckenbauer si prese così la rivincita di quattro anni prima.
Maradona era ancora una volta ai massimi livelli e, di fatto, trascinò la squadra fino alla finale. Fu l'unico giocatore di movimento argentino inserito nella squadra ideale del torneo. Le sue lacrime al fischio finale mostrarono un lato più vulnerabile del suo carattere, mai visto prima in campo.
7) Finale di Coppa UEFA contro lo Stoccarda - 1989
Maradona tenne una lezione di calcio nella finale di Coppa UEFA del 1989, disputata su due partite, trascinando direttamente il Napoli alla vittoria complessiva per 5-4 contro lo Stoccarda. Nonostante un problema alla schiena e una condizione fisica non ottimale, Maradona partecipò alla realizzazione di quattro dei cinque gol del Napoli nelle due sfide.
Il numero 10 segnò il rigore decisivo a Napoli, ma fu nella gara di ritorno in Germania che offrì la sua prestazione migliore, una vera lezione di regia. Dopo il vantaggio di Alemão, lo Stoccarda pareggiò con Jurgen Klinsmann. A quel punto Maradona prese il controllo della partita: servì splendidamente il difensore Ciro Ferrara per il 2-1, poi confezionò un passaggio perfetto per il suo compagno d'attacco, Careca, che firmò il 3-1.
6) La battaglia del Bernabéu - finale di Coppa del Re 1984
Tra l'Athletic Bilbao e il Barcellona ci fu subito grande tensione, soprattutto per un episodio avvenuto all'inizio di quella stagione, quando il difensore dell'Athletic Bilbao, Andoni Goikoetxea — noto come il Macellaio di Bilbao — aveva fratturato gravemente la caviglia di Maradona con un intervento brutale.
Al fischio finale, Miguel Ángel Sola dell'Athletic Bilbao affrontò Maradona e lo provocò ricordandogli la vittoria per 1-0 della sua squadra. Maradona, provocato per tutta la partita, reagì con violenza: colpì Sola con una testata, rifilò una gomitata a un altro giocatore e poi gli sferrò al volto una brutale ginocchiata volante in stile kung-fu, mandando il centrocampista al tappeto privo di sensi.
5) La standing ovation al Bernabéu - 1983
Con il Barcellona in vantaggio per 1-0 sul Real Madrid al 57° minuto, Maradona ricevette un passaggio in profondità, superò di corsa il centrocampo e aggirò il portiere del Real Madrid, Agustin, con un rapido tocco. Invece di calciare subito nella porta sguarnita, si fermò proprio sulla linea di porta per lasciar scivolare oltre il difensore Juan Jose, che lo inseguiva disperatamente. Dopo che Juan José finì rovinosamente contro il palo, Maradona accompagnò con calma il pallone in rete.
I notoriamente ostili tifosi di casa del Real Madrid si alzarono in piedi per applaudire un giocatore del Barcellona. Maradona divenne così il primo calciatore del Barça a ricevere una standing ovation dal pubblico del Bernabéu.
4) La fine della sua storia con l'Argentina nella vergogna - Mondiali 1994
Sebbene si fosse sostanzialmente ritirato dalla Nazionale dopo il 1990, Maradona fu implorato da una squadra argentina in difficoltà di tornare per le qualificazioni ai Mondiali del 1994. Dopo aver guidato con successo l'Argentina oltre l'Australia, apparve inizialmente in una forma fisica straordinaria e vicino ai suoi livelli migliori nel torneo finale, segnando un gol leggendario e rabbioso contro la Grecia.
Tuttavia, dopo la seconda partita dell'Argentina nel girone contro la Nigeria, risultò positivo a cinque varianti dell'efedrina, uno stimolante vietato. Fu immediatamente espulso dal torneo nella vergogna, ponendo di fatto fine alla sua carriera internazionale.
3) Punizione contro la Juventus - 1985
Al 72° minuto, l'arbitro Giancarlo Redini assegnò al Napoli una rara punizione indiretta in profondità nell'area di rigore della Juventus. Il portiere bianconero Stefano Tacconi dispose una barriera imponente a soli cinque metri dal pallone. Non lasciò praticamente alcuno spazio visibile per calciare in porta.
Il compagno di squadra Eraldo Pecci sfiorò quindi il pallone e Maradona lo sollevò delicatamente sopra la barriera affollata con una conclusione potente e arcuata, indirizzandolo direttamente nell'angolo alto alla sinistra di un impotente Tacconi.
2) La Mano de Dios - Mondiali 1986
Sei minuti dopo l'intervallo, nei quarti di finale di quel Mondiale, il centrocampista inglese Steve Hodge deviò accidentalmente il pallone verso la propria area di rigore. Il portiere dell'Inghilterra, Peter Shilton, uscì per respingerlo o bloccarlo. Nonostante fosse molto più alto di Maradona, quest'ultimo saltò e colpì il pallone con la mano sinistra e l'avambraccio sollevati, mandandolo in rete.
L'arbitro tunisino Ali Bin Nasser concesse inspiegabilmente il gol, nonostante le proteste disperate dei giocatori inglesi. Anche il guardalinee bulgaro Bogdan Dochev non reagì all'episodio.
1) Il gol del secolo - Mondiali 1986
Appena quattro minuti dopo aver segnato il famigerato gol della Mano de Dios, Maradona eseguì una splendida rotazione di 180 gradi per liberarsi di Peter Beardsley e Peter Reid. Nonostante il caldo torrido di mezzogiorno, partì dalla metà campo inglese, lasciando Reid in difficoltà nel tentativo di raggiungerlo.
Avvicinandosi all'area di rigore, sfruttò la sua velocità bruciante e lo stretto controllo del pallone per danzare tra i difensori Terry Butcher e Terry Fenwick. Fece quindi finta di calciare, inducendo il portiere Peter Shilton a uscire, ma invece di tirare portò il pallone completamente attorno al portiere e lo depositò in rete, scivolando oltre un disperato intervento in scivolata di Butcher.
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