Il nome è di quelli che fanno sognare gli italiani, ma la realtà? Dopo la terza eliminazione consecutiva dalle qualificazioni mondiali, la Nazionale si ritrova senza ct, senza un presidente federale e senza una rotta chiara. Gattuso si è dimesso, Gravina e Buffon hanno lasciato i rispettivi incarichi. Il nuovo presidente Figc verrà eletto il 22 giugno, e le amichevoli di giugno contro Grecia e Lussemburgo saranno gestite ad interim dal ct dell'Under 21 Silvio Baldini. Ecco dunque, quasi come un "Prozac sportivo", che una notizia come Guardiola possibile commissario tecnico della nazionale italiana arriva per sollevare il morale un po' il popolo azzurro e permettergli ancora di sognare.
Gli "indizi"
Buttata là quasi più come "proposta indecente" per la frustrazione che come obiettivo concreto dopo l'eliminazione contro la Bosnia, la speranza dell'arrivo del tecnico catalano si è riaccesa dopo le parole di Leonardo Bonucci, unico sopravvissuto di rilievo all'interno dello staff federale, che ai Laureus World Sports Awards di Madrid interrogato sulle vicende italiane ha gettato là la granata: "Se c'è una vera volontà di ripartire da zero, partirei dalla possibilità di avere Pep Guardiola", ha detto l'ex difensore, che ha poi continuato: "Portarlo significherebbe un cambiamento radicale da tutto quello che è successo. È molto difficile, ma sognare non costa nulla."

Con l'addio al Manchester City, dove verrebbe sostituito probabilmente da Maresca, l'Italia potrebbe rappresentare per lui una sfida affascinante, e già nel 2018, al Festival dello Sport di Trento, aveva risposto con un "perché no?" alla domanda su un futuro in Italia da allenatore, nazione che conosce bene e in cui da calciatore ha già giocato a Brescia e a Roma. Era stata però una risposta di cortesia, perché qualche anno dopo ha precisato chiaramente: "Ogni bella cosa che accade in Italia mi rende felice, ma penso che andrò in Italia in vacanza piuttosto che ad allenare." Parole che però oggi potrebbero avere un peso diverso nel contesto in cui il ciclo al City sembra arrivato al termine.
Gli ostacoli oggettivi
Gli ostacoli però, anche oggettivi, sono concreti e numerosi. Al di là del contratto che lega ancora Guardiola al Manchester City fino a giugno 2027, e con i Citizens a tre punti dall'Arsenal in Premier League, c'è il nodo economico con il tecnico catalano che guadagna circa 25 milioni lordi all'anno, una cifra irraggiungibile per qualsiasi federazione.
A tal proposito circola l'ipotesi su uno sponsor che aiuti a integrare lo stipendio, un po' come avvenne con Antonio Conte nel 2014, quando Puma coprì parte dell'ingaggio. Il ct straniero sarebbe comunque una novità assoluta nella storia della Nazionale italiana, una scelta che ad esempio non è mai piaciuta a Rivera, quasi come un tabù culturale: "Il commissario tecnico deve essere italiano."

Le reazioni all'estero
All'estero la vicenda viene seguita con interesse ma anche con un po' di ironia. In Inghilterra ESPN notano che Guardiola ha già dichiarato pubblicamente di tifare gli inglesi al Mondiale - "vivo qui da anni, faccio parte di questo paese"- anche se senza ambiguità di fondo, visto che la porta della nazionale di Tuchel, con l'attuale ct sotto contratto fino al 2028, è sbarrata.
Anche In Spagna, paese natale del tecnico, il tono è parecchio distaccato, con la stampa che tratta la notizia come un sogno italiano, ricordando anche che Guardiola non potrà mai allenare la Roja per questioni "politiche", visto che le sue posizioni sull'indipendentismo catalano rendono tutto molto difficile, come ha confermato Martí Perarnau, il giornalista che meglio lo conosce: "Sarebbe provocare un conflitto inutile, né la federazione ci penserebbe mai."
Il toto-ct

Guardiola ct azzurro sembra in definitiva un sogno italiano destinato a rimanere tale, che serve più che altro a fornire un po' di sollievo in un momento di sconforto collettivo. I candidati reali restano Conte, favorito anche dai bookmakers, e che non ha escluso la propria candidatura rilanciando - "Se fossi il presidente della Federazione, mi prenderei in considerazione. Rappresentare il proprio Paese è qualcosa di bello" - e Allegri, soprattutto se in federazione dovesse spuntarla Malagò.
Oggi si è rimesso in gioco anche Ranieri dopo l'addio alla Roma come advisor, e potrebbe tornare in lizza visto che già aveva avuto una proposta, rinunciando per l'amore giallorosso. Più staccati, Mancini e Pioli. Guardiola però dopo le parole di Bonucci ha fatto un bel salto nelle quote, passando dall'impossibile o quasi 75 di inizio aprile a un poco probabile 25. Un salto notevole, che però difficilmente lo farà atterrare sulla panchina azzurra.
