"Per me è un fatto, che dal mio punto di vista, oggettivamente non rientra nelle situazioni che hanno questo tipo di impedimenti".
Così Giovanni Malagò, candidato presidente FIGC, a margine del congresso "Neurolympics" in merito all'interrogazione parlamentare, presentata dal senatore leghista Roberto Marti, sul tema della sua possibile ineleggibilità in base alla disciplina del cosiddetto 'cooling off period' o 'pantouflage".
A chi gli chiede se per il mondo politico il tema ineleggibilità sia una questione ancora sul tavolo, Malagò risponde: "La parola politica vuol dire tante cose oggi. Possono essere una, cinque o dieci persone, ma non è 'la politica'. È qualcuno specifico della politica e io non voglio commentare perché tutte le persone che sono in grado di giudicare capiscono tutto molto bene", conclude.
Sulla questione del prossimo ct
"Se la Nazionale azzurra ha ancora il fascino per attirare grandi allenatori? Penso assolutamente di sì, ne sono convinto e deve essere così altrimenti non mi sarei messo in gioco. Poi, come in tante situazioni, bisogna saper motivare le persone. C'è anche una dinamica che forse non è scritta negli statuti o nelle regole, ma può fare la differenza anche la reputazione e la credibilità delle persone".
