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Un lungo e sentito omaggio al capitano, colpito dalla morte della madre nella mattinata, ha accompagnato il prepartita al Metropolitano. Sugli spalti dominava il numero sei, in una serata che ha visto protagonista anche chi non era inizialmente nell'undici titolare.
L'Atletico tornava davanti al proprio pubblico dopo la vittoria conquistata nel finale a Mendizorroza grazie al colpo di testa di Cuti Romero. Anche il Manchester United arrivava da una partita decisa negli ultimi minuti, ma con un epilogo opposto: contro il Tottenham era stato Solanke, con un'incornata, a negare agli inglesi la vittoria.
Baena e Barrios rendono omaggio a Koke
Con dinamiche simili, l'Atletico ha iniziato la gara con grande aggressività. Prima ancora dello scoccare del primo minuto, Julián ha trovato un Baena subito brillante in profondità. L'argentino ha rallentato al momento giusto, mandando fuori tempo la difesa dello United e servendo l'inserimento di Barrios dalla seconda linea. Il numero 8 ha calciato di prima intenzione: dopo la deviazione di Heaven, il pallone ha superato lentamente Lammens e si è infilato in porta.
Il pressing alto dei padroni di casa ha complicato fin dall'inizio la costruzione del Manchester United. Rashford rappresentava una delle principali soluzioni per attaccare la profondità, ma Llorente è riuscito inizialmente a limitarne le accelerazioni.
È bastata però una prima disattenzione difensiva per permettere a Mbeumo di saltare Cuti Romero e presentarsi in zona pericolosa davanti a Oblak. Poco dopo la scena si è ripetuta, ancora con l'attaccante camerunese protagonista e Romero in difficoltà, ma il portiere sloveno ha risposto presente in entrambe le occasioni.
L'Atletico ha replicato con una delle migliori opportunità del primo tempo: Grimaldo ha calciato una punizione splendida, fermata soltanto dall'incrocio dei pali. I madrileni hanno continuato a mantenere il controllo del pallone e ad attaccare con continuità, senza però costringere Lammens a interventi particolarmente complessi.
Cardoso segna, ma il VAR cancella il raddoppio
Proprio prima dell'intervallo, una splendida azione costruita da Llorente e proseguita da Giuliano e Barrios ha liberato Johnny Cardoso, bravo a depositare il pallone in rete. L'esultanza del Metropolitano è durata poco: dopo la revisione al VAR, l'arbitro ha individuato un precedente tocco di mano di Llorente e annullato il gol.
Al rientro dagli spogliatoi, lo United ha provato a cambiare l'inerzia della partita attraverso un possesso più insistito, stabilendosi con maggiore continuità nella metà campo avversaria.
L'Atletico ha assorbito la pressione iniziale e ha sfiorato ancora il raddoppio. Barrios ha disegnato un pallone perfetto sul secondo palo per Julián, che ha calciato al volo trovando però il legno. Un'altra occasione sfumata per l'argentino, ancora alla ricerca del gol.
Lo United ha continuato comunque a crescere e ha risposto in ripartenza con Bruno Fernandes, che ha provato a sorprendere Oblak con un pallonetto terminato di poco fuori. Dopo l'uscita di Barrios, sostituito probabilmente anche per gestirne le energie, gli inglesi hanno guadagnato ulteriore campo e lo stesso Bruno Fernandes ha fatto tremare il Metropolitano colpendo la traversa.
Yoro lascia lo United in dieci, poi Lookman chiude la partita
A circa un quarto d'ora dalla fine è arrivato l'episodio che ha cambiato definitivamente la partita. Yoro ha fermato Jonathan David lanciato verso la porta e, dopo l'intervento del VAR, l'arbitro ha estratto il cartellino rosso, lasciando il Manchester United in inferiorità numerica.
L'espulsione ha restituito ossigeno a un Atletico che stava vivendo il momento più complicato della propria gara. Hjulmand ha provato a rendersi pericoloso, mentre Jonathan David, già protagonista dell'azione del rosso, è andato vicino al raddoppio trovando però la risposta di Lammens.
Il portiere belga non ha potuto invece nulla poco dopo. Sul tentativo di Lookman, già a terra dopo lo sviluppo dell'azione, Lammens ha visto il pallone terminare in rete per il **2-0** che ha definitivamente chiuso i conti.
Nel finale Oblak ha completato la propria serata con un intervento decisivo di gamba su Cunha, ex della partita, negando allo United anche il gol della bandiera. L'Atletico ha così portato a casa tre punti costruiti con una partenza feroce, messi a rischio nella ripresa e infine messi al sicuro sfruttando la superiorità numerica.
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