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Non è una questione di intensità, ma di efficacia. Nella sua seconda partita di Champions League della stagione, il RC Lens è arrivato al Bollaert con atteggiamento arrembante e la volontà di dare seguito al successo ottenuto a Praga nel finale (2-3). E, a differenza della gara in Repubblica Ceca, i giocatori del Lens sono subito dentro la partita e dominano l’avversario per tutta la prima frazione.
Gli uomini di Cahuzac collezionano così 12 conclusioni nei primi 45 minuti, più o meno nitide, più o meno pericolose. Alla fine, però, nessuna finisce in rete, ed è proprio questo il problema. Thauvin (6’), Kadile (13’), Ivanovic (34’) e Haïdara (36’) hanno tutti l’occasione per piegare lo Sporting, ma nessuno riesce a sfruttarla.
I portoghesi, invece, non hanno questo problema. Gli uomini di Rui Borges passano in vantaggio, contro l’andamento della partita, mentre dall’altra parte duelli, intensità e grinta sono tutti dalla parte del Lens. Nel calcio, però, a volte basta essere scaltri, intelligenti e soprattutto pazienti. I giocatori dello Sporting lo sono stati: per più di venti minuti hanno sofferto senza cedere.

Alla prima occasione della partita, al 22', Luis Suárez, servito bene da Irankunda sulla sinistra, porta in vantaggio lo Sporting con una bella deviazione, al momento giusto. L’ex giocatore dell’Olympique Marsiglia, sempre pericoloso, avrebbe potuto raddoppiare pochi minuti più tardi, lanciato da solo in profondità, ma la sua conclusione di destro è stata deviata splendidamente da Risser (32’). All’intervallo i portoghesi sono avanti grazie al gol di Suárez, che pesa come un macigno sui Sang et Or.
Il Lens si espone, lo Sporting punisce
Come affrontare la ripresa dopo aver dominato senza segnare? Per i giocatori di Cahuzac la risposta è semplice: con la stessa voglia, la stessa intensità e continuando a provarci, come fa Haïdara all’ora di gioco. La sua conclusione da trenta metri, indirizzata verso l’incrocio, costringe Pereira a una grande parata (59’).
Quando si prendono rischi, però, ci si espone. Su una nuova ripartenza, lo Sporting costruisce a sua volta una grande occasione con Simões, la cui conclusione di sinistro viene bloccata da Risser (61’). La partita si trasforma allora in un ping-pong: subito dopo, Édouard può pareggiare, ma si incarta e la sua conclusione, troppo debole, non crea alcun problema a Pereira (62’).
Il ritmo finisce per calare e le gambe dei giocatori del Lens diventano sempre più pesanti. I portoghesi ne approfittano, aumentano la pressione e alla fine segnano il gol del raddoppio. Ancora una volta in transizione: lanciato in profondità da Derry dalla propria metà campo, Doumbia vede Risser uscire disperatamente e deve solo spingere il pallone in rete a porta vuota con il piatto del destro (74’, 2-0).
È dura per il RC Lens, ma questa è la legge della Champions League. A questo livello la voglia non basta: servono un supplemento di esperienza e la freddezza delle grandi serate per trasformare il dominio in risultato. Il Lens stecca (0-2) e si rammarica, perché questo passo falso era evitabile.
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