Nel giorno del 77° anniversario della tragedia di Superga, il colle simbolo della storia del Torino è stato teatro di momenti di forte tensione. All'arrivo alla basilica, la squadra di D’Aversa è stata accolta da fischi e insulti da parte dei sostenitori presenti, in un clima di profonda contestazione che ha colpito duramente anche il presidente Urbano Cairo.
Il numero uno del club, assente alla cerimonia, è stato bersagliato dagli striscioni appesi lungo la strada che porta alla basilica e da cori di disapprovazione. Tuttavia, nel piazzale, la contestazione ha lasciato spazio al canto solenne "C'è solo il Grande Torino", un grido d'amore che ha unito la piazza nel ricordo della leggenda.

Zapata e D'Aversa: il 4 maggio tra orgoglio e memoria
Le celebrazioni per ricordare il Grande Torino si sono concluse con la lettura dei nomi da parte di Duvan Zapata. Il capitano granata, proprio come l'anno scorso, ha scandito i nomi dei 31 caduti nella tragedia di Superga del 4 maggio 1949. Un gesto solenne che ha chiuso il cerchio di una giornata complessa, riportando l'attenzione sul valore sacro del ricordo e sul legame indelebile tra la storia del club e la sua memoria collettiva.
Anche il tecnico Roberto D'Aversa ha voluto condividere le emozioni del suo primo 4 maggio granata: "Orgoglioso di partecipare per la prima volta da allenatore del Toro", ha scritto l'allenatore sui propri canali social.
