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"Il calcio è un'industria strategica per il nostro Paese, stiamo facendo il massimo per ridurre l'indebitamento ma dobbiamo farlo aumentando i ricavi. Oggi il meccanismo prevede che la Lega Serie A destini il 10% delle risorse derivanti dalla commercializzazione dei diritti audiovisivi alla mutualità, cioè alle altre leghe. Noi condividiamo l'impostazione di far crescere il movimento, ma contestiamo eventuali incrementi". Così Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, in audizione in commissione Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica al Senato.
"Siamo convinti che la mutualità verso le categorie inferiori vada fatta e che il calcio debba crescere dal basso, però dobbiamo ragionare sui ricavi incrementali permettendo alla Lega Serie A di aumentare i ricavi e, sulla parte incrementale, siamo disponibili non solo a dare il 10%, ma anche qualcosa in più", conclude Simonelli.
"Riforma campionati spetta a organi federali, la legge non imponga tempi"
"Alcuni dei Ddl in esame pensano di poter ridurre per legge il numero delle squadre professionistiche. Probabilmente questa è la parte che presenta le maggiori criticità sotto il profilo del rispetto dell'autonomia dell'ordinamento sportivo e che non tiene conto dell'attuale ciclo dei diritti TV, che scadrà nel 2029. La previsione di un obbligo per la Figc di adottare una riforma dei campionati entro termini prefissati è oggettivamente una previsione irrealizzabile e che andrebbe ad incidere su un processo che deve essere definito dagli organi federali. Una legge statale non può imporre tempi per l'approvazione di una riforma la cui adozione dipende da decisioni autonome delle componenti sportive.
Su questo punto chiediamo quindi il massimo rispetto dell'autonomia dell'ordinamento sportivo e ribadiamo con fermezza che la Uefa non tollererà alcun tipo di ingerenza statale nei confronti delle Federazioni sportive associate, pena anche la possibile esclusione da Euro 2032".
Poi, in merito ad una eventuale norma sul minutaggio dei giovani, sottolinea come "misurare il minutaggio all'interno di un singolo campionato ha poco senso quando molti dei nostri migliori giocatori vengono acquistati dai campionati esteri"; mentre sull'impiego di calciatori italiani formati nel club, ammette che la disposizione "risulta coerente con il diritto dell'Unione Europea solo nella misura in cui tali parametri siano effettivamente volontari e risultato di accordi liberamente negoziati tra Leghe interessate".
"Aumentare insieme i ricavi per essere più competitivi"
"La Lega Serie A è disponibile a proseguire il confronto con il Parlamento ed il Governo per contribuire a costruire un calcio italiano più sostenibile, più competitivo e capace di generare valore, nel rispetto dell'autonomia dell'ordinamento sportivo. Il nostro obiettivo è contribuire alla costruzione di un sistema più sostenibile e competitivo, nel quale alla richiesta di maggiori responsabilità e investimenti da parte dei club corrispondano anche condizioni normative, fiscali e infrastrutturali adeguate".
Simonelli, poi, ricorda come la Lega abbia "più volte evidenziato l'esigenza di superare il divieto generalizzato introdotto dal cosiddetto Decreto Dignità, almeno per quanto riguarda la possibilità per società, eventi e competizioni sportive di utilizzare forme di pubblicità e sponsorizzazione legate al settore", sottolineando come "una quota delle risorse generate dalle scommesse sportive che si sviluppa direttamente sulla competizione calcistica debba poter tornare anche a favore di chi quella competizione la organizza".
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