L'effetto Gasp nei numeri: cosa ha perso la Dea e cosa ha guadagnato la Roma

Gian Piero Gasperini
Gian Piero GasperiniREUTERS/Matteo Ciambelli

L'Atalanta fatica senza Gasperini, la Roma cresce con lui: i numeri raccontano due traiettorie opposte. Sabato all'Olimpico il passato e il presente del tecnico si incrociano in una sfida chiave per l'Europa.

Sabato sera, allo Stadio Olimpico, Gian Piero Gasperini ritrova la sua Atalanta. Non una partita qualsiasi, ma un incrocio carico di significati, tra passato e presente, tra un ciclo che si è chiuso e uno che sta cercando di aprirsi.

Quello di Gasperini a Bergamo è stato uno dei progetti più brillanti del calcio italiano recente. In nove stagioni, l'Atalanta è passata da solida realtà di metà classifica a presenza fissa in Europa, fino al trionfo in Europa League, apice di un percorso costruito su idee, intensità e valorizzazione dei talenti. Una squadra riconoscibile, temuta e capace di competere stabilmente anche in Champions League.

Dopo quasi un decennio, però, era arrivato il momento di cambiare. Gasperini ha scelto Roma, una piazza esigente e passionale, lasciando a Bergamo un'eredità pesante. E i numeri, oggi, raccontano chiaramente quanto quel vuoto sia difficile da colmare.

Atalanta senza Gasperini: più tiri, meno qualità

A sei giornate dalla fine, l'Atalanta è fuori dalla zona europea, distante quattro punti proprio dalla Roma, attualmente sesta. Una situazione insolita per i bergamaschi, che negli ultimi anni avevano abituato a ben altri standard.

La stagione è stata turbolenta: prima il tentativo con Ivan Juric, durato fino a novembre e chiuso senza risultati convincenti, poi l'arrivo di Raffaele Palladino, che ha dato maggiore stabilità senza però riuscire a riportare la squadra nelle posizioni europee.

Sul piano statistico, il cambiamento è evidente soprattutto nella fase offensiva. Paradossalmente, l'Atalanta tira di più rispetto alle ultime stagioni (13,51 conclusioni a partita contro le 13,4 del 2023-24 e le 13,29 del 2022-23), ma segna meno: la media gol è scesa a 1,47, lontana dall'1,89 e dal 2,04 delle due annate precedenti.

Ultimi risultati dell'Atalanta
Ultimi risultati dell'AtalantaFlashscore

Il problema non è quindi la produzione, ma la qualità. I tiri in porta sono diminuiti (4,49 contro i 5,17 e i 5,23 delle stagioni passate), così come i dribbling riusciti (11,32 contro i 13,94) e i duelli vinti (24,7 contro i 27,9). In sostanza, senza Gasperini si tira di più, ma si costruiscono occasioni peggiori.

La Roma di Gasperini: meno volume, più struttura

Se a Bergamo si avverte la mancanza del tecnico, a Roma si iniziano a vedere i primi effetti del suo lavoro. La squadra giallorossa ha cambiato pelle, avvicinandosi progressivamente ai principi tipici del calcio gasperiniano.

La produzione offensiva è più ragionata: i tiri sono leggermente diminuiti (12 a partita contro i 13,19 della scorsa stagione), ma aumentano gli indicatori legati alla qualità e alla presenza offensiva. I tiri in porta sono in crescita (4,49 contro i 4,48 e i 4 delle due stagioni precedenti), così come i dribbling riusciti (11,14) e, soprattutto, i tocchi in area, passati da 18,07 a 21,84.

In aumento anche i duelli offensivi vinti (26,16 contro i 23,54), segno di una squadra più aggressiva e presente negli ultimi metri. Resta però un limite evidente: la finalizzazione. La media gol è leggermente calata a 1,49 (contro l'1,5 e l'1,67 delle stagioni precedenti), segno di una squadra che costruisce meglio ma concretizza poco. Un paradosso simile, ma inverso, rispetto all'Atalanta attuale.

La classifica della Roma
La classifica della RomaFlashscore

Due squadre, un'eredità comune

Il confronto tra Atalanta e Roma restituisce un quadro chiaro: Gasperini non è solo un allenatore, ma un sistema. A Bergamo si avverte la perdita di automatismi e qualità nella costruzione delle occasioni; a Roma, invece, si intravede un percorso di crescita, ancora incompleto ma già riconoscibile nei numeri.

Sabato sera andrà in scena molto più di una semplice partita: sarà il confronto tra ciò che Gasperini ha costruito e ciò che sta cercando di ricostruire. Con in palio punti pesanti per l'Europa, ma anche una fetta importante di identità calcistica.

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