Inter campione d'Italia: Dimarco, Zielinski e Lautaro i simboli del trionfo tricolore

Decisivi
DecisiviMATTEO BAZZI / EPA / Profimedia

Percorso dominante e continuo per i nerazzurri, capaci di imporsi con regolarità lungo tutta la stagione: decisivi un esterno totale, un centrocampista sorprendente e il capitano

Lo scudetto numero 21 dell'Inter porta la firma di una squadra che ha saputo distinguersi soprattutto per continuità e solidità. Pur senza brillare sempre negli scontri diretti, i nerazzurri hanno costruito il loro successo giornata dopo giornata, dimostrandosi la formazione più forte del campionato. 

All’interno di questo percorso collettivo, emergono tre figure chiave, una per reparto, che hanno inciso più di tutte. Tre uomini, tre ruoli, ma un unico filo conduttore: la capacità di essere decisivi nei momenti più importanti. È da qui che nasce il titolo dell’Inter, costruito sul gruppo ma consolidato grazie al peso specifico dei suoi principali protagonisti.

Dimarco: il più decisivo

Il primo nome è quello di Federico Dimarco, autentico uomo in più della stagione. Difensore solo sulla carta, esterno totale nei fatti, ha prodotto numeri da trequartista puro: 21 partecipazioni a gol in 31 partite, con 6 reti e ben 15 assist (tre contro il Sassuolo in un solo incontro).

Un dato impressionante, che lo colloca tra i migliori in Europa nel suo ruolo e non solo. In campionato hanno segnato più di lui soltanto Lautaro Martínez, Marcus Thuram e Hakan Çalhanoğlu, ma è soprattutto nella capacità di trascinare la squadra nei momenti difficili che Dimarco ha fatto la differenza.

Una spina nel fianco
Una spina nel fiancoFlashscore

Zielinski: la lieta sorpresa

A centrocampo, invece, la sorpresa più significativa è stata Piotr Zieliński. Arrivato a parametro zero, si è imposto come punto fermo in una stagione in cui il trio composto da Nicolò Barella, Hakan Çalhanoğlu e Henrikh Mkhitaryan non ha sempre garantito continuità. E Zielinski non solo ha portato qualità e ordine, ma ha inciso anche in zona gol, chiudendo con 6 reti e diventando il centrocampista, a nostro modo di vedere, più determinante della rosa.

In mezzo, solo l'immancabile Barella ha giocato più minuti di lui. Il momento simbolo della sua stagione - e forse dell'intera campagna nerazzurra - resta il gol decisivo contro la Juventus a San Siro, segnato allo scadere: una rete fantastica che ha finito per indirizzare definitivamente la corsa al titolo.

Lautaro: l'importanza del leader

In attacco, infine, il riferimento resta il capitano: Lautaro Martínez. Nonostante una stagione condizionata da troppi problemi fisici, l’argentino ha confermato il suo peso specifico all’interno della squadra. Non solo per i gol, ma per ciò che rappresenta in campo: con lui l’Inter gioca meglio. La sua assenza si è fatta sentire anche sul rendimento di Marcus Thuram che, in linea teorica, era quello che faceva girare meglio sia l'Inter che il suo capitano. 

Emblematico quanto accaduto nel momento più difficile della stagione, con l’eliminazione europea contro il Bodo Glimt, quando la sua mancanza, nella rimonta fallita al ritorno, è risultata evidente.

Bonus track: In questo senso, va sottolineato anche quanto sia stata pesante l’assenza di Denzel Dumfries: il suo ritorno ha dimostrato quanto possa essere fondamentale per la squadra quando c'è da cambiare ritmo e rompere le linee.

L'impatto del capitano
L'impatto del capitanoOpta

SEGUI TUTTE LE NOTIZIE DI GIORNATA LIVE

Calcio