Inter Campione d'Italia: i cinque momenti decisivi nella conquista dello Scudetto

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Dall'autorete di Frese al gol di Zielinski alla Juventus, passando per la capacità di rialzarsi dopo le delusioni europee: cinque passaggi fondamentali nella stagione nerazzurra.

Il 21esimo Scudetto nerazzurro ha un inizio e una fine: il 5-0 contro il Torino del 25 agosto ha dato il là alla cavalcata trionfale, mentre il successo casalingo del 3 maggio l'ha chiusa, questa volta con i crociati in campo.

Il campionato dell'Inter non ha vissuto dei veri alti e bassi: a parte qualche passo falso (le sconfitte totali sono state ben 5) e qualche legittimo periodo di flessione legato allo scetticismo iniziale di avere Cristian Chivu e non più Simone Inzaghi in panchina, la squadra ha brillantemente primeggiato per gran parte della stagione.

Ecco i cinque momenti principali che hanno scandito questo trionfo:

Il filotto di settembre e ottobre

L'Inter non ha iniziato bene questo campionato cadendo sia alla seconda che alla terza giornata. E come ha risposto l'Inter ai ko contro Udinese e Juventus, che avevano decisamente fatto storcere il naso a molti tifosi? Sette vittorie di fila (Ajax, Sassuolo, Cagliari, Slavia Praga, Cremonese, Roma e Union St. Gilloise) per mettere a tacere tutte le voci che volevano l'allenatore rumeno protagonista di un fallimento hanno subito instradato la stagione.

Il blitz del Bentegodi

Per mettere in tasca uno Scudetto - si sa - servono anche episodi a favore, successi strappati coi denti e una forte resistenza alle bufere mediatiche.

Ed è quello che è accaduto il 2 novembre a Verona contro l'Hellas, alla vigilia del match europeo col Kairat: partita tutt'altro che agevole, punteggio di 1-1, polemiche per un rosso non sventolato ai danni di Yann Bisseck a metà ripresa e infine gol vittoria finale grazie ad un autogol, quello di Martin Frese.

La vittoria di San Siro contro la Juventus

Sarà probabilmente ricordata come la partita del rosso a Pierre Kalulu e della simulazione di Alessandro Bastoni, comunque il match del 14 febbraio è stato probabilmente quello che ha indirizzato maggiormente il Tricolore verso la Milano nerazzurra.

Una gara complicata più di qualsiasi altra previsione contro una Juventus molto distante in classifica, spompata dagli impegni europei e ridotta in dieci uomini, infine decisa solo in pieno recupero dopo il pari di Manuel Locatelli.

Il guizzo finale di Piotr Zielinski, oltre a fare 'cadere giù' lo stadio, ha sicuramente contribuito ad avvicinarsi all'obiettivo, portandosi sul +8 sul Milan.

Rimonta del Napoli? No grazie

L'Inter aveva abituato i suoi supporters a rimonte subite nel girone di ritorno, dunque era lecito avere preoccupazione che Milan e Napoli potessero rifarsi sotto: i rossoneri forti del derby vinto e dell'assenza di impegni, i campani dopo l'esclusione dalle coppe e il recupero di alcuni big.

Ma così non è stato: l'Inter ha saputo gestire la pressione di doversi confermare capolista anche nelle partite più delicate contro Roma e Como, arrivate dopo tre turni anonimi e senza vittorie.

Questo è stato forse il momento più delicato della stagione: dopo due gare buie contro Milan e Fiorentina e una beffa contro l'Atalanta la squadra nerazzurra ha saputo sfoderare tutto il suo repertorio, dilagando contro giallorossi e lariani (rimontando anche due reti fuori casa, senza Lautaro Martinez).

La forza di resettare

La stagione, come detto, non ha vissuto veri e propri black out. Ma quando sono arrivati due ko consecutivi (successo due volte), o quando è toccato gestire le eliminazioni dalla Champions League e dalla Supercoppa Italiana o i due derby persi, la squadra ha sempre risposto presente, trovando la forza di reagire e non sprofondare.

In molti casi si è trattato di vittorie che possono sembrare di poco conto (il 2-1 al Sassuolo, lo 0-2 di Pisa, il 2-0 al Genoa), ma che invece nell'economia di una stagione si sono rivelate di fondamentale importanza, perché avrebbero potuto trascinare la truppa di Cristian Chivu (sicuramente non un habituè di come gestire una big) in basso.

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