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Figc, Serie A spaccata tra Malagò e Galliani intanto Buonfiglio si sfila: "Non interferisco"

Serie A spaccata tra Malagò e Galliani
Serie A spaccata tra Malagò e GallianiSpada / LaPresse / Profimedia

Il presidente del Coni rivendica la piena autonomia federale, mentre il confronto tra i club del massimo campionato si chiude senza una maggioranza definita: le due candidature raccolgono consensi e malumori.

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"Calcio? Io il mio l'ho fatto, ora l'autonomia della federazione è piena. Non mi permetto di interferire". Lo dice Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, durante la conferenza stampa post Giunta a chi gli chiede cosa ne pensasse della possibile spaccatura in Serie A sulla candidatura alla Federcalcio di Giovanni Malagò e Adriano Galliani.

Sul tema dei vicepresidenti del Coni e in particolare sulla posizione di Marco Di Paola, al centro di presunte irregolarità elettorali: "Non mi sono mai interessato né mai mi cimenterò col prendere contatti con le strutture che amministrano giustizia sportiva".

Intanto, il confronto tra i club di Serie A chiamati a orientare la scelta del candidato alla presidenza della Figc non ha prodotto, secondo quanto riportato da la Repubblica, una maggioranza netta. La riunione delle società ancora indecise, che avrebbe dovuto consolidare un fronte comune, ha invece confermato la divisione tra i sostenitori di Malagò e quelli di Galliani, accompagnata da tensioni sul metodo con cui è maturata la nuova candidatura. 

Il malcontento di alcuni club

L’incontro, iniziato intorno alle 9.30, si è aperto con le perplessità di alcune società, che hanno contestato il cambio di scenario rispetto al sostegno inizialmente raccolto da Malagò. Sei big - Inter, Milan, Juventus, Napoli, Roma e Lazio - erano assenti, mentre tra gli altri club il confronto ha fatto emergere posizioni differenti.

Antonio Percassi, presidente dell’Atalanta e tra i sostenitori di Galliani, avrebbe motivato il cambio di orientamento con la disponibilità manifestata dall’ex amministratore delegato del Milan, considerata un’opportunità da non lasciarsi sfuggire. Una spiegazione che, tuttavia, non ha convinto tutti i partecipanti.

Una frattura sempre più evidente

Dal fronte rimasto vicino a Malagò le contestazioni si sono concentrate soprattutto sul metodo: secondo alcuni club, la candidatura alternativa sarebbe stata promossa senza un confronto preventivo in assemblea. Una scelta che avrebbe incrinato l’unità costruita attorno all’attuale commissario federale e lasciato la Lega divisa in due schieramenti.

Tra i sostenitori di Galliani figurerebbero Inter, Atalanta e Milan, insieme a Como, Parma, Genoa, Sassuolo e Cagliari. Malagò potrebbe invece contare, oltre che sul sostegno di Roma e Napoli - assenti alla riunione - su Monza, Torino, Lecce e Bologna. Restano società ancora indecise, il cui orientamento potrebbe risultare decisivo nelle prossime ore.

La partita per la presidenza federale resta dunque aperta. Il confronto tra i club non ha sciolto i nodi, mentre la ricerca dei consensi prosegue in vista della presentazione delle candidature.

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