Negli ultimi tempi si è parlato più della tensione nello spogliatoio del Real Madrid che del lavoro di Álvaro Arbeloa con la sua squadra e delle scelte tattiche in campo. Ora la crisi si è acuita dopo l’ultimo Clásico di domenica: il Barcellona ha battuto 2-0 i Blancos e si è laureato campione della Liga per il secondo anno consecutivo.
Tutto sembra sul punto di crollare alla Casa Blanca. Così, nel pieno della tempesta, su Flashscore abbiamo intervistato Guti, che ha vissuto l’epoca dei Galácticos nel club più titolato di Spagna. L’ambasciatore della Liga era presente al primo evento ufficiale di Rushbet in Perù e ha analizzato il possibile ritorno di José Mourinho e lo scenario che attende la Spagna al Mondiale di Stati Uniti, Messico e Canada 2026.
Il presente del Real Madrid
Parliamo dell’attualità del Real Madrid, con due stagioni senza titoli. Qual è la sua analisi?
È un momento difficile dal punto di vista dei trofei. Penso che sia vero che, dopo aver vinto tutto, per le grandi squadre è dura quando manca quella forza per continuare a competere. Ma credo che il Real Madrid saprà rialzarsi, ci ha abituati troppo bene, perché vince sempre tutto.

Si parla molto di Mourinho come possibile ritorno sulla panchina del Real Madrid. Le piacerebbe o che tipo di profilo pensa sia adatto a questo Real Madrid?
Mourinho è un allenatore duro, forte, molto esigente e il lato positivo è che conosce il Real Madrid, sa cosa significa stare in questo club… ma sarà una decisione della società. Toccherà al club decidere in base al presente del Real Madrid.
Il Clásico ha deciso la Liga. Cosa dobbiamo aspettarci ora dai giocatori, soprattutto visto che il Mondiale è vicino?
Probabilmente i giocatori che andranno al Mondiale si risparmieranno in queste ultime giornate.
È successo a Vinícius e ora a Mastantuono: perché per i calciatori sudamericani è così difficile ambientarsi al Real Madrid?
Penso sia normale, perché il calcio sudamericano e quello europeo sono diversi. Quando arrivano qui devono affrontare una fase di adattamento. Mastantuono è un ragazzo molto giovane, con tanto talento e farà bene al Real Madrid, ma serve pazienza.
Il Mondiale: la Spagna di Lamine Yamal e Luis de la Fuente
Come vede la Spagna in vista del Mondiale?
La Spagna ha una grandissima nazionale e lo ha già dimostrato all’ultimo Europeo, trionfando nel 2024. Se i giocatori arriveranno in buona condizione fisica, è la grande favorita per vincere il Mondiale.
La nazionale spagnola è cambiata molto rispetto ai suoi tempi?
Ci sono tanti giovani, con tanta voglia e un allenatore che sta facendo bene. È una squadra che gioca davvero un bel calcio. Credo abbia tutte le carte in regola per essere candidata a vincere questo Mondiale.
Cosa ha portato Luis de la Fuente a questa nazionale?
Fiducia in loro stessi, la convinzione di essere grandi giocatori. Io penso che lo siano già, ma è fondamentale quando l’allenatore crede in te e questo, in campo, si vede molto.
Oltre a Lamine Yamal e a tutto ciò che rappresenta, quale altro giovane le piace della nazionale spagnola?
Ce ne sono tanti, Huijsen, Cubarsí... penso che la Spagna abbia una rosa molto completa.
E come vede il momento di Rodri?
La sua è una complicata lesione al ginocchio. Spero possa recuperare per il Mondiale perché è uno dei giocatori più importanti e ha molto peso all’interno della nazionale.
Quale giocatore pensa che si metterà in luce in questo Mondiale?
Messi e Cristiano secondo me saranno fondamentali, perché probabilmente sarà l’ultimo Mondiale per entrambi, e poi ci sono giovani come Lamine Yamal, che sta facendo benissimo al Barcellona. È un giocatore molto importante per la nazionale spagnola.
