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Alexander Zverev vince gli US Open contro Ben Shelton in quattro set

Aggiornato
La gioia Alexander Zverev
La gioia Alexander Zverev ANGELA WEISS / AFP

Dopo il Roland-Garros, Alexander Zverev ha conquistato l'US Open, il suo secondo Slam. La testa di serie n°1 ha battuto Ben Shelton senza troppe difficoltà in 4 set: 6-3, 7-6 (2), 5-7, 6-2.

Si può analizzare tutto, ma pochi sanno cosa significhi servire per primi nella propria prima finale di uno Slam. Nervoso, Ben Shelton non è riuscito a trovare un turno di risposta per entrare in partita e Alexander Zverev lo ha brekkato subito. Un distacco che l’americano non è riuscito più a colmare nel primo parziale, vinto dal tedesco 6-3. 

Con questo primo set vinto in risposta, Zverev ha potuto iniziare il secondo al servizio, il che gli ha permesso di avere il punteggio a favore e mettere costantemente pressione su Shelton. Il mancino ha resistito e ha annullato l’unica palla break contro sul 2-1. Il tedesco però ha concesso ancora meno, sicuro della sua forza al tie-break. E infatti ha conquistato i primi 5 punti prima di chiudere 7-2. 

Difficile alzare il livello. Nel primo set, Zverev aveva vinto il 94% dei punti con la prima di servizio (15/16) e il 92% nel secondo (24/26). Il suo rapporto vincenti/errori non forzati era quasi identico: 8-9 e 10-9 per Zverev, 8-11 e 17-18 per Shelton, a dimostrazione che l’americano rischiava, cercava le righe e si portava a rete, senza però essere premiato. 

La speranza dell'Arthur Ashe

Il debuttante doveva trascinare con sé il caldo pubblico newyorkese, continuare a variare per mettere in difficoltà la risposta di Zverev e strappare a tutti i costi un quarto set.

Nel sesto gioco, il tedesco ha dovuto annullare la sua prima palla break. Era poco, ma la testa di serie n°1 mostrava segni di nervosismo, e ha ceduto nel momento peggiore. Sul 6-5 per Shelton, ha perso il servizio a zero, per la gioia dell’Arthur-Ashe (7-5). 

Il livello al servizio era calato per Zverev con il 69% di punti vinti con la prima (18/26) e il 50% con la seconda (4/8). Al contrario, Shelton era rispettivamente al 90% (19/21) e al 71% (5/7). 

L'euforia dura poco

Poteva essere un punto di svolta, ma l’euforia dell'americano è stata subito smorzata: doppio fallo, palla break sul 30-40 e poi sul 40-A. Ed è qui che l’esperienza di Zverev ha fatto la differenza: la seconda occasione è stata quella buona, al termine di un lunghissimo scambio chiuso da un potente dritto di Shelton. 

Una porta si è aperta sul 2-1 30A, quando il tedesco ha ricevuto un warning che lo ha innervosito ma non lo ha fatto uscire dal match. Sempre sotto pressione, il suo avversario ha concesso un altro break, quello decisivo. Sul 5-2 al servizio, Zverev doveva solo chiudere... e non se n’è nemmeno accorto, convinto che gli mancasse ancora un punto dopo il match point. Il tedesco ha chiuso così 6-3, 7-6 (2), 5-7, 6-2 dopo 3 ore e 36 minuti di gioco. 

Senza titoli Slam a inizio anno, ora ne ha due. Successi alla Pirro, senza magia, ma che che per la carriera hanno un peso notevole.

Le statistiche del match
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