Sinner racconta la crescita che lo ha riportato al numero 1: "È stata una settimana incredibile"

Jannik Sinner posa con il trofeo del torneo
Jannik Sinner posa con il trofeo del torneoREUTERS/Manon Cruz

Dopo la vittoria a Monte-Carlo contro Alcaraz, l’azzurro analizza la finale, i progressi sulla terra, la gestione dei momenti decisivi e il ritorno in vetta al ranking mondiale.

Dopo il trionfo al Masters 1000 di Monte-Carlo contro Carlos Alcaraz, Jannik Sinner si riprende anche il numero uno del mondo, al termine di una settimana perfetta sulla terra battuta.

Un successo che conferma la crescita dell’azzurro, sempre più completo e consapevole dei propri mezzi, come ha raccontato nell’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.

Settimana perfetta

Sinner racconta le sensazioni dopo il trionfo: "È stata una settimana incredibile, perché sono riuscito a migliorare partita dopo partita. Lo ammetto, sono sorpreso, ma in senso positivo ovviamente. Ogni giorno mi sveglio cercando di migliorare, di diventare un giocatore più forte".

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Vincere sulla terra

Un successo pesante anche per il contesto e la superficie: "Per me intanto vuol dire che sto facendo progressi. Però anche per Carlos era il primo torneo sulla terra, quindi migliorerà sicuramente da qui in avanti. Noi cercheremo di fare la stessa cosa: prepararci bene e farci trovare pronti".

La chiave della finale

Il racconto tecnico della sfida contro Alcaraz: "È stata una partita strana, c’era molto vento, non faceva caldo e la palla rimbalzava di meno. Le partite con Carlos si giocano sempre su due o tre punti. Anche il secondo set è stato molto più equilibrato di quanto dica il punteggio".

Momenti decisivi

La gestione dei punti più importanti: "Nei momenti che contavano ho servito bene: nel tie-break ho messo tutte prime. Però non credo che il servizio abbia fatto la differenza, è stata una buona partita per entrambi".

Crescita e consapevolezza

Non solo il risultato, ma anche le indicazioni raccolte: "Sono soddisfatto soprattutto dei progressi che ho mostrato, in questa partita ho capito tante cose di me stesso e del mio gioco. Ci sono tanti aspetti positivi, soprattutto perché non avevo mai vinto un torneo così importante su questa superficie".

Le statistiche della finale
Le statistiche della finaleFlashscore

Numero uno

Il ritorno in vetta senza cambiare mentalità: "Mi fa piacere, ovviamente. Sarebbe una bugia dire il contrario. Però non cambia quello che penso: io gioco soprattutto per vincere tornei. Io e Carlos siamo molto vicini, può cambiare tutto da una settimana all’altra".

Obiettivi futuri

Lo sguardo sui prossimi tornei: "Ci sono due Slam importanti, il Roland Garros e poi Wimbledon. Vedremo dopo quei tornei dove saremo. L’importante è continuare a lavorare con la mentalità giusta".

Orgoglio italiano

Il momento dell’inno e il legame con i tifosi: "Sì, l’ho cantato. Credo che la bellezza di un inno stia anche nella possibilità di cantarlo, non credete? Essere italiano è qualcosa di speciale, non lo puoi scegliere, devi avere la fortuna di esserlo. Sento tantissimo il supporto dei tifosi italiani, ovunque giochi. È bello anche per il movimento: abbiamo tanti giocatori forti e ogni settimana qualcuno fa bene. Sono orgoglioso di rappresentare tutto questo e sono fiero di restituire qualcosa indietro al mio paese".

La mamma

Il retroscena su Siglinde: "No no, semplicemente il giorno prima della finale non è stata tanto bene e ha preferito non venire a bordo campo. Poi alla fine ha deciso che era meglio vederla da fuori".

Pausa e recupero

Il bisogno di fermarsi dopo settimane intense: "Adesso ho solo bisogno di un po’ di tempo per realizzare quello che è successo. Sarà bello prendersi qualche giorno di pausa, è stato tutto molto intenso".