Prima finale dell'anno, primo torneo vinto, primo Indian Wells. Sinner si rimette in carreggiata dopo un inizio anno traballante con le sconfitte agli AO e a Doha e lo fa vincendo l'unico Masters 1000 sul cemento che gli mancava, quello della Coachella Valley.
Contro il russo Daniil Medvedev tornato ai fasti di gioco di un tempo, che si è permesso il lusso di battere in semifinale in due set anche il numero 1 Carlos Alcaraz, l'altoatesino gioca una partita a scacchi più che una partita di tennis, limitando gli errori ai momenti meno influenti e inserendo una velocità di crociera che alla fine frustra il russo, incapace di procurarsi una palla break.
Sinner spinge, ma con un servizio finalmente tornato al top (91% di punti vinti con la prima) risparmia energie sotto la calura californiana e piazza le zampate quando servono, chiudendo in due tie-break dove dimostra una mentalità d'acciaio: 7-6(6) 7-6(4).

Sinner chirurgico
Sotto gli occhi attenti del coach Thomas Johansson che lo sta lentamente facendo tornare ai suoi livelli, Medvedev inizia bene lasciando un solo 15 a Sinner nel gioco d'apertura e mettendolo in difficoltà in quello successivo, nel quale si porta avanti 0-30. Qui però si vede subito la solidità dell'altoatesino, che nel momento di difficoltà fa leva sul servizio frustrando il tentativo di break del russo, incapace di arrivare anche a un deuce.
Impressionante la tranquillità dell'azzurro che, dopo aver rimontato un altro 0-30 nel sesto gioco, si procura le prime palle break nel game successivo portandosi 15-40. Medvedev riesce però a salvarsi con il sesto ace e con qualche errore dell'altoatesino ai vantaggi.
Con estrema regolarità e senza più palle break si arriva così al tie-break, dove i due ex numeri 1 Atp non danno segni di cedimento. Se Medvedev resta solido al servizio, Sinner mette solo prime palle in campo impedendo al russo qualsiasi tentativo di risposta. Poi, sul 6-6, trova il mini-break decisivo e al servizio successivo chiude il set con un'altra prima: 7-6(6) dopo 1 ora di gioco.
Rimonta folle dell'azzurro
Nel secondo set continua la regolarità dei servizi con le occasioni di break che latitano. Medvedev sembra più sfiduciato dopo il primo parziale perso e nel secondo gioco è costretto ai vantaggi da Sinner, ma ne esce bene con la battuta.
È l'unico sussulto del secondo set, perché poi - anche a causa dei 33-34 gradi del deserto californiano - nessuno dei due sembra avere la forza per aggredire l'avversario, anche se Sinner dà sempre l'idea di attendere il momento decisivo risparmiando energie.
Sul 5-4 l'altoatesino conquista il primo 15 con un fantastico lob che lascia di sasso Medvedev, ma il russo non si fa sorprendere e chiude a 30. Nel servizio successivo è il moscovita a farsi pericoloso, cosa che raramente gli è successa nel match, costringendo Sinner a districarsi da un 30-30, ma ancora una volta l'azzurro al servizio è implacabile e si guadagna il tie-break, costringendo Medvedev a servire per restare nel set. Cosa che riesce a fare pur partendo sotto di un 15.
Nel secondo tie-break del match, Sinner parte male concedendo subito un mini-break in apertura. Il russo invece è perfetto al servizio e si porta 3-0, poi l'azzurro si complica ancora di più la vita con un doppio fallo andando così sotto 4-0. Sembra una situazione disperata, ma dopo il primo punto Sinner riesce a recuperare i due mini-break. Poi, con un dritto lungo di Medvedev e uno smash torna in vantaggio 5-4, e infine strappa un altro mini-break, chiudendo il match al servizio.
Sette punti di fila che gli consegnano il primo Indian Wells, e la collezione dei Masters 1000 su cemento è completa. A fine match si congratula anche con l'altro italiano protagonista oggi, seppure in un altro sport: Kimi Antonelli. Fantastico Jannik.
