Sinner perfezionista: "Il tennis è un gioco di percentuali, devo migliorare sul servizio"

Jannik Sinner
Jannik SinnerDAVID GRAY / AFP

Il numero due del mondo festeggia la vittoria nel secondo turno: “È stata una buona prestazione da parte mia”. Ora tutta l'attenzione è sul prossimo match contro il numero 85 ATP Spizzirri: “Giocatore molto aggressivo e di talento”

Jannik Sinner ha dominato il secondo turno dell'Australian Open contro James Duckworth, lasciando all’avversario appena sette game e chiudendo il match in meno di due ore. Al prossimo turno lo aspetta Eliot Spizzirri, numero 85 ATP, che ha mosso i primi passi nel circuito collegiale americano.

Parlando del suo prossimo avversario, Sinner ha detto: “Non lo conosco molto. Ovviamente l’ho visto giocare nelle ultime partite che ha fatto. Giocatore molto aggressivo e di talento. Vediamo cosa succede. Sono anche molto felice della prestazione di oggi.”

La sensazione in campo, secondo Sinner, è stata di costante miglioramento: "Oggi le condizioni erano diverse, faceva anche un po’ più freddo. Però non c’era tanto vento come sui campi all’aperto, dove c’era davvero molto vento. Era un po’ più facile giocare. Ma ho cercato di rimanere molto aggressivo, di seguire il mio piano di gioco oggi. Ho sentito che lui ha servito davvero bene. Anche dal fondo giocava molto veloce. Ho cercato di reggere il ritmo. Era importante restare anche vicino alla linea. È stata una buona prestazione da parte mia. Lui è un avversario davvero duro da affrontare, quindi sono molto felice.”

"Servizio? Qualcosa su cui devo migliorare. Con Cahill tutto molto tranquillo"

Il servizio, elemento cruciale del suo gioco, resta un terreno di lavoro costante: “Il tennis è un gioco di percentuali. Devi capire cosa giochi, dove hai la percentuale più alta di vincere il punto, e poi nei momenti importanti scegli quella soluzione. Devi anche essere abbastanza coraggioso per cambiare a volte, in modo da non fare sempre la stessa cosa".

"Il servizio è qualcosa su cui devo lavorare, devo migliorare. In alcuni giorni, come oggi, servo bene. Ci sono giorni in cui faccio un po’ più di fatica. Ma fa parte del processo in cui mi trovo. Il mio obiettivo è cercare di servire sempre meglio. È entrambe le cose: percentuali, avere oltre il 60% di prime in campo, ma a volte devi rischiare un po’ di più anche con la seconda, cercando di variare. Ogni giocatore al servizio ha una mentalità diversa.”

Riguardo al rapporto con il coach Darren Cahill, Sinner spiega come la quotidianità sul campo rimanga invariata, anche quando (come in questo momento) Cahill si trova “a casa”, in Australia: “Onestamente in qualsiasi posto dove siamo parliamo in modo molto tranquillo, molto aperto, quindi non c’è una “lingua”, tra virgolette, diversa. Poi ovviamente, lui essendo qua conosce tante persone, ha dei contatti un po’ diversi, perché appena ci serve qualcosa lui sa chi contattare. Però resta tutto normale.”