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Sinner e Cahill verso l’addio: la gestione dell’infortunio incrina un rapporto durato quattro anni

Jannik Sinner e Darren Cahill
Jannik Sinner e Darren CahillHENRY NICHOLLS / AFP

Il tecnico australiano avrebbe saputo solo all'ultimo della rinuncia a Cincinnati e sarebbe rimasto ai margini durante la riabilitazione. Un episodio che potrebbe accelerare una separazione già nell'aria.

Il rapporto tra Jannik Sinner e Darren Cahill sembra essere arrivato a uno dei momenti più delicati degli ultimi quattro anni. Alla possibile separazione, già ipotizzata da tempo per la volontà del tecnico australiano di stare più vicino alla famiglia, si sarebbe aggiunta una crescente distanza nella gestione dell'infortunio al ginocchio dell'azzurro.

Secondo la ricostruzione di Brad Gilbert, amico di Cahill, il coach avrebbe saputo soltanto all'ultimo momento che Sinner non avrebbe preso parte al Masters 1000 di Cincinnati. Pare che fosse già diretto verso l'aeroporto di Los Angeles quando Jannik gli comunicò la decisione. Da quel momento, Cahill non sarebbe più stato realmente coinvolto nel percorso di recupero.

Il recupero al ginocchio cambia gli equilibri

La distanza geografica può aver complicato la comunicazione, ma il punto centrale sembra essere soprattutto il mancato coinvolgimento di una figura che negli ultimi anni ha avuto un peso enorme nella crescita di Sinner.

Cahill aveva già valutato l'addio alla fine della scorsa stagione, prima che Jannik riuscisse a convincerlo a restare ancora un anno. Il delicato recupero dal problema al ginocchio sembrava poter offrire un motivo in più per proseguire insieme, ma gli ultimi sviluppi avrebbero invece reso il futuro della collaborazione molto più incerto.

Una figura centrale nella crescita di Sinner

Cahill è entrato nel team nel 2022, pochi mesi dopo la separazione da Riccardo Piatti e l'arrivo di Simone Vagnozzi. Il suo contributo è stato soprattutto nella gestione mentale, nell'approccio ai grandi appuntamenti e nell'esperienza maturata accanto a campioni come Hewitt, Agassi e Halep.

Con lui al fianco, Sinner è passato dal numero 13 del ranking al vertice del tennis mondiale, costruendo la fase più vincente della propria carriera. Ma il rapporto è andato oltre i risultati: Cahill è stato anche una figura di equilibrio nei momenti più delicati, compreso il periodo legato al caso Clostebol.

Proprio per questo un eventuale addio avrebbe un peso particolare. Sinner sapeva già di dover iniziare a pensare a un possibile sostituto, ma quella che sembrava una transizione naturale rischia ora di diventare una separazione più complicata del previsto.

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