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Sampdoria in lutto, addio a Piero “Batman” Battara: fu il maestro di Gianluca Pagliuca

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Pietro Battara (secondo da sx) in una foto della formazione della Sampdoria 1966-67.
Pietro Battara (secondo da sx) in una foto della formazione della Sampdoria 1966-67.History and Art Collection / Alamy / Profimedia

È morto a 90 anni Piero Battara, storico portiere della Sampdoria soprannominato “Batman”. In blucerchiato collezionò 243 presenze e tornò poi come preparatore dei portieri, diventando uno dei maestri di Gianluca Pagliuca.

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La Sampdoria piange Piero Battara, storico portiere blucerchiato scomparso a 90 anni. Per i tifosi era semplicemente “Batman”, soprannome rimasto legato a una delle figure più riconoscibili della storia del club, prima tra i pali e poi nel lavoro con i portieri delle generazioni successive.

Nato a Torino nel 1936, Battara esordì nel calcio professionistico con il Vicenza nel 1956 e arrivò alla Sampdoria nel 1961. Anni dopo ricordò così il suo primo contratto blucerchiato: “Mi diedero quattro milioni e mezzo di ingaggio, stipendio di 130.000 lire al mese e 100.000 a punto”.

Rimase a Genova per undici stagioni, totalizzando 228 presenze in campionato e 243 complessive con la Sampdoria, prima del passaggio al Bologna nell’estate del 1972. Fulvio Bernardini lo rese definitivamente titolare dopo il lungo ballottaggio con Sattolo, arrivando a dire: “Datemi uno che faccia i gol, visto che chi para ce l’ho già e in mezzo metteteci chi vi pare”.

Dalla porta al lavoro con Pagliuca

Il soprannome “Batman” nacque soprattutto dalle sue prestazioni al San Paolo, dove Battara diventava spesso insuperabile contro il Napoli. Proprio lì costruì una parte importante del suo mito, tanto da entrare nell’immaginario dei tifosi blucerchiati come il portiere capace di trasformarsi nelle partite più difficili.

Nella stagione 1969-70 arrivò anche a 641 minuti consecutivi senza subire gol, uno dei numeri più significativi della sua carriera. La Nazionale gli sfuggì invece in anni nei quali davanti aveva portieri come Albertosi e Zoff.

Battara rimase legato alla Sampdoria anche dopo aver smesso di giocare. Tornò infatti a Genova come preparatore dei portieri, in un ruolo nel quale fu considerato uno dei precursori in Italia. Tra i giocatori cresciuti sotto la sua guida ci fu soprattutto Gianluca Pagliuca, del quale diventò un punto di riferimento tecnico negli anni della grande Sampdoria.

Prima e dopo Pagliuca lavorò con molti altri portieri: Zinetti, Malgioglio, Pazzagli, suo figlio Massimo, Sereni, Gianello e Marcon, tra gli altri. Lo stesso Battara raccontava così l’origine di quel lavoro specifico: “Ho sviluppato l’idea di Gipo Poggi alla Sampdoria. Quando la seduta finiva, tutti andavano sotto la doccia. Allora rimanevo in campo a farmi bombardare, si divertivano a gareggiare con conclusioni dal limite dell’area”.

Il rapporto tra Battara e Pagliuca è rimasto nella memoria del club. In un sondaggio organizzato dalla Sampdoria nel 2013 per scegliere il miglior portiere della propria storia, Pagliuca chiuse al primo posto e Battara al secondo.

Una famiglia di preparatori dei portieri

La passione per il ruolo è proseguita anche in famiglia. Il figlio Massimo Battara ha lavorato a lungo come preparatore dei portieri, passando anche da Manchester City, Schalke, Zenit e dalla Nazionale italiana nello staff di Roberto Mancini.

Anche il nipote Daniele Battara ha seguito la stessa strada: dopo aver lavorato alla Sampdoria, è entrato nello staff di Simone Inzaghi all’Al Hilal.

La stessa Sampdoria ha ricordato Piero attraverso l’immagine che per anni lo aveva accompagnato: “La maglia nera, il colletto e i polsini blu: in porta, manco a dirlo, gioca Battara. Da Batman a pioniere dei preparatori per portieri, passando per tuffi, uscite e consigli, prese basse e prese alte”.

Il club ha poi aggiunto: “Questo, e non solo, è stato Pietro Piero Battara per l’Unione Calcio Sampdoria. 243 presenze che lo hanno reso un autentico mito blucerchiato. Un mito che se n’è andato oggi ma che resterà per sempre nella storia del nostro club”.

I funerali si terranno martedì 29 settembre alle 10 nella Chiesa Parrocchiale di San Pietro di Quinto, in Piazza Santa Paola Frassinetti, a Genova Quinto.

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