Ci aspettavamo Sinner, invece sul Philippe Chatrier in finale al Roland Garros troviamo un altro azzurro, Flavio Cobolli. Bravo a sfruttare un tabellone favorevole, e intraprendente e combattivo come da indole, Flavio è arrivato all'appuntamento clou contro il super favorito Alexander Zverev, n. 3 Atp, sicuramente più riposato del tedesco, visto lo sfortunato forfait di Arnaldi in semifinale che gli ha permesso di avanzare senza consumare energie.
Se per lui è la prima finale Slam, per Zverev è la quarta ma con uno storico pessimo, viste che le ha perse tutte. Il miglior giocatore del circuito dopo il binomio stellare Sinner-Alcaraz, infatti ha il difetto di sciogliersi nei momenti che contano. Da underdog l'azzurro può giocarsi quindi le sue possibilità contro un avversario che ha già battuto una volta, quest'anno a Monaco: l'unica vittoria su quattro scontri diretti.

Cobolli rigido e falloso, Zverev in scioltezza
Zverev vince il sorteggio e sceglie di rispondere. Per Flavio iniziano subito i problemi, visto che si vede costretto sul 15-40 a fronteggiare due palle break. Se l'azzurro manifesta un po' di agitazione nei primi scambi, nemmeno il tedesco sembra troppo tranquillo, visto che spreca le opportunità con errori gratuiti. Ai vantaggi però il romano è costretto a concedere il break: contratto e ansioso, ha ancora bisogno di tempo per sciogliersi.
Al servizio invece Zverev non manifesta incertezze e torna implacabile, consolidando così il vantaggio, e nel quinto gioco aggredisce Cobolli, che sul 15-40 deve ancora concedere due palle break: basta la prima al tedesco che si porta così 4-1. Il primo set è ormai incanalato e Zverev lo chiude con un altro break dopo 35 minuti di gioco complessivi: 6-1.
Cobolli si scioglie e pareggia i conti
Dopo un set in cui praticamente non si è giocato, Cobolli ha bisogno di rispondere nel secondo parziale per non vedersi sfuggire il match. Le prime battute sono incoraggianti: se Zverev continua a non aver problemi al servizio, l'azzurro mostra un po' più di sicurezza nel suo turno di battuta, consentendo al match di proseguire on serve senza grandi scossoni.
Sul 3-3 ottiene anche la sua prima palla break sul 30-40, che Zverev riesce ad annullare dopo una serie infinita di scambi. Ora però Flavio ci crede, mentre Sascha capisce che il gioco diventa più duro, e ai vantaggi compie anche il primo doppio fallo della partita. Un secondo doppio fallo regala un'altra palla break e il dritto fuori manda l'azzurro in vantaggio 4-3.
Dopo aver consolidato il break, Cobolli impegna ancora Zverev ai vantaggi e poi chiude al servizio con tanto di terzo ace il secondo parziale: 6-4 dopo 1 ora e mezza di gioco totale.
Il veleno in coda, la fretta manda Zverev 2-1
Nel terzo set continua l'equilibrio, con l'azzurro che risponde colpo su colpo al tedesco. Flavio è ormai in piena fiducia e sul punto di entrare in trance agonistica nel momento decisivo. I giochi vanno avanti combattuti, deve annullare due palle break nel quarto gioco, ma tutto sommato non soffre più di tanto Zverev, che vorrebbe prendere il largo ma senza riuscirci.
Si va avanti così senza break fino al 5-4 per Zverev. Qui Cobolli si porta avanti bene 30-0, poi qualche dritto che scappa fuori troppo velocemente permette la rimonta al tedesco, che sul set point del 30-40 beneficia ancora di un altro errore di dritto dell'azzurro che, con la fretta di piazzare vincenti, si ritrova sotto nel match 2-1.
Partenza lampo, girandola di break e tie-break
Nemmeno il tempo di digerire la delusione, che il quarto set inizia nel migliore dei modi per Flavio, con Zverev che con qualche errore di troppo concede il break in apertura. Un calo di concentrazione che permette all'azzurro di portarsi 2-0 dopo aver consolidato il vantaggio.
Il tedesco torna però subito centrato, mentre il tennista romano regala qualcosa, e così si trova sul 3-2 a dover annullare tre palle break consecutive sullo 0-40. Missione riuscita grazie anche a due errori di Zverev, ma ai vantaggi dopo un dritto fuori e un rovescio in rete deve concedere il break, rimettendo così il set in parità sul 3-3.
Cobolli però non si lascia abbattere, tutt'altro, mentre il tedesco non approfitta del momento positivo. Ancora troppi errori lo portano prima 15-40, poi a concedere il controbreak. Dopo un ottavo game sofferto, l'azzurro riesce a consolidare il vantaggio, ma sul 5-4 deve ancora incassare il controbreak del tedesco in una girandola da Wta che alla fine porta al tie-break.
Qui Flavio è bravissimo a conquistare il primo mini-break in apertura con un rovescio incrociato, ma deve concedere subito l'1-1 con un errore gratuito di dritto. Poi un nastro sfortunato lo porta sotto, mentre il pubblico lo incoraggia a gran voce. Tifo e stanchezza del tedesco incidono, Flavio rimonta e si trova davanti 5-3 dopo il sesto doppio fallo di Zverev. Sul 6-4 sbaglia uno smash sanguinoso, poi con un dritto in corsa chiude 7-5 il tie-break e si guadagna il quinto set.

Inizio tragico
Il set decisivo non parte bene per Flavio, che si trova costretto ad annullare due palle break sul 15-40: sulla prima ci riesce col sesto ace, sulla seconda invece ci pensa Zverev con un rovescio in rete. Ai vantaggi un palleggio perso regala un'altra chance al tedesco, poi un dritto fuori lo manda in vantaggio 1-0.
Al servizio però il numero 3 del mondo è tutt'altro che tranquillo e commette due doppi falli in apertura, poi con un rovescio fuori regala una palla break a Cobolli sul 30-40, che però riesce ad annullare. Alla fine soffre ma porta a casa il gioco, e sul servizio dell'italiano trova anche il secondo break, portandosi 3-0.
Nonostante il vantaggio, al servizio però il tedesco si scioglie, compie errori di rovescio grossolani e, dopo aver salvato una palla break, è graziato da uno smash in rete di Cobolli. Ne regala un'altra col nono doppio fallo, poi l'annulla con uno smash. Alla fine riesce, soffrendo, a portare a casa un 4-0 che pesa come un macigno.
Quando si ritrova sotto 5-1 al servizio, Flavio ha perso ormai ogni speranza. Piomba 0-40, salva un match point, poi con con uno smash fuori regala il primo Slam della carriera a Alexander Zverev, che crolla a terra ridendo quasi incredulo.

