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Il lavoro di Claudio Ranieri alla guida del Club Italia comincia a prendere forma. A quasi cento giorni dalla nomina, l'ex allenatore della Roma ha illustrato a Sky Sport le prime iniziative per rinnovare il calcio giovanile italiano, a partire da un progetto sperimentale che prenderà il via a gennaio.
"Dai primi di gennaio fino a giugno partiremo con un progetto pilota: vedremo se va migliorato, per poi applicarlo a partire dalla prossima stagione", ha annunciato Ranieri, che insieme a Gianfranco Zola e Maurizio Viscidi sta lavorando a una riforma destinata a coinvolgere le diverse componenti del movimento calcistico.
Le priorità erano state individuate già al momento del suo insediamento: "Avevo detto che le direttive erano due: i bambini dai 5 ai 13 anni e l'imbuto della Primavera, dalla quale pochi passano al professionismo".
Ranieri vuole ripartire dalla tecnica: "Al centro ci sono i bambini"
Uno dei punti principali riguarda la preparazione degli allenatori dei settori giovanili, ai quali Ranieri chiede di dare maggiore spazio allo sviluppo tecnico dei ragazzi, senza concentrarsi troppo presto sui risultati.
"Dobbiamo creare percorsi psicopedagogici, per fasce d'età, non bastano i maestri di calcio: e tornare a formare maestri che mettano al centro il bambino", ha spiegato il presidente del Club Italia.
Secondo Ranieri, l'attenzione alla tattica e alla vittoria rischia oggi di prevalere sulla crescita individuale: "Oggi gli allenatori dei settori giovanili sono molto bravi, ma prediligono la tattica, puntano a vincere i campionati per fare un salto di categoria personale".
Il percorso che ha in mente parte invece dai fondamentali: "A essere importanti sono i bambini: loro sono al centro, non bisogna vietar loro il dribbling, anzi deve essergli insegnato tutto: il tiro, lo stop, la conduzione palla. Poi, col crescere degli anni, si passa alla tattica di reparto e poi ancora alla tattica di squadra".
Per costruire questo modello, Ranieri ha guardato anche ad altre discipline, in particolare al tennis, confrontandosi con un maestro impegnato nel percorso di formazione per allenare giocatori del livello di Sinner.
Un altro riferimento è il centro federale francese di Clairefontaine, di cui ha conosciuto da vicino il funzionamento attraverso Cristian Damiano, collaboratore di Gérard Houllier: "Formava i tecnici, che poi andavano nei vari distretti. E li girava tutti, per vedere se applicavano la teoria insegnata loro".
Dalla Primavera alla Serie B, le proposte per aiutare i giovani
L'altro grande tema riguarda il passaggio dal settore giovanile al calcio professionistico. Ranieri ritiene che in Primavera "si debba giocare fino ai 18 anni" e propone una sorta di "decreto crescita" per favorire l'impiego dei giovani calciatori.
Tra le idee avanzate c'è anche quella di estendere alla Serie B i premi legati al minutaggio già previsti in Serie C, così da incentivare le società a concedere maggiore spazio ai ragazzi.
Quanto alle questioni politiche della Federazione, Ranieri preferisce mantenere le distanze dalla nuova sfida elettorale tra Giovanni Malagò e Adriano Galliani: "Ho parlato solo con Malagò, sono uomo di campo, di altre cose non mi voglio occupare".
Il presidente del Club Italia ha infine ribadito la necessità di un impegno più ampio per sostenere il rilancio del movimento calcistico italiano, chiamando in causa anche la politica: "Solo noi non possiamo farlo: istituzioni e Governo devono fare qualcosa".
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