14 novembre 2009, Spagna – Argentina 2-1
Gol di Messi con la nazionale: 13°
Sulla panchina della Spagna c'era Vicente del Bosque, dall'altra parte Diego Armando Maradona. Il duello tra giganti, giocato nello stadio dell'Atlético Madrid durante i festeggiamenti per il centenario della Federcalcio spagnola, sorrise al primo. I suoi uomini, all'epoca campioni d'Europa in carica, stavano vivendo un autunno travolgente: quella fu l'ottava vittoria consecutiva, otto mesi prima della definitiva consacrazione in Sudafrica con il titolo mondiale.
Di fronte a Lionel Messi c'erano cinque suoi compagni del Barcellona, capaci quasi di cancellarlo dalla partita. Il numero 10 riuscì a segnare soltanto dal dischetto, rispondendo al gol iniziale di Xabi Alonso all’inizio della gara e rovinando la porta inviolata di Iker Casillas nella sua centesima presenza con la nazionale. L'ultima parola fu ancora di Xabi Alonso, a segno per la seconda volta, di nuovo su rigore. L'eterno insoddisfatto Maradona commentò poi che il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto.
7 settembre 2010, Argentina – Spagna 4-1
Gol di Messi con la nazionale: 14°
I freschi campioni del mondo volarono a Buenos Aires per un'amichevole e subirono una dura lezione. Del Bosque, pochi giorni dopo una partita di qualificazione agli Europei, concesse un turno di riposo al suo regista Xavi e al portiere Casillas. Il suo sostituto Pepe Reina aveva già raccolto il pallone dalla propria porta per la terza volta dopo appena mezz'ora, complice anche uno scivolone. La Spagna non era in giornata: colpì tre legni e incassò appena la terza sconfitta dal 2006, in un periodo in cui aveva disputato 58 partite.
Messi, che con la nazionale stava attraversando un periodo complicato e non segnava da quasi un anno, proprio dall'ultima sfida contro la Spagna, trovò il gol dopo 10 minuti. Il tecnico degli sconfitti spiegò il risultato con il dominio argentino a centrocampo, dove a suo giudizio la Spagna si era ritrovata in inferiorità numerica e aveva perso il controllo del possesso. Tre dei quattro gol dei padroni di casa furono firmati da giocatori che militavano nei grandi club spagnoli: Messi (Barcellona), Higuaín (Real Madrid) e Agüero (Atlético).
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27 marzo 2018, Spagna – Argentina 6-1
Tiri in porta: 6-3.
Una delle tre sconfitte più pesanti nella storia della nazionale argentina. Con lo stesso risultato, l'Albiceleste era stata umiliata dalla Cecoslovacchia ai Mondiali del 1958 e dalla Bolivia nelle qualificazioni ai Mondiali 2010. L’albiceleste giocò senza Messi, fermato da un problema muscolare. La sua stella più luminosa soffrì in tribuna, nello stadio dell'Atlético Madrid, contando uno dopo l'altro i gol subiti dai compagni.
Tre dei gol furono realizzati da una tripletta di Isco, anche se forse il maggior merito nella vittoria va al subentrato Iago Aspas. L’attaccante del Celta partecipò a tre gol in una sola frazione (1+2). La sua rete arrivò dopo un lungo lancio del portiere David de Gea. Dopo la partita, Messi scese negli spogliatoi per consolare i compagni abbattuti, mentre l’attaccante spagnolo Diego Costa, autore del primo gol, criticò tifosi e media argentini. "Adorano criticare Messi. Ora vedono cosa sono senza di lui," ha dichiarato.
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