La scena si è svolta a Manhattan, in un evento dal sapore più americano che calcistico, organizzato come anteprima dell'ultimo atto del torneo: da una parte la nazionale campione del mondo e del Sud America, dall'altra quella campione d'Europa.
Testimoni d'eccezione Novak Djokovic, Tom Brady e Kevin Durant. Sul palco, oltre a Messi, anche il commissario tecnico Lionel Scaloni e il portiere Dibu Martínez per l'Argentina; Luis de la Fuente e il capitano Rodri per la Spagna.
In mezzo a questo mix di personalità, tutta l'attenzione era rivolta alle parole di Messi su Lamine Yamal, suo erede al Barcellona, appena diciannovenne e da lui "benedetto" inconsapevolmente quando era ancora un neonato.
"Che dopo quella foto ci ritroviamo entrambi a giocarci la Coppa del Mondo è incredibile", ha detto Messi parlando del talento spagnolo, augurandosi poi che "domenica non sia nella sua versione migliore, anche se sarà difficile".
Nel cuore di New York, la marea argentina promette di vincere la partita sugli spalti: domenica il MetLife Stadium sarà pieno in ogni ordine di posto, con 80.000 spettatori attesi e biglietti venduti a cifre altissime.
"Siamo di nuovo in casa!", cantano ovunque i tifosi dell'Albiceleste, tra bandiere con i volti di Messi e Diego Maradona.
C’è qualcuno nervoso?
A non lasciarsi impressionare è il commissario tecnico della Spagna, Luis de la Fuente, 65 anni, pronto a godersi una finale impensabile fino a pochi anni fa, considerata la sua carriera da allenatore lontana dai riflettori.
"Sono piuttosto nervoso perché torniamo in hotel in elicottero: quello sì che mi mette davvero ansia", ha scherzato parlando della trasferta a Manhattan per una conferenza stampa davanti a oltre 300 giornalisti.
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"Dobbiamo avere più voglia di vincere che paura di perdere", aveva detto poco prima il suo capitano Rodri, raccontando alla stampa il discorso motivazionale fatto ai compagni prima del successo per 2-0 contro la Francia in semifinale.
Sul fronte argentino, Dibu Martínez non ha abbassato il tono e ha assicurato di non sentire "il peso della pressione", quando gli è stato chiesto della parata miracolosa su Kolo Muani al 120'+3' della finale di tre anni e mezzo fa in Qatar.
"Della Spagna mi preoccupa tutto", ha sintetizzato Scaloni.
I temporali condizionano gli ultimi allenamenti
La grande preoccupazione della settimana era stata il fumo degli incendi boschivi in Canada, che aveva tinto di grigio il New Jersey e New York. Nelle ultime ore, però, il cielo è tornato sempre più azzurro e la qualità dell'aria è migliorata.
A condizionare gli ultimi allenamenti delle due nazionali, questo sabato, è stato però un altro ospite sgradito: i temporali. La seduta della Spagna è stata sospesa per il maltempo, mentre quella dell'Argentina è iniziata con quasi 50 minuti di ritardo.
Anche la presenza di Donald Trump sugli spalti del MetLife Stadium, e il suo ruolo da protagonista nella consegna del trofeo, è diventata uno dei temi più discussi della vigilia.
L'attaccante spagnolo Borja Iglesias, che in passato si è espresso pubblicamente a favore delle manifestazioni pro-palestinesi e dell'uguaglianza di genere, ha dichiarato venerdì che, in caso di vittoria, spera che il saluto con il presidente "passi in fretta" e di poterlo poi "dimenticare".
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