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Spagna-Argentina, la foto che unì Messi e Lamine: Joan Monfort e il destino di uno scatto irripetibile

Joan Monfort riguarda la sua foto più iconica
Joan Monfort riguarda la sua foto più iconicaAlejandro Garcia / EPA / Profimedia

Il fotografo catalano ripercorre con Diretta quel giorno del 2007 in cui si preparava a scattare delle foto per un semplice calendario benefico. E invece no: dall'imbarazzo iniziale della Pulga, alle incredibili coincidenze emerse negli anni per finire con il legame simbolico che oggi porta i due fuoriclasse di Spagna e Argentina fino alla finale del Mondiale.

Quel giorno, Joan Monfort uscì di casa convinto di dover semplicemente fare una sessione fotografica per il calendario solidale promosso da Sport insieme al Barcellona e all'Unicef. Nessuno, nemmeno lui, poteva immaginare che uno di quegli scatti sarebbe diventato una delle immagini più celebri e virali della storia del calcio moderno.

"Per me era semplicemente un altro calendario. L'obiettivo era di divertirmi e far divertire i bambini assieme ai campioni", ci racconta il fotografo catalano che, in questi giorni, ha ricevuto "più di 200 richieste d'intervista".

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Davanti al suo obiettivo, a un certo punto, si è presentato anche un Lionel Messi appena ventenne, ancora lontano dal diventare il giocatore più forte della sua epoca e, per molti, della storia.

"Tutti dicevano già che quel ragazzo sarebbe diventato fortissimo, ma tra essere un grande talento e diventare quello che è diventato lui c'è una distanza enorme. Oggi è arrivato a una dimensione davvero straordinaria. Se Lamine ci regalasse la metà di quello che ci ha dato Messi, sarà già tantissimo".

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E la verità è che quel bagnetto improvvisato iniziò con un pizzico d'imbarazzo: "Ricordo perfettamente la sua espressione... Era quello di uno che pensava: 'Mamma mia, non so proprio come si fa a tenere un neonato'".

Poi la chimica di un momento destinato a entrare nella storia fece il resto e, 19 anni dopo, quel futuro fuoriclasse e quel simpatico bebé paffutello si ritroveranno, uno di fronte all'altro, non davanti all'obiettivo di un solo ignaro fotografo, ma davanti agli occhi del mondo intero.

"È davvero incredibile pensare che si conobbero quando uno aveva tre mesi e l'altro vent'anni e, ora, si rivedranno sul palcoscenico più bello e importante per un calciatore".

Per Monfort - e, in realtà, per nessuno - non esiste una spiegazione logica a tutto quello che è successo dopo il suo scatto: "Ci sono talmente tante coincidenze che è impossibile trovare una spiegazione razionale. Forse è già tutto scritto. Non sappiamo da chi o dove, ma è davvero difficile spiegare come quei due siano finiti insieme in una fotografia vent'anni prima, quando uno era un neonato e l'altro soltanto una promessa. Chiamatelo miracolo, coincidenza astrale o come volete".

Un altro degli scatti di quella mitica sessione fotografica
Un altro degli scatti di quella mitica sessione fotograficaJoan Monfort / Newscom / Profimedia

Uno scatto davvero irripetibile, quanto la sua viralità. Da quando il papà di Lamine Yamal ha pubblicato quella foto sui propri social due anni fa, la sua diffusione è stata senza precedenti: "Esistono immagini iconiche, come quella di Muhammad Ali sopra l'avversario al tappeto, ma allora non esistevano i social network. Questa fotografia l'ha davvero vista praticamente tutto il mondo. Chi non l'aveva scoperta durante l'Europeo del 2024, l'ha vista adesso".

Dopo che l'immagine è tornata virale, Monfort ha anche avuto modo di parlarne con Lamine Yamal: "Riparlandone con Lamine ho capito che quella fotografia gli aveva fatto davvero piacere. In fondo, non capita a tutti di avere una foto mentre Messi ti fa il bagno da neonato...".

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No, è vero, non capita a tutti. E capita ancora meno che uno scatto sia una premonizione, quasi una profezia: "Sono felicissimo". Come lo sarà, stasera, soltanto uno dei due protagonisti della sua fotografia immortale. L'altro, invece, andrà mestamente sotto la doccia e, probabilmente, penserà a quel bagnetto di 19 anni fa.

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