Vai al contenuto principale

Juve inesistente e Spalletti senza soluzioni, ma anche la società ha le sue colpe

Luciano Spalletti sembra non avere ha più soluzioni
Luciano Spalletti sembra non avere ha più soluzioniSIMONE ARVEDA / GETTY IMAGES EUROPE / GETTY IMAGES VIA AFP

I bianconeri manifestano non soltanto una crisi di gioco e di risultati ma qualcosa di più profondo. Sulla graticola ci finisce il tecnico Luciano Spalletti, ma la nuova dirigenza non si è al momento dimostrata all'altezza

Scegli squadre e giocatori preferiti e ricevi tutte le news!

Calciomercato, notizie, interviste: attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti selezionati in base alle tue scelte

Come attivare queste notifiche?

Segui il giocatore e la squadra preferiti
Segui il giocatore e la squadra preferitiDiretta

La Juve che crolla contro il Genoa al Ferraris 2-0 sotto i colpi di Ezibuhe e Baldanzi non è soltanto una squadra in crisi ma una squadra che non è mai diventata tale, e questa è la peggiore delle situazioni per un allenatore, anche perché è il tecnico che dovrebbe creare il gruppo, e quindi ne è il diretto responsabile.

Si parla di giocatori non all'altezza, che poi chissà com'è però quando lasciano Torino in qualche modo risorgono (vedi Jonathan David all'Atletico Madrid) o esplodono (vedi Soulé alla Roma o il tris di Mbangula ieri contro il Milan), sacrificati forse sull'altare delle plusvalenze troppo presto. 

Il fallimento delle dirigenze nasconde qualcosa di più profondo

Una Juve che non aspetta, che ha fretta di tornare e vincere e brucia dirigenti, allenatori, giocatori e soprattutto soldi, tanti soldi. Il male è più profondo perché non è possibile che tutti falliscano, anche chi aveva un pedigree di tutto rispetto.

Dopo Giuntoli, all'epoca dello scudetto del Napoli considerato uno dei dirigenti più illuminati, e tolta la bizzarra parentesi Comolli, sta toccando anche a Carnevali, da tutti riconosciuto come un manager di valore, che nella carriera ha costruito squadre dal nulla e fatto colpi di rilievo.

Se la faraonica campagna acquisti dell'ex artefice dello scudetto del Napoli è stata bocciata dal campo e in parte rivalutata oggi per necessità (vedi Douglas Luiz o Koopmeiners), e quella del francese bruciata dal campo e dalla nuova dirigenza (fuori tutti), quella di Carnevali è sulla buona strada di fare la stessa fine. 

Le ultime prestazioni di Douglas Luiz
Le ultime prestazioni di Douglas LuizDiretta

Una campagna acquisti sbagliata

Tutto parte dall'acquisto sbagliato di Kolo Muani per le necessità di Spalletti, che pure si è convinto di salire sul carro, bisognoso di una punta da area di rigore che facesse da punto di riferimento intorno a cui ruotare la nutrita schiera di trequartisti. Ebbene, il francese non è quel tipo di attaccante.

Forse, in fondo, lo sapeva anche Spalletti che poi ha chiesto un marcantonio da piazzare in area per prendere i cross di testa, uno in grado di fare a spallate e buttarla dentro di cattiveria. Ed è arrivato Woltemade, che è sì un marcantonio, ma non è quel tipo di giocatore, tutt'altro. 

E mentre anche le piccole sguinzagliando i loro scout portano a casa i Varela, gli Osmajic o i Raimondo, la Juve spende caterve di soldi per giocatori conosciuti, strapagati e già bocciati in altri campionati (Kolo Muani e Woltemade) seppur il tedesco almeno è solo in prestito, denotando una carenza a livello di idee, di coraggio e forse anche di scouting. 

Nick Woltemade e Kolo Muani
Nick Woltemade e Kolo MuaniMARCO BERTORELLO / AFP

La mancanza di uno zoccolo vincente e le colpe della dirigenza

Il risultato è una babele di giocatori in cui manca uno zoccolo duro vincente, giocatori magari maturi ma che sanno come si vince, la Juve si è riempita di "perdenti", considerando la loro carriera. Perdenti che potrebbero anche diventare altro, ma non in una squadra che non ha la personalità di trascinare i giocatori a dare il meglio. Lo stesso Spalletti punta il dito contro la grinta della squadra, inesistente, e si domanda se questa grinta c'è da qualche parte nei suoi uomini, finendo per dubitarne.

E se questa grinta non c'è, come ormai probabile, la colpa è della dirigenza che non ha saputo individuare le caratteristiche caratteriali prima ancora che tecniche. La colpa è quindi di Carnevali e del suo staff.

 Cosa sorprende di Carnevali, però, al di là della fallimentare campagna acquisti finora, è come (già successo con i predecessori) non ci metta la faccia di fronte a giornalisti e tifosi per spiegare, scusarsi o anche solo promettere soluzioni - che sa di non avere - per provare a rincuorare una tifoseria demoralizzata.

Giovanni Carnevali
Giovanni CarnevaliEMMANUELE CIANCAGLINI / GETTY IMAGES EUROPE / GETTY IMAGES VIA AFP

Questi risultati non sono da Juve, e soprattutto questo atteggiamento non è da Juve, e qualcuno deve renderne conto pubblicamente. Spalletti non può essere il solo a fare da ombrello, essere lasciato lì davanti ai microfoni con il suo eloquio fantasioso a cui ormai mancano anche i contenuti, tanto che il tecnico ieri ai microfoni ha preferito quasi non parlare per non dire cosa realmente pensa. Carnevali, dove sei?

SEGUI TUTTE LE NOTIZIE DELLA GIORNATA IN DIRETTA

Per rimanere aggiornato su tutto ciò che accade nel mondo del calcio, segui il nostro live. Notizie, curiosità, approfondimenti e reazioni dai social: tutto in un unico spazio, aggiornato in tempo reale.

Vuoi goderti al massimo il tuo weekend calcistico? Iscriviti a Football Weekender!

Imposta Diretta come fonte preferita su GoogleLeggi le nostre notizie più spesso
AggiungiAggiungi su Google

Calcio