Vai al contenuto principale

Italia troppo brutta per essere vera: è una rivoluzione gattopardiana

La disperazione di Moise Kean
La disperazione di Moise KeanDOMENICO CIPPITELLI / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

Gli azzurri del nuovo corso di Mancini sono stati spazzati via dalle furie rosse del Belgio che ieri hanno reso omaggio al loro nomignolo di fronte all'inconsistenza caratteriale e tecnica messa in mostra dai loro avversari all'Olimpico. Servirà forse tempo a quest'Italia, ma nell'aria aleggia una consapevolezza inquietante

Scegli squadre e giocatori preferiti e ricevi tutte le news!

Calciomercato, notizie, interviste: attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti selezionati in base alle tue scelte

Come attivare queste notifiche?

Segui il giocatore e la squadra preferiti
Segui il giocatore e la squadra preferitiDiretta

Avevano provato a imbonirci e persuaderci con belle parole su rivoluzione, giovani, o addirittura con sogni irraggiungibili come quello di Guardiola. L'obiettivo dichiarato era tornare a vincere, divertire, riconquistare l'entusiasmo e i tifosi. "Parole parole parole", cantava Mina. Il nuovo corso di Malagò dopo la catastrofe di Gravina ha mostrato presto la sua faccia "gattopardiana".  Come diceva il nipote del Principe di Salina, Tancredi Falconeri nel celebre libro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi".

E così è andata. Accantonati i progetti probabilmente irrealizzabili di Maldini e Leonardo, con l'estromissione del duo che sognava Guardiola ct, ecco che per la finta rivoluzione ci si è affidati all'usato sicuro, mettendo anche da parte orgoglio e una fetta di dignità, richiamando il ct che dopo l'exploit europeo aveva abbandonato l'azzurro per abbracciare i petroldollari sauditi, peraltro con pessimi risultati.

Fa niente, ci si è turati il naso di fronte a tutto, spinti da una malsana idea: per tornare a far vincere questa Italia - avranno pensato nei piani alti della Figc - chi meglio di uno che ha già vinto? Una domanda retorica che in realtà nascondeva la paura di un altro fallimento. Più pericoloso dopotutto affidarsi all'ignoto abbracciando l'azzardo. E pazienza se le rivoluzioni si fanno così, l'Italia non è mai stata terreno fertile per quelle.

La delusione dell'Olimpico

E allora, dopo l'interregno ad interim dell'ottimo tecnico dell'U21 Silvio Baldini, che probabilmente meritava altre chance perché era stato l'unico in quelle due partite estive che gli erano state affidate durante il vuoto manageriale a mostrare veramente qualcosa di nuovo, di veramente giovane, siamo arrivati con qualche aspettativa di troppo alla prova sul campo dell'Italia di Roberto Mancini. 

Ed è stata una delusione totale. Il ct nel dopopartita non è sembrato d'accordo per quella forte reazione nel secondo tempo che poteva portare al gol del pareggio, o ad accorciare le distanze sullo 0-2 dove gli azzurri hanno sbagliato di tutto e di più, ma è un modo di vedere il bicchiere mezzo pieno piuttosto pretestuoso, che sembra un palliativo per la coscienza piuttosto che un'analisi serena.

Le statistiche del match
Le statistiche del matchDiretta

Innanzitutto, il carattere di una squadra si vede dal calcio d'inizio. Invece, di fronte al pubblico dell'Olimpico, che come di consueto ha fatto il suo incitando a squarciagola gli azzurri, si è subito vista una squadra molle, senza orgoglio e senza idee, presa a sberle dall'ottimo Belgio e salvata solo da uno strepitoso Donnarumma che ha evitato già all'inizio un passivo ben più pesante.

L'esordio da incubo dei nuovi

Le prestazioni degli italiani in campo e la disposizione tattica adottata nel primo tempo hanno avuto soltanto il merito di mettere in luce un nuovo potenziale fenomeno del PSG come Godts e rivitalizzare il "napoletano" Kevin De Bruyne, che di fronte agli azzurri è sembrato acquistare dieci anni in meno, di questo almeno sarà contento Allegri. 

Per quanto riguarda la reazione azzurra sottolineata da Mancini, beh c'è stata soltanto per 20 minuti nella ripresa, quando di fronte alla delusione dell'Olimpico i ragazzi in campo hanno provato a reagire con orgoglio nel tentativo di evitare una figuraccia. Con scarsissimi risultati. 

Non è stato sicuramente l'esordio che sognava Romano, arrivato a questa partita avvolto dall'aura di un hype forse prematuro per quanto di buono fatto vedere a Cagliari, così come non è stata la prestazione che voleva Coppola, devastato dalle sfuriate dell'incontenibile Godts, un po' meglio è andata a Cambiaghi, che qualcosa sulla fascia ha provato a fare, trovando però in area compagni poco ispirati, per usare un eufemismo, con Pio Esposito e Kean che hanno preferito tirare in bocca al portiere con tutto lo specchio a disposizione.

Mancanza di talento

Anche considerando l'emozione, la mancanza di coesione di elementi nuovi, i pochi allenamenti con un modulo tattico diverso, la delusione della prima partita azzurra del nuovo corso porta con sé una consapevolezza dura da digerire: forse non è nemmeno questione di schieramento e di tatticismi in panchina, all'Italia manca semplicemente il talento.

Non abbiamo certamente i De Bruyne, ma mancano anche i De Ketelaere o i Tielemans, se si eccettua un Tonali ieri irriconoscibile, e non si intravede nessun Godts all'orizzonte. Se poi Mancini ci mette del suo lasciando in tribuna chi almeno un po' di creatività potrebbe darla, come Inacio, o solo in panchina un giovane promettente come Doumbia, ecco che le acque restano immobili: manca il talento ma anche la voglia di creare veramente qualcosa di nuovo. I problemi sembrano gravi e profondi, ma la vera paura è che più che ulteriore tempo, a quest'Italia serviranno generazioni. 

SEGUI TUTTE LE NOTIZIE DELLA GIORNATA IN DIRETTA

Per rimanere aggiornato su tutto ciò che accade nel mondo del calcio, segui il nostro live. Notizie, curiosità, approfondimenti e reazioni dai social: tutto in un unico spazio, aggiornato in tempo reale.

Imposta Diretta come fonte preferita su GoogleLeggi le nostre notizie più spesso
AggiungiAggiungi su Google